Karl Bodmer

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Karl Bodmer nel 1877

Karl Bodmer (Zurigo, 6 febbraio 1809Barbizon, 30 ottobre 1893) fu un pittore svizzero naturalizzato francese[1]. Fu inizialmente acquarellista e illustratore, e in età avanzata lavorò molto con la fotografia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il primo maestro di Bodmer fu lo zio Johan Jakob Meier, fratello della madre, eccellente incisore, che lo iniziò all'arte del disegno già all'età di 13 anni. Bodmer apprese poi la tecnica dell'acquarello, della quale divenne esperto e che utilizzò sino al suo trasferimento definitivo in Francia. Lavorò così sino a 23 anni, quando gli si presentò un'occasione che gli cambiò radicalmente la vita: il principe Maximilian zu Wied-Neuwied lo invitò a partecipare ad una spedizione scientifica nel Nord America come illustratore di viaggio.

La spedizione salpò da Rotterdam il 7 maggio 1832 sul veliero Janus con il programma di esplorare il nuovo mondo per 28 mesi. Giunti nel Golfo del Messico, cominciarono a risalire i grandi fiumi (Missouri, Mississipi, Ohio) costeggiandone le rive e compiendo escursioni nell'entroterra per studiare le popolazioni amerinde. Bodmer realizzò una grande quantità di disegni e di acquarelli ritraendo quasi esclusivamente gli indiani nei loro costumi e nei loro atteggiamenti. La sua opera fu fondamentale nel delineare l'immagine che gli europei si sarebbero fatta in seguito dei nativi americani.

A fianco delle pitture, le sue litografie, edite a Parigi da Arthus-Bertrand, restano ancor oggi un riferimento importantissimo per coloro che studiano le popolazioni amerinde prima della colonizzazione europea. In particolare, esse sono una fonte d'informazione primaria per gli attuali indiani d'America che desiderano ritrovare le tracce del loro passato.
Bodmer ha lasciato quindi una testimonianza straordinaria e preziosa sugli amerindi, sui loro vestiti, le danze, le armi, gli utensili, sui loro accampamenti, le usanze e persino sulle loro fisionomie e i tratti somatici.

Il 4 luglio 1834 la spedizione ripartì da New York per approdare l'8 agosto nel porto di Le Havre con a bordo ben quattro esemplari vivi di orsi Grizzly.

Due anni dopo, Bodmer si trasferì per qualche tempo in Renania, poi definitivamente a Parigi. Qui continuò e ampliò la sua attività di pittore e illustratore, nonché di scrittore, ed espose frequentemente ai Salon. Conobbe e divenne amico di Théodore Rousseau e di Jean-François Millet, che nel 1849 lo condussero a Barbizon, presso la foresta di Fontainebleau. Bodmer iniziò quindi a dipingere a olio realizzando molte tele paesaggistiche della famosa foresta di Fontainebleau. Per questa ragione il suo nome viene spesso accostato a quello dei pittori che appartenevano alla Scuola di Barbizon.

In quegli anni Bodmer prese la cittadinanza francese con il nome di Charles Bodmer. Diede alle stampe molte altre incisioni e, in età matura, si dedicò con passione alla nascente arte fotografica[2].

Bodmer prese alloggio a Parigi in una casa della "Grande Rue du Village", divenuta oggi l'"Hotel des Charmettes".

In Francia ebbe un riconoscimento ufficiale e fu ricevuto da Luigi Filippo nel 1839. Nel 1877, infine, fu nominato Cavaliere della Legion d'Onore.

Morì a Barbizon all'età di 84 anni.

Pubblicazioni principali[modifica | modifica sorgente]

  • Maximilian Alexander Phil Wied-Neuwied , Voyage dans l’intérieur de l’Amérique du Nord exécuté pendant les années 1832, 1833 et 1834. Tavole di Karl Bodmer, Edizione Arthus Bertrand, 1840-1843.
  • Maximilian Alexander Phil Wied-Neuwied , Voyage dans L'intérieur de L'Amérique du Nord pendant les années 1832-1834. Tavole di Karl Bodmer, Edizioni Taschen, 2001.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si fece chiamare anche Johann Carl Bodmer e, quando nel 1838 prese la cittadinanza francese, assunse il nome di Jean-Charles Bodmer.
  2. ^ Bernard Marbat e Daniel Challe, Les photographes de Barbizon, la forêt de Fontainebleau. Parigi, Hoëbeke-Bibloteca nazionale. 1991.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Reuben Gold Thwaites: Early Western Travels, 1748–1846 (vol. 22–25), Edizioni Arthur H. Clark Compagny, Cleveland (Ohio), 1906.
  • Reuben Gold Thwaites: Early Western Travels, 1748–1846. Edizione AMS Press, New York, 1966.
  • Philip Gilbert Hamerton: The Portfolio, Vol. 1-2. Con illustrazioni di Emilia Bodmer. Londra 1870.
  • Philip Gilbert Hamerton: Chapters on Animals.. Con venti illustrazioni di J. Veygrassat e Emilia Bodmer. Edizioni Roberts Brothers, Boston, 1977.
  • David C. Hunt, William J. Orr, W. H. Goetzmann (editore), Karl Bodmer’s America. Ediz. Joslyn Art Museum, Omaha (Nebraska), 1984 - ISBN 978-0-8032-1185-8
  • John C. Ewers, Views of vanishing frontier.. Ediz. Joslyn Art Museum, Omaha (Nebraska) 1984 e 1985.
  • Marsha V. Gallagher, Karl Bodmer’s eastern views. Ediz. Joslyn Art Museum, Omaha, (Nebraska), 1996.
  • Brandon K. Ruud (editore), Karl Bodmer’s North American Prints. Ediz. Joslyn Art Museum, Omaha (Nebraska) 2004 - ISBN 978-0-8032-1326-5
  • W. Raymond Wood, Joseph C. Porter, David C. Hunt, Karl Bodmer’s studio art: The Newberry Library Bodmer Collection. Edizione University of Illinois Press, 2002 - ISBN 978-0-252-02756-7
  • Henri Beraldi, Les Graveurs du XIXe Siécle. Guide de l’amateur d’estampes modernes. Edizioni Librarie L. Conquet, Parigi, 1885.
  • Nordamerika Native Museum Zürich, Karl Bodmer. A Swiss Artist in America 1809-1893. Ein Schweizer Künstler in Amerika.. Edizioni University of Chicago Press e Scheidegger & Spiess, Zurigo, 2009 - ISBN 978-3-85881-236-0

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