Kartli-Kakheti
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Il regno di Kartli-Kakheti (1762-1798)[1] venne creato nel 1762 tramite l'unificazione dei due regni georgiani orientali, già esistenti in modo indipendente fin dalla disintegrazione del regno georgiano unificato nel XV secolo.
Storicamente, Kartli fu una provincia dominante nella Georgia, ma a quel tempo, essa veniva a indebolirsi a causa delle invasioni militari persiane molto più di quelle dei regni confinanti ad oriente. I re di Kakheti divennero dunque i governatori del nuovo regno e Telavi, la capitale di Kakheti divenne la capitale del nuovo stato. L'unificazione non impedì all'impero persiano di aggredire con le sue invasioni la Georgia e, verso la fine del XVIII secolo, il Regno di Kartli-Kakheti, attaccato in modo continuato, venne quasi del tutto devastato. [senza fonte]
Cercando protezione da questi attacchi, nel 1783 il re Irakli II (Erekle II) concluse il trattato di Georgievsk con la Russia, ottenendo il trasferimento della responsibilità per la difesa e gli affari esteri nel regno orientale.[1] Tuttavia, Erekle II riuscì con successo a mantenere l'autonomia interna nel suo regno.[1].
Il 14 gennaio del 1798, a Erekle II successe il figlio primogenito, Giorgio XII (1746-1800) che, il 22 febbraio del 1799, riconobbe il suo figlio primogenito, lo zarevič Davide (Davit Bagrationi-batonishvili), 1767-1819, come erede al trono ufficiale. Nello stesso anno le truppe russe vennero dislocate nella regione di Kartli-Kakheti. In base all'articolo VI del trattato del 1783, l'imperatore Paolo confermava le richieste di Davide al regno, come successivo re, il 18 aprile del 1799. Viene però a innescarsi la lotta per il potere tra i tanti figli del re Giorgio e quelli di suo padre, avendo Erekle II cambiato l'ordine di successione, plagiato dalla sua terza moglie, la regina Darejan (Darya), che cercava di favorire al trono i suoi fratelli più giovani.
Lo sconvolgimento dinastico che ne risultò spinse re Giorgio a chiedere segretamente a Paolo I di Russia di invadere Kartli-Kakheti, sottomettere i principi bagratidi e amministrare il regno da San Pietroburgo, a condizione che a Giorgio e ai suoi discendenti fosse concesso il permesso di continuare a regnare nominalmente – ma di fatto, offrendo l'annessione del regno dei dinastia dei Bagrationi a quello degli imperatori Romanov.[2] La continua pressione persiana, spinse di nuovo George XII a richiedere l'intervento russo.[3]
| Stati georgiani |
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Paolo in modo esistante accettò questa offerta, ma prima che i negoziati portassero a una conclusione, mutò idea, annettendo Kartli-Kakheti alla Russia e deponendo la dinastia dei Bagratidi tramite un decreto del 18 dicembre 1800.[4] Paolo stesso venne poco dopo assassinato. Si disse che il suo successore, l'imperatore Alessandro I, pensava di revocare l'annessione a favore di un erede bagratide, ma essendosi trovato nell'incapacità di identificare un probabile pretendente al trono che potesse mantenere la corona, il 12 settembre del 1801, Alessandro continuava a confermare l'annessione.[4] Nel frattempo, il re Giorgio moriva (28 dicembre del 1800), prima di potersi rendere conto di aver perso il suo trono. Verso l'aprile successivo, le truppe russe presero il controllo dell'amministrazione della regione e nel febbraio del 1803 lo zarevič David Bagrationi venne scortato dalle truppe russe da Tbilisi a San Pietroburgo.
Re di Kartli-Kakheti [modifica]
- Konstantini II (1727-1732)
- Teimuraz II (1732-1762)
- Irakli II (1762-1798)
- Giorgi XII (1798-1800)
- Davit (1800), heir apparent
Note [modifica]
- ^ a b c (EN) Imogen Bell Eur, Europa orientale, Russia e Asia Centrale nel 2003, Taylor & Francis, 2002, pp. 170.
- ^ (EN) Montgomery-Massingberd, Hugh, 1980, "Burke's Royal Families of the World: Volume II Africa & the Middle East, pagina 59 ISBN 0-85011-029-7
- ^ (EN) A Tsagareli, Carte ed altri documenti storici del XVIII secolo riguardo alla Georgia, 1902, 287–288.
- ^ a b (EN) Enciclopedia Britannica, "Trattato di Georgievsk", 2008, consultato il 16-06-2008
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