Kanrin Maru

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Kanrin Maru
La Kanrin Maru, 1855
La Kanrin Maru, 1855
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo corazzata
Ordinata 1853
Costruttori Paesi Bassi
Entrata in servizio 1855
Destino finale naufragata 1871
Caratteristiche generali
Dislocamento 300
Lunghezza 50 m
Larghezza 7,3 m
Propulsione 3 alberi a vela
Motore a vapore alimentato a carbone da 100 CV
Velocità 6 nodi  (10 km/h)
Armamento
Armamento 12 cannoni

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La Kanrin Maru (咸臨丸?) fu la prima nave a vela e elica giapponese. Venne ordinata nel 1853 dai Paesi Bassi, l'unica nazione con cui il Giappone intratteneva relazioni diplomatiche durante il periodo di isolamento imposto dal Bakufu, il governo dello Shōgun. Venne consegnato nel 1855, appena un anno prima dell'apertura forzata del Giappone al commercio imposto dal commodoro Matthew Perry. La nave venne utilizzata nella nuova Scuola Navale di Nagasaki per sviluppare la conoscenza della tecnologia occidentale delle navi da guerra.

La Kanrin Maru, come nave a vapore a elica, rappresentava un avanzamento tecnologico introdotto da soli dieci anni nell'Occidente, con la HMS Rattler (1843) e permise al Giappone di sperimentare di prima mano le novità più moderne nel progetto delle navi.

Prima ambasciata giapponese negli Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Cinque anni dopo il Bakufu inviò la Kanrin Maru in missione negli Stati Uniti, come dimostrazione della padronanza raggiunta dal Giappone nelle tecniche di navigazione occidentali. Il 19 gennaio 1860 al comando di Katsu Kaishu e con a bordo, tra gli altri, Nakahama Manjiro e Fukuzawa Yukichi, lasciò il Uraga diretta a San Francisco.

Fu la seconda ambasciata ufficiale giapponese ad attraversare l'oceano Pacifico, circa 250 anni dopo l'ambasciata del 1614 di Hasekura Tsunenaga in Messico e quindi in Europa, a bordo del galeone di costruzione giapponese San Juan Bautista.

La Kanrin Maru venne accompagnata dalla nave della US Navy USS Powhatan. Da San Francisco, la delegazione continuò il viaggio a Washington, passando per Panama su vascelli statunitensi.

L'obiettivo ufficiale della missione fu di inviare la prima ambasciata giapponese negli Stati Uniti e di ratificare il nuovo trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione tra gli Stati Uniti e il Giappone. La missione tentò anche invano di ottenere la revisisione di alcune clausole ineguali del trattato firmato nel 1854 durante i negoziaziati con il commodoro Perry.

Guerra Boshin[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1867 il Bakufu venne attaccato da forze pro-imperatore che iniziarono la guerra Boshin che condusse alla Restaurazione Meiji. Nel settembre 1868, alla caduta di Edo nelle mani delle forze che sostenevano l'imperatore fece parte della flotta di moderne navi da guerra, che al comando dell'ammiraglio Enomoto Takeaki fuggì verso l'Hokkaidō. Durante il viaggio la flotta incontrò un tifone e la Kanrin Maru venne danneggiata gravemente e costretta a riparare nel porto di Shimizu, dove venne catturata dalle forze imperiali.

Al termine del conflitto la Kanrin Maru venne usata dal nuovo governo imperiale nello sviluppo dell'Hokkaidō settentrionale. Nel 1871 naufragò sulla rotta tra Hakodate e Esashi a causa di un tifone.

La Kanrin Maru odierna[modifica | modifica sorgente]

In 1990, venne costruita una replica del doppio delle dimensioni della nave originale. La nave è visibile nel parco a tema di Huis Ten Bosch nel Kyushu, dove viene utilizzata come nave turistica per visitare il vortice di Naruto nell'omonimo stretto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Steam, Steel and Shellfire. The steam warship 1815-1905, Conway's History of the ship ISBN 0-7858-1413-2
  • Christopher Howe, The origins of Japanese Trade Supremacy. Development and technology in Asia from 1540 to the Pacific War, The University of Chicago Press, ISBN 0-226-35485-7
  • End of the Bakufu and the Restoration at Hakodate (giapponese: 函館の幕末・維新) ISBN 4-12-001699-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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