Cassala

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Cassala
Panorama di Cassala
Stato: bandiera Sudan
Stato (Wilayat): Cassala
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Coordinate: 15°27′N 36°24′E / 15.45°N 36.4°E / 15.45; 36.4Coordinate: 15°27′N 36°24′E / 15.45°N 36.4°E / 15.45; 36.4
Abitanti : 419.030  (2008)
Cassala è posizionata in Sudan
Cassala

Cassala è una città del Sudan, capitale dell'omonimo stato di Cassala del Sudan. Fu soggetta alla sovranità italiana in due occasioni, dal 1891 al 1897 e tra il 1940 ed il 1941.

Indice

[modifica] Storia

Cassala fu originariamente creata come un campo militare per i soldati dell'impero ottomano dal viceré egiziano Muhammad Alì, wali d'Egitto, che inviò un esercito agli ordini di suo figlio Ismail Basha e di Muhammad Bey per occupare il Sudan orientale nel 1840, durante la sua offensiva militare in Sudan. Cassala è stata successivamente occupata dal Mahdi nel 1885 e, nuovamente, dagli italiani nel 1894. È passata poi al Sudan Anglo-Egiziano fino all'indipendenza sudanese. Dal 1960, la città è stata meta di un gran numero di rifugiati etiopi ed eritrei che fuggono conflitto della guerra tra Etiopia ed Eritrea. È stata anche rifugio di sfollati interni sudanesi che fuggivano dai conflitti delle zone del Nuba Mountains. I campi profughi hanno ospitato fino a 160.000 profughi. Cassala ha ora un indice di mortalità infantile molto elevata. Il personale delle Nazioni Unite non è stato ammesso nella zona.

[modifica] Primo periodo italiano

Cassala in una immagine d'epoca

La città era stata assegnata all'Italia fin dagli accordi intercorsi con la Gran Bretagna del 15 aprile 1891. I Dervisci, tuttavia, guidati dal Mahdi si erano impadroniti dell'intero Sudan ed avevano occupato anche Cassala effettuando diverse scorrerie in territorio eritreo. Una prima scorreria derviscia era stata bloccata dalle truppe italiane, con uno scontro a fuoco ad Agordat nel 1890. Gli italiani rafforzarono le difese della cittadina, collocandovi un presidio.

Dopo due anni, però una nuova scorreria di un migliaio di Dervisci, sempre provenienti da Cassala minacciarono nuovamente Agordat, ma furono battuti in località Serabati dalle truppe comandate dal capitano Hidalgo in un combattimento che portò nelle file dervisce 150 morti.

Nel dicembre del 1893 circa 10.000 dervisci tornarono a farsi minacciosi, ma furono affrontati dal colonnello Arimondi, vice governatore reggente della colonia, per l'assenza del governatore Baratieri. I dervisci persero circa 1.000 uomini, mentre gli italiani ne persero poco più di 200.

La vittoria spinse Baratieri ad estendere l'occupazione a Cassala, che era fuori della zona assegnata all'Italia. Nel frattempo le sorti della guerra coloniale volsero al peggio, con la battaglia di Adua, che segnò una pesante sconfitta per l'Italia.

Nel clima di generale ripiegamento l'Italia ritenne troppo oneroso mantenere la sovranità sulla città e la cedette, il 25 dicembre 1897 agli inglesi, che nel frattempo erano ritornati in possesso del Sudan.

[modifica] Seconda occupazione italiana

L'infermeria da campo durante la breve occupazione italiana nel 1940
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Conquista di Cassala.

All'inizio della seconda guerra mondiale, nell'ambito della Campagna dell'Africa Orientale Italiana (1940-1942), dal 4 luglio 1940 al 18 gennaio 1941 le forze italiane procedettero alla Conquista di Cassala strappata alla Sudan Defence Force. L'azione doveva preludere alla occupazione del Sudan, ma in realtà rivelò la debolezza delle forze coloniali italiane, che dopo poco tempo dovettero cedere alla pressione delle forze inglesi, ben dotate di mezzi meccanizzati ed appoggiate da una aviazione tattica organizzata. Le truppe italiane dovettero ripiegare ordinatamente su Agordat dove si tentò una prima difesa e poi su Cheren. Qui si sarebbe svolta la decisiva Battaglia di Cheren.

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