Karma Chameleon

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Karma Chameleon
Culture Club, Karma Chameleon (Peter Sinclair).png
Boy George nel videoclip del brano.
Artista Culture Club
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1983(USA 1984)
Durata 4 min : 12 s
Album di provenienza Colour by Numbers
Genere Synth pop
Etichetta Virgin records
Produttore Steve Levine
Registrazione Red Bus Studios, 1983
Formati 7", 12"
Note 1.300.000 copie vendute solo in UK;
Certificazioni
Dischi d'oro 2 (1x Francia, Nuova Zelanda)
Dischi di platino 4 (1x Svezia; 3x Canada)
Culture Club - cronologia
Singolo precedente
Church of the Poison Mind
(1983)
Singolo successivo
Victims
(1983)

Karma Chameleon è uno dei più celebri brani del gruppo musicale britannico dei Culture Club. Il pezzo raggiunse la vetta delle classifiche di 16 paesi in tutto il mondo. Nella madrepatria, il singolo divenne il secondo brano dei Culture Club a raggiungere la prima posizione nella classifica dei singoli del Regno Unito, rimanendovi per sei settimane, e diventando il singolo più venduto dell'annata '83. Negli Stati Uniti, invece, nel 1984, la canzone rimase per quattro settimane alla prima posizione dei Billboard Hot 100, diventando in assoluto il più grande successo della band, nonché l'unico singolo con cui riuscirono a raggiungere il Numero 1 negli Stati Uniti. La canzone, inclusa nell'album "Colour by Numbers", del 1983, occupa la posizione Numero 83 nella Classifica Mondiale Unificata dei singoli più venduti di tutti i tempi.[1] Spesso accusati di produrre null'altro che innocua, seppur piacevole, "bubble-gum music", cioè musica effimera, il cui valore nel tempo è simile a quello di una gomma americana, che si mastica e si getta via quando perde il suo sapore, i Culture Club, grazie all'estro creativo dimostrato dal cantante Boy George nella composizione dei testi (oltre che nella cura del look, a cui la stampa ha prestato eccessiva attenzione, finendo con l'oscurare ben più importanti pregi e meriti artistici), hanno spesso creato dei piccoli capolavori letterari, apparentemente mascherati da canzoncine facili da cantare, tormentoni che restano in mente e che ci si ritrova a fischiettare senza neanche rendersene conto.

All'apparenza uno di questi, Karma Chameleon, sotto la sua melodia allegra , nasconde invece un testo dal sapore ironicamente amaro e, nelle parole del suo autore, "a dark emotional and sexual undercurrent" (così scrive George nel libretto di "Greatest Moments", nel 1998, approssimativamente traducibile con 'un flusso emotivo cupo, scuro e una corrente sessuale sotterranea, nascosta'). Basta scorrere un paio di versi rappresentativi, primo su tutti, quello ripetuto più volte nel corso della canzone, "you come and go, you come and go", dove il tradizionale ordine degli elementi dell'andirivieni, l'andare e venire, cioè, viene esplicitamente rovesciato, a creare la palese, forte, spinta allusione agli incontri veloci, alle storie dove il sesso trionfa sull'amore, e non appena l'atto è terminato, ecco il partner prendere il volo, e da qui prende il suo senso quell'amareggiato 'tu vieni e vai, vieni e poi te ne vai' - un nonnulla, apparentemente, ma si sta parlando qui di un brano che è riuscito a vendere più di un milione di copie nella sola bigotta Inghilterra, per non parlare del successo nel resto del mondo. Il tristemente più che realistico riff di "you come and go", come se non fosse abbastanza chiaro già di per sé, è impietosamente rafforzato dalla seconda strofa in generale, in particolare dalle frasi che la chiudono, che, tradotte, suonano qualcosa come "Quando ci stringiamo, il nostro amore è forte, quando te ne vai via, è per sempre, sai soltanto ingannare, sai soltanto ingannare". La ripetizione di alcune frasi particolarmente musicali (in quest'ultimo caso, "sai soltanto ingannare" rende l'originale "You string along") è un espediente generalmente utilizzato dai Culture Club musicisti e dal Boy George autore di testi, che, già sperimentato nel primo album "Kissing to Be Clever", e poi ripreso a mo' di formula vincente (e traditrice, basti vedere l'insuccesso del terzo lavoro, "Waking Up with the House on Fire"), sembra raggiungere qui la sua compiuta maturità, sia nella pluridecorata traccia in questione che nel più ampio long-playing.

Il senso di Karma Chameleon in quanto testo musical-letterario, il suo significato in qualità di song-lyric, per impiegare l'ormai internazionale termine inglese, pare infatti emergere proprio seguendo il filo della ripetizione. Sommando quindi "You come and go, you come and go" ("vieni e te ne vai"), "You string along, you string along" ('inganni soltanto'), variamente reiterate e già analizzate, con la doppia chiusa del ritornello (ripetuto sul finale fino all'esasperazione, con tanto di assolo di batteria e voci, come a volerne mettere in risalto l'amarezza letteraria, veicolata appunto dalle parole, più che mai percussive in questa sede), che isola alcuni colori, "Red gold and green, red gold and green" ('rosso, oro e verde'), è chiaro il sentimento negativo di fondo che permea il pezzo.

Il lato B[modifica | modifica wikitesto]

Karma Chameleon viene pubblicata, in un'unica versione (quella dell'album, lunga 4'12", senza remix o extended fino al "Rewind Remix", incluso nel "Box" dei Culture Club, uscito nel 2002), in formato 7" e in formato 12", in entrambi i casi su vinile. Sul retro del maxi singolo 12" compare la versione remixata 12" di I'll Tumble 4 Ya, ultimo singolo estratto dal primo album, traccia allegra e spensierata, almeno nel ritmo e nella melodia, che nel formato remix riscosse un'enorme popolarità negli Stati Uniti.

Il lato B del singolo 7" contiene invece il brano That's the Way (I'm Only Trying to Help You), sentita ballad, interpretata dai Culture Club - in pratica solo da Boy e Roy, voce e piano - insieme alla corista Helen Terry, quinto membro "virtuale" dei Culture Club, nell'epoca d'oro del 1983-1984 (la suddetta performance è simile quella che si trova su un altro lato B, Laughter On My MInd: versione unicamente live, scritta da George e Roy Hay, suonata da Hay, cantata da George e Helen, è inserita sul retro del primo singolo solista della Terry, Love Lies Lost). Degna di nota la curiosa dicitura che accompagna il titolo del lato B, sul retro del coloratissimo 45 giri di Karma Chameleon: mentre non viene affatto menzionato il lungo sottotitolo della breve ballata, attorno al quale è costruita l'intera coda a due voci della canzone, sotto il titolo principale compare invece un importante chiarimento, che specifica che il pezzo è stato 'registrato dal vivo, in digitale, senza missaggio'. Apparentemente trascurabile, questa lapidaria nota in calce la dice lunga su una band che si distingueva all'epoca proprio per l'abilità dei suoi musicisti, anche e soprattutto nei concerti live, in un periodo in cui tutto veniva affidato ai sintetizzatori e ai computer in generale.

That's the Way (I'm Only Trying to Help You) era di fatto, nelle esibizioni dal vivo, uno dei momenti più intensi ed attesi, sia dai fans che dalla stampa, e Boy George ha spesso dichiarato di provare sempre un'emozione indicibile durante la performance live del brano insieme alla Terry, attestandolo infine ufficialmente nell'autobiografia da lui pubblicata nel 1995, "Take It Like a Man" (libro che ha ironicamente provocato una seria lite tra i due, poi risoltasi nel migliore dei modi, ma che ha portato all'assenza della cantante dai concerti di riunione dei Culture Club, nel periodo 1998-2002), in cui George ha anche aggiunto di aver spesso dovuto trattenere, a fatica, le lacrime, durante il duetto con la sua grande amica e collega (che fu la sua vera spalla su cui piangere, unica valvola di sfogo durante il brutto periodo di crisi nel rapporto tra il cantante e il batterista del gruppo, Jon Moss).[2]

Due esempi di queste commoventi esecuzioni sono sicuramente da vedere in due concerti dell'epoca, tenuti dai Culture Club con Helen Terry a Londra (al celebre Hammersmith Odeon) e a Sydney (in Australia), entrambi nel 1984, immortalati in due DVD pubblicati di recente (il primo, già in VHS, è stato ristampato nel nuovo moderno formato, assieme a tutti i videoclips del gruppo, mentre quello di Sydney, che costituisce tra l'altro il debutto live assoluto della band nella terra dei canguri, era finora rimasto inedito). La straordinaria forza suggestiva di questo lato B (che chiudeva, tra l'altro, il lato A del vinile di "Colour by Numbers") va comunque oltre l'originario duetto Boy George/Helen Terry, come dimostra la superba re-interpretazione di George con la nuova corista, Zee Cowling, di cui si possono ascoltare e vedere due performance live di That's the Way (I'm Only Trying to Help You), rispettivamente in "VH1 Storytellers" (il bonus CD live annesso alla raccolta "Greatest Moments" del 1998), dove la band ha riproposto il pezzo dal vivo dopo quasi quindici anni di silenzio, e in "Live at the Royal Albert Hall", il concerto per il 20º anniversario del gruppo, svoltosi a Londra nel 2002 (quando O'Dowd e la Terry erano ancora ai ferri corti) e pubblicato in DVD l'anno dopo.

Tale è stata comunque l'importanza di Helen Terry nell'esecuzione di questo pezzo da spingere George a specificare, durante l'introduzione live del brano nel concerto per VH1 (perfettamente udibile nel bonus CD, nel più imbarazzante che imbarazzato originale inglese), peccando un po' di indelicatezza nei confronti della nuova corista, Zee Cowling, peraltro superba, che "questa comunque non è Helen Terry, ma è un'altra cantante", cercando poi di riprendersi nel finale, forse conscio della totale mancanza di tatto, aggiungendo di essere "sicuro che avrete modo di apprezzare le sue doti nel corso della serata", per poi di nuovo ricadere nell'errore iniziale, con il sigillo definitivo che "saprà sicuramente fare bene la parte di Helen", come a dire che l'apporto della Terry è insostituibile, più che mai in un brano del calibro di That's the Way (I'm Only Trying to Help You).

Fortunatamente per il leader, talvolta goffo nella sua estrema sincerità, ancora una volta sarà proprio Karma Chameleon a salvargli la faccia (come dichiara proprio in chiusura del concerto: che si stia riferendo alla candida affermazione riguardante la corista storica mancante?), con un bis finale, in cui tutto il pubblico viene trascinato nell'improvvisato ritornello conclusivo, voluto proprio dal cantante, per allungare la magia creatasi sul momento. Quella improbabile coda, costituita dalla ripetizione continua, quasi fuori tempo, della parola "Karma", è diventata ora la nuova fine fissata della celebre Numero 1, che vede così nascere la sua nuova versione live, testata proprio on the road, da un errore iniziale.

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Karma Chameleon è ambientato sul Mississippi nel 1870, come viene indicato nella didascalia iniziale. Ritrae persone che indossano costumi dell'epoca, tra cui dei ballerini vestiti in abiti i cui colori in risalto sono 'rosso, oro e verde' ("red gold and green", come recita il testo inglese originale), che aspettano l'arrivo di un traghetto sulle rive di un fiume (nella finzione, il fiume è appunto il Mississippi, ma la scena è stata in realtà girata sulle rive dell'inglesissimo Tamigi, per la precisione a Despra Island, Weybridge).

Boy George è abbigliato in un costume ancora più colorato e sgargiante, e viene ripreso, sulla terraferma, mentre canta il brano, fuori campo. Viene inquadrato un ladruncolo che gironzola tra la folla, sfilando portafogli dalle tasche, orologi dai polsi e addirittura gioielli dal collo o dalle orecchie delle ignare proprietarie, da lui abilmente distratte con adulazioni e lusinghe. Arriva una tipica imbarcazione fluviale, che su un lato porta il nome «The Chameleon» ('Il Camaleonte'), riprendendo chiaramente il titolo della canzone, e le persone salgono a bordo.

Durante il viaggio, per passare il tempo, si gioca una partita a carte, con Boy George che continua a cantare sullo sfondo, sempre fuori campo ma a bordo del battello, mentre suona un'armonica a bocca. Intanto, il ladruncolo viene colto in flagrante mentre bara al gioco e, dalla poppa della barca, viene gettato in acqua. Per tutto il video, bianchi e neri vengono ripresi mentre cantano e ballano insieme, uno scenario piuttosto improbabile all'epoca e nel luogo in cui si è voluto ambientare il video, ma la confusione di colori sembra essere una prerogativa del pezzo, che ne mischia infatti altri tre: i già citati rosso, oro e verde, più volte ripetuti nel ritornello.

Perfettamente interpretabili, secondo l'umore scuro della canzone, come il rosso della collera, l'oro dei soldi e il verde dell'invidia (vedi sopra), Boy George spiegò una volta che si trattava dei colori della bandiera della Giamaica, una terra che aveva da poco visitato e di cui si era perdutamente innamorato, e la spiegazione ritorna più volte in alcune fonti autorevoli che narrano la sua storia (vedi Bibliografia). Terence Trent D'Arby, nel brano Wishing Well, del 1988, sembra alludere alla trama del videoclip, quando menziona un non meglio identificato "riverboat gambler", che pare descrivere a pennello la figura del 'giocatore d'azzardo su di un battello fluviale' qui ritratta (vedi anche qui sotto Riferimenti nella cultura).

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Una parodia del titolo fu utilizzata come titolo di un capitolo della serie di manga e anime Dragon Ball, "Kame Kame Kame Kame Kame Chameleon", con un gioco di parole sull'attacco Kamehameha.
  • Karma Chameleon è la canzone suonata in Scary Movie 4 sulla parodia dell'iPod (Tripod), all'interno della playlist "Awesome 80s" ('I terrificanti anni Ottanta'), prima che si converta nella macchina da guerra aliena.
  • La canzone Freestyler, successo del 2000 di Bomfunk MC's, menziona il brano.
  • Anche Darkwing Duck fece una parodia del titolo: il titolo dell'episodio "Calm a Chameleon" ('Calma un camaleonte') presenta una chiara assonanza con il titolo del brano.
  • La canzone Mud Football di Jack Johnson contiene il verso "Karma, karma, karma chameleon".
  • Il popolare brano Wishing Well, del 1988, uno dei primissimi successi dell'allora debuttante Terence Trent D'Arby (incluso difatti sul suo album d'esordio "Introducing The Hardline According To..."), tra gli originali ed intricati giochi di parole su cui è costruito il testo, allude chiaramente ad un "riverboat gambler", cioè un 'giocatore d'azzardo su un battello fluviale', che ricorda il cattivo che viene gettato in acqua nel videoclip della canzone (vedi sopra in Videoclip). Tra l'altro, il titolo stesso, con l'espressione "wishing well" ('pozzo dei desideri', ma anche 'buon augurio', nel contorto testo di D'Arby), e la frase con cui fa rima nel testo, "kiss and tell" (locuzione usatissima quanto complicata da tradurre; in breve: 'raccontare in giro le proprie avventure amorose') compaiono entrambi nel testo di Victims (Numero 3 per i Culture Club nel Regno Unito, a Natale del 1983, anch'essa contenuta sull'album "Colour by Numbers"), nel cui schema metrico occupano peraltro la stessa posizione ('kiss and tell' figura in chiusura del terzo verso, nella prima strofa, mentre 'wishing well' chiude il terzo verso della seconda strofa).
  • Karma Chameleon è stato anche il titolo del terzo episodio della serie TV Wonderfalls.
  • Karma Chameleon è stato utilizzato come titolo per l'episodio 204 di Degrassi: The Next Generation.
  • Il gioco Kingdom of Loathing ha un personaggio chiamato il Comma Chameleon.
  • Il personaggio femminile che risponde al nome di Khameleon, nella serie di videogiochi Mortal Kombat, è un riferimento alla canzone. Se non si supera uno dei livelli, utilizzando un personaggio di nome Nitara, si riceve il seguente messaggio: "Devi imparare per bene il Karma. Fosse dipeso da lei, Khameleon non avrebbe avuto difficoltà ad apprenderlo, se la sua cultura non fosse stata schiacciata da Shao Kahn secoli fa...". La frase 'la sua cultura non fosse stata schiacciata', che nell'originale suona "her culture not being clubbed", si riferisce chiaramente ai Culture Club.

Molte di queste parodie traggono la loro origine da una comprensione soltanto parziale delle parole della canzone, dato che la parola "Karma" viene pronunciata con estrema rapidità nel ritornello. Si tratta inoltre di un lemma che, forse oggi, può sembrare scontato, ma che all'epoca non era comunissimo, e per giunta, non si tratta di una parola "parlata", bensì cantata, e dunque più difficile da capire. Di fatto, anche se il lemma viene ripetuto cinque volte in ciascun ritornello ed ogni ritornello viene ripetuto cinque volte per intero (senza contare che, durante la quarta ripetizione, la comprensibilità della voce è maggiore, perché, tranne la parte ritmica, il resto dell'arrangiamento resta in silenzio), è comunque facile equivocare "Karma" con lemmi simili (per esempio, "coma", "come-a", "comma" etc.).

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo UK USA BH100[3] USA AC
[4]
Giappone Canada Germania Norvegia Svezia Svizzera Album
1983
1984
"Karma Chameleon" 1(1) 1(2) 1 1 1 1 1 1 1(3) Colour by Numbers

1. Per 6 settimane consecutive. Permanenza totale nella classifica UK dei primi 100: 21 settimane.

2. Per 3 settimane consecutive. Permanenza totale nella classifica USA dei primi 40: 16 settimane.

3. Per 5 settimane consecutive. Permanenza totale nella classifica svizzera dei primi 20: 14 settimane.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Classifica di fine anno italiana (1983) Posizione
Classifica italiana[5] 1
Classifica dei singoli Posizione
Classifica italiana[6] 1

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il brano viene reinterpretato in chiave punk rock dalla cover band statunitense Me First and the Gimme Gimmes nell'album Are We Not Men? We Are Diva!.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ United World Chart-All Time Tracks
  2. ^ Boy George with Spencer Bright (1995), Take It Like A Man, London, Sidgwick & Jackson [ISBN 978-0-06-017368-5]
  3. ^ Billboard Hot 100 USA
  4. ^ Adult Contemporary USA
  5. ^ Hit Parade Italia - Top Annuali Single: 1983
  6. ^ Hit Parade Italia - Top Annuali Single: 1998
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