Karlsruhe (incrociatore)

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Karlsruhe
La Karlsruhe nel 1930
La Karlsruhe nel 1930
Descrizione generale
Flag of Weimar Republic (war).svg War Ensign of Germany 1938-1945.svg
Tipo Incrociatore leggero
Classe Classe Königsberg
Proprietario/a Reichsmarine
Kriegsmarine
Cantiere Deutsche Werke di Kiel
Impostata 27 luglio 1926
Varata 28 agosto 1927
Entrata in servizio 6 novembre 1929
Destino finale affondata il 9 aprile 1940 al largo di Kristiansand da un sommergibile britannico
Caratteristiche generali
Dislocamento a pieno carico 7.700 t
Lunghezza 174 m
Larghezza 15,2 m
Pescaggio 6,28 m
Propulsione tre alberi motore con quattro motori diesel della MAN a 10 cilindri e due turbine ad ingranaggi; potenza totale 68.000 shp
Velocità 32,1 nodi
Autonomia 7.300 mn a 17 nodi
Equipaggio 514 - 850
Armamento
Artiglieria alla costruzione:
  • 9 cannoni da 150 mm
  • 2 (4 nel 1933, 6 nel 1936) cannoni da 88 mm
  • 8 cannoncini antiaerei da 37 mm (aggiunti nel 1934)
  • 8 cannoncini antiaerei da 20 mm
Siluri 12 tubi lanciasiluri da 533 mm
Altro 120 mine
Corazzatura ponte: 40 mm <nbr /> cintura: 50 - 70 mm
torrione di comando: 100 mm
torri: 20 mm
Mezzi aerei Una catapulta, 2 idrovolanti Heinkel He 60

dati tratti da[1]

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La Karlsruhe fu un incrociatore leggero della Kriegsmarine tedesca, seconda unità della Classe Königsberg, entrata in servizio nel 1929 e attiva durante la seconda guerra mondiale.

Vita operativa[modifica | modifica sorgente]

Impostata nei cantieri Deutsche Werke di Kiel il 27 luglio 1926, venne varata il 28 agosto 1927 con il nome di Karlsruhe, in onore dell'omonima città; entrò in servizio il 6 novembre 1929. Dopo alcune esercitazioni nel Mar Baltico, la nave intraprese, tra il 1930 e il 1936, ben cinque viaggi intorno al mondo, visitando le Americhe, l'Asia e l'Africa orientale. Tra il dicembre del 1936 e il febbraio del 1937, partecipò alla sua prima missione operativa, inserita in una squadra navale internazionale incaricata di contrastare il contrabbando di armi durante la guerra civile spagnola. Tra il maggio del 1938 e il novembre del 1939, la Karlsruhe venne sottoposta ad estesi lavori di riparazione e modifica nei cantieri navali di Wilhelmshaven: in particolare, venne lievemente aumentata la larghezza dello scafo (portata a 16,8 metri) e il dislocamento (portato a 8.350 tonnellate)[2].

Visto che si trovava in cantiere, non prese parte alle prime missioni della Marina tedesca allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nell'aprile del 1940, prese invece parte all'Operazione Weserübung, l'invasione tedesca di Danimarca e Norvegia, come nave ammiraglia del Marinegruppe 4 incaricato di occupare il porto norvegese di Kristiansand. All'alba del 9 aprile 1940, il Marinegruppe 4 arrivò in vista del fiordo di Kristiansand, ma la fitta nebbia impedì alle navi tedesche di entrarvi fino alle 6:20; con in testa la Karlsruhe, le navi tedesche si diressero verso il porto, ma i cannoni norvegesi da 210 mm appostati sull'isola di Odderøy aprirono il fuoco, costringendole a ritirasi per evitare di essere colpite. Verso le 9:00, un'incursione aerea mise fuori combattimento le batterie costiere norvegesi, e la squadra tedesca poté così completare la missione senza ulteriori problemi[3].

Il piano tedesco prevedeva che, una volta completata la missione, le navi rientrassero al più presto in patria, onde sfuggire agli attacchi aerei britannici; scaricate le truppe che trasportava, la Karlsruhe salpò quindi dal porto di Kristiansand già la sera del 9 aprile, facendo rotta verso la Germania con la scorta di tre torpediniere. Verso le 20:00, la nave si trovava in navigazione nello Skagerrak, quando venne avvistata dal sommergibile britannico HMS Truant; il sommergibile lanciò due siluri, uno dei quali colpì la Karlsruhe tra le sezioni V e VI dello scafo, distruggendo entrambi i motori e la centrale elettrica. Ormai impossibilitata a muoversi e con una grande quantità di acqua imbarcata, la Karlsruhe venne abbandonata dall'equipaggio e finita con due siluri lanciati dalla torpediniera tedesca Greif[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Karlsruhe Technical Data. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  2. ^ (EN) Karlsruhe Operational History. URL consultato il 04-06-2010.
  3. ^ Douglas C. Dildy, Blitz tra i ghiacci, Osprey Publishing, 2009, ISSN 19749414, pag. 43
  4. ^ (EN) Karlsruhe Operational History. URL consultato il 04-06-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas C. Dildy, Blitz tra i ghiacci, Osprey Publishing, 2009, ISSN 19749414

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