Karri Stokely

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Karri Grenley Stokely (Orlando, 1º agosto 1967Miami, 26 aprile 2011) figura controversa, è ricordata per le sue battaglie contro le grandi aziende farmaceutiche e in particolare per essere stata una dei membri di rilievo del movimento negazionista dell'HIV quale origine dell'AIDS. Lei stessa sieropositiva, morì dopo 4 anni dall'interruzione volontaria dei trattamenti retrovirali prescritti[1].

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

Infermiera, apparentemente madre modello, le fu diagnosticata affezione da HIV, il 17 giugno 1996, in seguito a malesseri dopo la nascita del secondo figlio. La diagnosi tardò alcuni mesi, solo dopo innumerevoli esami ed essersi rivolta a 7 dottori, in quanto tendevano tutti ad escludere la possibilità di un contagio (come disse l'ultimo dottore "No, donne bianche medio-borghesi non prendono l'AIDS"[1]). I due figli e il marito, nonostante 7 anni di sesso senza protezioni, risultarono negativi. L'unica causa di possibile contagio nel suo passato poteva essere l'esposizione ad aghi infetti prestando servizio in ambulanza alla fine degli anni Ottanta[2].

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Dato che la sua immunodepressione era già in stato molto avanzato (carica virale HIV-RNA a 58.000 e soprattutto la conta dei linfociti-T a 29 copie), iniziò subito una terapia con AZT, 3TC, Crixivan e Bactrim. In seguito il Crivian fu sostituito col Sustiva. Tale terapia può essere considerata d'urto ma negli anni Novanta non erano disponibili molti farmaci antriretrovirali e le sue condizioni erano considerate semi-disperate (il suo primo infettivologo le aveva pronosticato sei mesi di vita). Seguì la terapia con estrema dovizia per 11 anni nonostante i continui malesseri che le provocava[1].

Conversione[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 2007, navigando su internet, il marito si imbatté accidentalmente nel video negazionista "The Other Side of AIDS", che sosteneva la tesi che le manifestazioni dell'AIDS non fossero causate dall'HIV (Human Immunodeficiency Virus). Kerri rimase colpita da tale documento, era completamente all'oscuro dell'esistenza di gruppi negazionisti dell'origine dell'AIDS. Cominciò a cercare su internet tutto il materiale al riguardo, divorò libri e prese la fatidica decisione: interrompere la terapia antiretrovirale[1].

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Kerri da quel momento in poi divenne una delle più agguerrite sostenitrici del movimento negazionista[3]. Iniziò prima a partecipare, poi a condurre dibattiti, incontri. Aprì siti internet[4][5][6], blogs, pubblicò video[7]. Diventò in poco tempo una delle maggiori portavoci del movimento[8]. Non la fermano gli appelli disperati dei suoi medici (la conta dei suoi linfociti T precipitava), il peggioramento delle sue condizioni. Per lei i numeri non avevano più valore e il suo stato di salute era solo conseguenza di 11 anni di continuo avvelenamento di terapie sfornate da aziende farmaceutiche internazionali senza scrupoli[9].

Abbracciò tutte le tesi contrarie alle grandi multinazionali farmaceutiche, sostenitrice dei postulati di Koch (nonostante il raggiungimento nel '97 dell'evidenza clinica che l'HIV li soddisfaceva[10]), confutatrice dell'efficacia di tutti i tipi di vaccini[6], confutatrice di tutte le ricerche mediche che correlavano l'HIV all'AIDS, bollate come pagate dalle aziende farmaceutiche. Non si fermò nemmeno agli appelli dei movimenti di medici e sieropositivi di cui si attirò ben presto le critiche in quanto, a loro dire, pessimo modello per altri malati, alimentatrice di false e pericolosissime speranze (curiosamente uno dei più acerrimi detrattori fu suo cugino[2]).

La morte[modifica | modifica sorgente]

Il 26 aprile 2011, dopo quattro anni di interruzione della terapia antiretrovirale, morì per una patologia rientrante tra quelle AIDS correlate (un'infezione polmonare opportunistica, pneumocystis carinii,), dovuta al suo avanzatissimo stato di immunodeficienza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Karri Stokely, Living without drugs, beginning 2011. URL consultato il 5 luglio 2011.
  2. ^ a b guyn2gear, --> Confessions of a perverted mind, 12 aprile 2011. URL consultato il 5 luglio 2011.
  3. ^ Karri Stokely, David Crowe, Jason Erb, Martin Barnes, Thoughts, Musings, and Ramblings, Rethinking AIDS, 6 gennaio 2011. URL consultato il 5 luglio 2011.
  4. ^ Karri Stokely, John Hankins, We are living proof that HIV does not cause AIDS, if HIV even exists at all., John Hankins 2009, 6 dicembre 2009. URL consultato il 5 luglio 2011.
  5. ^ Karri Stokely, John Hankins, Rethink AIDS, Myspace, 17 giugno 2010. URL consultato il 5 luglio 2011.
  6. ^ a b Karri Stokely, John Hankins, Karri Stokely, Facebook. URL consultato il 5 luglio 2011.
  7. ^ Karri Stokely, John Hankins, Karri Stokely, Youtube. URL consultato il 5 luglio 2011.
  8. ^ Conditions for the Emergence and Decline of Scientific Theories Congress, AIDS - Knowledge and Dogma: Karri Stokely, 17 luglio 2010. URL consultato il 5 luglio 2011.
  9. ^ Celia Farber, Out of control AIDS and the corruption of medical science, Harper's Magazine Foundation, marzo 2006.
  10. ^ Metabolic Clinic di Modena, L’HIV causa l’AIDS Le evidenze dai postulati di Koch, BIAIDS. BOEHRINGER INGELHEIM ITALIA S.p.A, 30 novembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]