Karin Schubert

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Karin Schubert
Karin Schubert
Karin Schubert nel film Osceno (1987).
Dati biografici
Nome Karin Schubert
Data di nascita 26 novembre 1944 (1944-11-26) (69 anni)
Luogo di nascita Amburgo
Germania Germania
Dati fisici
Altezza 170 cm
Peso 60 kg
Etnia caucasica
Colore bianca
Occhi castani
Capelli biondi
Seno naturale
Misure 94-64-92
Dati professionali
Altri pseudonimi Karin Shubert
Orientamento bisessuale
Sito ufficiale

Karin Johanna Schubert (Amburgo, 26 novembre 1944) è un'ex attrice cinematografica e attrice pornografica tedesca naturalizzata italiana, molto nota in Italia negli anni settanta durante il periodo d'oro del cinema di genere e della commedia erotica all'italiana.

La profonda crisi che investe il cinema italiano sul finire degli anni settanta, la mancanza di scritture in produzioni di rilievo e la necessità di dover aiutare il figlio tossicodipendente spingono Karin Schubert, per motivi principalmente economici, ad accettare la proposta di apparire senza veli in alcune riviste patinate per soli uomini.

Di qui il definitivo salto nel cinema a luci rosse, che la consacrerà star di livello internazionale ed icona di questo genere cinematografico molto particolare, nell'arco di tempo che va dagli inizi degli anni ottanta ai primi anni novanta

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Iniziò la sua carriera interpretando ruoli in commedie erotiche (la più conosciuta delle quali fu Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda, nella quale è co-protagonista insieme a Pippo Franco, Edwige Fenech e Umberto D'Orsi), diventandone una delle protagoniste più conosciute in quegli anni.

Negli anni ottanta, dopo aver partecipato a numerosi film del genere (La dottoressa sotto il lenzuolo) e soprattutto a due film della serie Emanuelle nera con Laura Gemser, si dedicò definitivamente al genere hardcore, sia su pellicola sia sulle riviste del settore. A fine carriera, quando ormai non poteva più reggere esteticamente la telecamera, si è dedicata per breve tempo al telefono erotico, pubblicizzando tale servizio in qualche fugace apparizione pubblicitaria su alcune televisioni private del Nord Italia. La motivazione che costrinse Karin a questa scelta del porno fu di natura economica, legata anche alla volontà di procurarsi denaro per aiutare il figlio (che le usava violenza fisica) ad uscire dal tunnel della droga[1]. Ospite di una puntata del Maurizio Costanzo Show, la Schubert denunciò la violenza ed i ricatti a cui aveva dovuto sottostare per ottenere parti cinematografiche nelle pellicole porno.

Il 1º settembre 1994, oppressa dalla solitudine e dalla povertà, ha tentato il suicidio ingerendo barbiturici e mezza bottiglia di vodka, ma è stata soccorsa in tempo dai vicini di casa. Di nuovo il 20 maggio 1996 ha provato a togliersi la vita, questa volta mediante intossicazione col monossido di carbonio dell'auto. Prontamente soccorsa anche in questa occasione, si è salvata con una prognosi di poche settimane.

In una intervista televisiva dell'ottobre 1994 a Il Fatto di Enzo Biagi[2] rivelò di aver subìto molestie da suo padre all'età di 11 anni.

Ha vissuto a lungo in una villetta a Manziana, tra Roma e Viterbo, in compagnia dei suoi numerosi ed inseparabili cani.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Karin Schubert (a destra) con Laura Gemser in Emanuelle nera (1975)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista al Corriere della sera del 3 settembre 1994
  2. ^ vedi notizia sul Corriere della sera del 21 ottobre 1994

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 87236941 LCCN: no2009186552