Kavala (prefettura)

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Kavala
ex prefettura
Νομός Καβάλας
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Macedonia Orientale e Tracia
Amministrazione
Capoluogo Kavala
Data di soppressione 1º gennaio 2011
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°56′N 24°24′E / 40.933333°N 24.4°E40.933333; 24.4 (Kavala)Coordinate: 40°56′N 24°24′E / 40.933333°N 24.4°E40.933333; 24.4 (Kavala)
Superficie 2 111 km²
Abitanti 147 884 (2005)
Densità 70,05 ab./km²
Comuni 11 municipalità
Altre informazioni
Cod. postale 64x xx - 65x xx
Prefisso 2510, 259x0
Fuso orario UTC+2
ISO 3166-2 GR-55
Targa KB
Cartografia

Kavala – Localizzazione

Sito istituzionale

La prefettura di Kavala (in greco Νομός Καβάλας; in albanese: Kavalla) è una delle cinque prefetture in cui era suddivisa la regione della Macedonia Orientale e Tracia, abolita a partire dal 1º gennaio 2011 a seguito dell'entrata in vigore della riforma amministrativa detta piano Kallikratis[1]. Il territorio della prefettura è ora diviso tra le unità periferiche di Kavala e Taso

Il capoluogo era la città di Kavala.

La prefettura di Kavala confina con le altre prefetture di Serres ad ovest, Drama a nord e Xanthi ad est, mentre sul lato meridionale è bagnata dal Mare Egeo. Alla prefettura appartiene anche l'isola di Taso.

Il capoluogo Kavala è la città natale del condottiero di origine albanese e re d'Egitto Mehmet Ali.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997, con l'attuazione della riforma Kapodistrias[2], la prefettura di Kavala era suddivisa in 11 comuni

comuni codice YPES capoluogo (se diverso) codice postale prefisso tel.
Chrysoupoli 2311 642 00 25920-2
Eleftheres 2301 Nea Peramos 640 07 25940-2
Eleftheroupoli 2302 641 00 25940-2
Filippoi 2310 Krinides 640 03 2510-51
Kavala 2304 da 650 a 655 2510
Keramoti 2305 640 11 25910-5
Oreino 2306 Lekani 640 09 25910-5
Orfani 2307 Galipsos 640 08 25920-4
Pangaio 2308 Nikisiani 640 01 25920-6
Piereis 2309 Moustheni 640 08 25920-9
Taso 2303 640 04 25930-2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 1 marzo 2011.
  2. ^ riforma Kapodistrias. URL consultato il 19 aprile 2011.

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