Kashmir e Jammu (stato principesco)

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Kashmir e Jammu
Kashmir e Jammu – Bandiera
Dati amministrativi
Nome ufficiale State of Kashmir and Jammu
Lingue parlate indiano, inglese
Capitale Jammu
Dipendente da Regno Unito (1846-1947)
Politica
Forma di governo regno
Nascita 1846 con Gulab Singh
Causa Disgregazione dell'Impero Sikh
Fine 1949 con Hari Singh
Causa Annessione all'India
Territorio e popolazione
Bacino geografico India nord-occidentale
Economia
Valuta rupia di Kashmir e Jammu
Commerci con India britannica
Religione e società
Religioni preminenti induismo
Religione di Stato induismo
Religioni minoritarie protestantesimo, islamismo, cattolicesimo, buddismo
Classi sociali aristocrazia, clero, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Impero Sikh
Succeduto da Flag of Azad Kashmir.svg Azad Kashmir
Jammu-Kashmir-flag.svg Stato di Jammu e Kashmir
Flag of Gilgit-Baltistan United Movement.svg Gilgit–Baltistan

Il Kashmir e Jammu fu, dal 1846 al 1947, uno stato principesco indiano nell'British Raj, governato da un Maharaja.[1] Lo stato venne creato nel 1846 quando, dopo la sua vittoria nella Prima guerra anglo-sikh, la Compagnia delle Indie orientali annetté ai propri possedimenti la Valle del Kashmir e la vendette immediatamente al governante Dogra di Jammu sulla base del Trattato di Amritsar.

Secondo il trattato, lo stato era "situato ad est del fiume Indo e ad ovest del fiume Ravi", e copriva un'area di 210,000 km².[2] Successivamente, le regioni di Hunza, Hagar e Gilgit vennero annesse, ingrandendo lo stato.

All'epoca della partizione dell'India, il maharaja Hari Singh, reggente dello stato, preferì rimanere indipendente e non aderì all'Unione indiana o al Dominion del Pakistan e pretese che entrambi gli stati riconoscessero il suo status come nazione indipendente al pari della Svizzera.[3]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del 1909 che mostra il territorio del Kashmir.

L'area dello stato si estendeva da 32° 17′ to 36° 58′ N. e da 73° 26′ to 80° 30′ E.[2] Jammu era la parte meridionale dello stato adiacente al Punjab ed ai distretti di Jhelum, Gujrat, Silakot e Gurdaspur. La terra di confine col Punjab era costituita unicamente da un territorio di basse colline con boschi sparsi ed irregolari. A nord si estendevano invece le montagne di 2500 metri di altezza, con un clima temperato e foreste di querce, rododendri, castagni e vaste pinete.[2] Tra le montagne più famose di quest'area vi sono tra i monti più alti del mondo come i monti del Pamir, il K2, il Gasherbrum ed il Masherbrum.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La creazione dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera del maharaja di Kashmir e Jammu (1846–1936)

Prima della creazione dello stato principesco, il Kashmir dalla tribù Pashtun dell'Impero Durrani, sin quando questo non venne annesso alle terre dell'Impero Sikh retto da Ranjit Singh.[4] Durante il governo sikh, Jammu era uno stato tributario dell'impero.

Dopo la morte del Raja di Jammu, Kishore Singh, nel 1822, suo figlio Gulab Singh venne riconosciuto dai sikhs quale suo erede. Fu questi, inizialmente sotto i sikhs, ad iniziare l'espansione del suo regno.[5]

Come Raja di Jammu, Gulab Singh conquistò Bhadarwah dopo una breve resistenza locale, annettendo quindi Kishtwar dove il raja locale si arrese senza combattere all'arrivo delle truppe di Gulab. La conquista di Kishtwar significò la presa di un punto importante di due strade, delle quali una era diretta a Ladakh ed avviò alla conquista di quell'area. Malgrado le difficoltà date dalle montagne e dai numerosi ghiacciai della zona, i Dogras al comando di un ufficiale di Gulab Singh, il generale Zorawar Singh, conquistarono gran parte del territorio di Ladakh nel corso di due campagne militari.[6]

Alcuni anni dopo, nel 1840, il generale Zorawar Singh invase il Baltistan, catturando il Raja di Skardu che si era a suo tempo schierato coi ladakhis, ed annetté il suo territorio. L'anno successivo (1841) Zorawar Singh, mentre invase il Tibet, venne sopraffatto dal freddo inverno, morendo con l'intero suo esercito.[6]

Nell'inverno del 1845, scoppiò la guerra tra inglesi e sikh. Gulab Singh rimase neutrale sino alla Battaglia di Sobraon del 1846, quando egli di distinse come valido mediatore e consigliere fidato di Sir Henry Lawrence. Vennero conclusi due trattati. Col primo, lo stato di Lahore passò al governo inglese per l'indennità equivalente di 10.000.000 di rupie, comprendendo anche le colline tra i fiumi Beas e Indo; col secondo, gli inglesi vendettero a Gulab Singh per 750.000 rupie tutte le colline e le aree montuose situate ad est del fiume Indo ed a ovest del Ravi.[6]

L'amante di Rani Jindan e primo ministro dell'impero sikh, Lal Singh, chiese la governatore del Kashmir, Imam-Uddin, di resistere alle forze di Dogras che stavano per invadere l'area per rimpiazzare i sikh con la fondazione di un nuovo stato. Il governatore ordinò dunque al temerario principe Jarral Mirza Fakir Ullah di assalire l'esercito Dogra nelle vicinanze di Rajauri, il che portò alla morte di molti Dogra e del loro generale Lakhpat. I Dogras si spostarono a Jammu e Gulab Singh implorò quindi gli inglesi di aiutarlo contro il governatore e l'esercito Jarral. Furioso per la sconfitta del suo esercito, Gulab Singh, assieme alle forze inglesi, iniziò l'invasione del Kashmir, costringendo il governatore a cedere dalla resistenza. La famiglia regnante dei Jarral venne esiliata da Rajauri perché Gulab Singh trovava sgradevole la loro presenza nei confini del suo stato. Gulab Singh venne nominato con l'appoggio inglese al ruolo di nuovo maharaja di Kashmir e Jammu.[7]

L'espansione[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la creazione dello stato, Hunza Raja attaccò il territorio del Gilgit. Nathu Shah guidò le forze di Gulab Singh nell'attacco a Hunza ma venne sconfitto da quest'ultimo ed il Gilgit intero catte nelle mani del Raja, assieme a Punial, Yasin e Darel. Il maharaja inviò quindi due colonne, una da Astor e una dal Baltistan, e dopo diversi combattimenti il Forte del Gilgit venne recuperato. Nel 1852 le truppe Dogra vennero sconfitte da Gaur Rahman di Yasin, e per otto anni consecutivi gli indù formarono una cerchia attorno ai territori del maharaja.[8]

Gulab Singh morì nel 1857 e quando il suo successore, Ranbir Singh, si fu ripreso dalle fatiche causate dalla rivolta indiana, nella quale si era schierato con gli inglesi, fu determinato nella riconquista del Gilgit e ad espandere la sua frontiera. Nel 1860 una forza al comando di Devi Singh attraversò l'Indo ed avanzò sino al forte del Gilgit. Gaur Rahman era morto poco prima dell'arrivo dei Dogras. Il forte venne preso dai maharajas di Kashmir e Jammu e mantenuto sino al 1947.[9]

Gulab Singh, nipote di Pratap Singh, sconfisse il regnante di Chitral nel 1891 e forzò Hunza e Nagar ad accettare la sovranità del maharaja di Kashmir e Jammu.[10]

Ranbir Singh fu tollerante ma meno determinato del padre ed il suo controllo sullo stato fu più debole. L'ultima parte della sua vita venne adombrata da una terribile carestia che investì il Kashmir nel 1877-9 e nel settembre 1885 egli venne succeduto dal suo figlio primogenito, Pratap Singh.[8]

La fine dello stato principesco[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 l'Indian Independence Act divenne attivo dividendo il British Raj in due stati indipendenti, il Dominion del Pakistan ed il Dominion d'India. Secondo l'Atto, "la sovranità di Sua Maestà sugli stati indiani decade, e con essa tutti i trattati e gli accordi in forza alla data del passaggio di quest'Atto tra sua Maestà e i governanti degli stati indiani",[11] e pertanto ogni stato principesco venne dichiarato libero di aderire all'India, al Pakistan o di rimanere indipendente. Gran parte dei principi scelse di annettersi ad una o all'altra nazione.

Jammu e Kashmir avevano una maggioranza musulmana ma erano governati da un raja di religione induista. Il 2 ottobre 1947 la Commissione Lavoro della Conferenza Nazionale convocata sotto la presidenza dello sceicco Mohammad Abdullah prese la decisione di annettere lo stato all'India. La decisione della Commissione venne fatta pervenire al presidente Nehru da uno kashmiriano, Dwarka Nath Kachroo, Segretario Generale della Conferenza dei Popoli Indiani, che venne invitato a partecipare ai lavori della commissione come osservatore.

Il maharaja Hari Singh era però intenzionato a mantenere indipendente il proprio stato, non aderendo né al Pakistan né all'India e per questa ragione egli offrì ad entrambe le parti l'accordo perché venisse reputato neutrale al pari della Svizzera in Europa, accordo che l'India si rifiutò di sottoscrivere mentre il Pakistan lo accettò. Il maharaja venne consigliato da Mehr Chand Mahajan, che poi divenne suo primo ministro, che una chiusura esterna di un territorio come il Kashmir avrebbe potuto significare una possibile invasione da parte di potenze straniere come URSS o Cina.[12]

Gli scouts del Gilgit iniziarono una ribellione nelle aree settentrionali sotto il comando britannico e come risultato questa regione divenne a tutti gli effetti parte del Pakistan.

Con l'indipendenza a rischio, il maharaja si rivolse all'India richiedendo truppe per salvaguardare il Kashmir. Il primo ministro indiano Nehru era pronto ad inviare truppe ma il governatore generale dell'India, Lord Mountbatten di Burma, avvisò il maharaja che per ottenere truppe sarebbe stato necessario per lui entrare a far parte dell'India. Considerando la situazione a lui attuale, il maharaja decise di accettare infine la proposta.

Con la conclusione della guerriglia, il maharaja firmò l'Instrument of Accession al Domninion d'India il 26 ottobre 1947. Lo sceicco Mohammad Abdullah aveva già raggiunto Delhi il 25 ottobre per persuadere Nehru a non perdere tempo nell'accettare l'annessione del territorio all'India e ad inviare truppe indiane nello stato.

L'Instrument venne accettato dal governatore generale il giorno successivo, 27 ottobre. Con la firma del maharaja e l'accettazione del governatore generale, lo stato principesco di Jammu e Kashmir divenne parte del Dominion d'India secondo le normative dell'Indian Independence Act 1947 passato al Parlamento del Regno Unito. Truppe indiane sbarcarono all'aeroporto di Srinagar nel Kashmir quello stesso 27 ottobre ed assicurarono la difesa dell'aeroporto dagli invasori. Il 27 ottobre 1947 inoltre lo stato principesco di Kashmir e Jammu cessò di esistere come entità indipendente.

Maharaka di Kashmir e Jammu[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Nome Regno
1. Maharaja Gulab Singh of Jammu and Kashmir.jpg Gulab Singh 1846–1857
2. Seal of Maharaja Hari Singh on the cover of the Civil List.jpg Ranbir Singh 1857–1885
3. Maharaja Partab Singh (1848 - 1925).jpg Pratap Singh 1885–1925
4. Sir Hari Singh Bahadur, Maharaja of Jammu and Kashmir, 1944.jpg Hari Singh 1925–1949

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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