Karl Unterkircher
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| Karl Unterkircher | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Karl Unterkircher | |
| Nato | 27 agosto 1970 Selva di Val Gardena (BZ) |
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| Paese | ||
| Morto | 15 luglio 2008 Nanga Parbat ( |
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| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Alpinismo | |
| Specialità | esploratore [1] | |
| Categoria | Guida Alpina | |
| Record | ||
| Scalata di Everest e K2 senza ossigeno | 63 giorni | |
| Statistiche aggiornate al 24 luglio 2008 | ||
| « Siamo nati e un giorno moriremo. In mezzo c’è la vita.
Io la chiamo il mistero, del quale nessuno di noi ha la chiave. Siamo nelle mani di Dio….e se ci chiama… dobbiamo andare. Sono cosciente che l’opinione pubblica non è del mio parere, poiché se veramente non dovessimo più ritornare, sarebbero in tanti a dire: “Cosa sono andati a cercare là? … Ma chi glielo ha fatto fare? ”. Una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama! » |
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(Karl Unterkircher, in una delle ultime annotazioni)
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Karl Unterkircher (Selva di Val Gardena, 27 agosto 1970 – Nanga Parbat, 15 luglio 2008) è stato un alpinista ed esploratore italiano.
Indice |
[modifica] Cenni biografici
Crebbe con la propria famiglia a Selva di Val Gardena e da ragazzo praticò numerose attività sportive, come calcio e sci. Dopo la scuola media svolse la professione di meccanico d'auto ed a 15 anni la voglia di avventura lo spinse a provare le prime arrampicate in montagna, che proseguirono anche durante il servizio militare, svolto nel 4º Reggimento Alpini Paracadutisti Monte Cervino, dove il suo ruolo fu quello di istruttore militare di alpinismo.
Nel 1997, dopo diversi anni di attività alpinistica, riuscì a superare gli esami per diventare guida alpina e da allora la sua iniziale passione diventò una realtà professionale.
Nel 2004 si dedicò alla scalate delle cime e delle pareti ancora inviolate e scelse così di scalare in prima assoluta il Monte Genyen, in Cina.
Il 15 luglio 2008, durante la scalata alla vetta himalayana del Nanga Parbat, cade in un crepaccio e secondo le testimonianze dei suoi due compagni di spedizione, muore pressoché all'istante probabilmente a causa dei colpi presi durante la caduta, che è stata di circa 15 metri[2].
In una telefonata dal Nanga Parbat, Walter Nones ha confermato che lui ed il compagno di spedizione Simon Kehrer hanno trovato il suo corpo nel crepaccio [3].
[modifica] Record
Unico alpinista al mondo ad aver scalato in 2 mesi (63 giorni) le 2 vette più alte del mondo senza ausilio dell'ossigeno supplementare, l'Everest e il K2.
Ufficializzazione nel Guinness World Records 2008:
- 16 maggio 2006: 1ª ascensione parete nord sul monte Genyen 6.240 m (Cina) con un team regionale.
- 22 maggio 2007: 1ª ascensione spigolo sud con Hans Kammerlander sul Jasemba 7.350 m (Nepal), primato conteso da una espedizione slovena che afferma di aver raggiunto la meta nel 2004[4].
- 20 luglio 2007: 1ª ascensione parete nord sul Gasherbrum II 8.035 m e prima traversata (Cina - Pakistan).
[modifica] Spedizione giugno/luglio 2008 al Nanga Parbat
1º comunicato: 24-5-2008: Unterkircher ha tentato, assieme a Walter Nones e Simon Kehrer, la scalata della parete Rakhiot sempre su una via nord ancora inviolata. Unterkircher era partito il 7 giugno con un volo da Milano.
15-7-2008: Attorno ai 6.400 metri, attraversando la seraccata che taglia la parete Rakhiot, Unterkircher è caduto in un crepaccio. La neve dove stava battendo traccia ha ceduto ed Unterkircher è precipitato. Vani i tentativi dei compagni di salvarlo. Non potendo tornare indietro Nones e Kehrer hanno inizialmente proseguito verso l'alto per poi scendere da una via più sicura.
Subito è stata organizzata una missione di soccorso che è arrivata in Pakistan il 18 luglio. La missione è coordinata dal Comitato EvK2Cnr e da Agostino Da Polenza per andare a recuperare Nones e Kehrer che sono intrappolati sulle pareti della montagna. Partecipa alla missione anche Silvio Gnaro Mondinelli, uno dei più grandi alpinisti italiani, e Maurizio Gallo, con la collaborazione dell'unità di crisi del ministero degli Esteri, l'ambasciata italiana in Pakistan e l'esercito pakistano.
Una volta in Pakistan i membri della spedizione hanno sorvolato il Nanga Parbat con un elicottero dell'esercito pakistano, notando una tenda dove si sono accampati Nones e Kehrer, poco lontani dal luogo dove è caduto Unterkircher.
Il 19 luglio la spedizione di soccorso è riuscita a calare un telefono satellitare e dei viveri, potendo quindi mettersi in contatto con Nones e Kehrer. La spedizione ha inoltre predisposto lungo il loro percorso di ritorno una serie di campi base, per indicare la traiettoria da seguire, ma anche per aiutarli nelle provviste e generi di prima necessità.
Il 24 luglio, dopo dieci giorni di spedizione, e alcuni giorni di rinvio per le cattive condizioni meteo, i due alpinisti sono scesi fino a quota 5.700 m, dove un elicottero li ha tratti in salvo.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Riconoscimenti
- Cittadino Onorario di Selva di Val Gardena
- 1º premio Riccardo Cassin 2007[6]
- Cator d'or (riconoscimento per meriti alpinistici) dicembre 2007, consegnato dal Guppo Guide Alpine Catores di Ortisei
- 1º premio CAAI Paolo Consiglio maggio 2008[7]
[modifica] Impegni
- Presidente "Aiut Alpin Dolomites" - Soccorso Alpino Val Gardena
[modifica] Note
- ^ http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27777&sez=HOME_NELMONDO
- ^ «Himalaya, precipita il re dell'alpinismo la montagna del diavolo uccide ancora», 17-7-2008. URL consultato in data 17-07-2008.
- ^ http://www.karlunterkircher.com/it/karl.htm
- ^ http://www.americanalpineclub.org/AAJO/pdfs/2005/382_nepal_aaj2005.pdf
- ^ [1] Quirinale - Scheda - Visto 7 dicembre 2008
- ^ http://www.montagna.tv/?q=node/6613
- ^ http://www.montagna.tv/?q=node/7624
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- Intervista
- Memorial Karl Unterkircher
- libro di Silke Unterkircher "l'ultimo abbraccio della montagna"

