Kajagoogoo

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Kajagoogoo / Kaja
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere New romantic
Dance
Synth pop
New wave
Pop rock
Periodo di attività 1979- 1986
2004
2007-in attività
Etichetta EMI
Album pubblicati 10 (+1 VHS/Laserdisc)
Studio 4
Live (1 VHS/Laserdisc)
Raccolte 6
Sito web

I Kajagoogoo (per un breve periodo Kaja) sono un gruppo britannico, originario della contea inglese del Bedfordshire. Inseritisi a pieno titolo nel sottogenere più genuinamente synth pop del filone pop rock e della new wave avviata dal movimento New romantic, a cui sono stati associati, soprattutto all'inizio, per via di un'evidente affinità musicale e di immagine con i più illustri colleghi Duran Duran, i cinque membri della formazione originaria sono per lo più conosciuti per il grandissimo successo del loro primo singolo, "Too Shy", Numero 1 in Gran Bretagna e Numero 5 negli USA, all'inizio del 1983. Tra l'altro, il suddetto 45 giri e il relativo album da cui è stato tratto sono stati co-prodotti proprio dal tastierista dei Duran Duran, Nick Rhodes, insieme a Colin Thurston, all'epoca produttore abituale del quintetto di Birmingham.

Gli inizi: il quartetto strumentale degli Art Nouveau[modifica | modifica wikitesto]

La band si forma nella località di Leighton Buzzard, nel Bedfordshire, nel 1979, come quartetto strumentale d'avanguardia, denominato Art Nouveau, con Nick Beggs al basso, Steve Askew alla chitarra, Stuart Croxford Neale alle tastiere e Jez Strode alla batteria. Gli Art Nouveau pubblicano un singolo, intitolato The Fear Machine, che vende poche centinaia di copie e viene eseguita nel corso del celebre spettacolo radiofonico di John Peel (a cui prenderanno parte, in diversi momenti, numerosi gruppi anni ottanta), ma il gruppo non riesce ad ottenere alcun contratto con nessuna etichetta.

La nascita del quintetto: l'arrivo del cantante Limahl[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, i quattro mettono un annuncio per trovare un cantante e, dopo molte audizioni, scelgono alla fine un giovane di nome Christopher Hamill. Il ragazzo, che mostra sùbito di avere creatività e inventiva da vendere, cerca di rendere più interessante il suo personaggio e la band di cui è appena entrato a far parte, adottando il tipico taglio di capelli bicolore, biondo sulle punte irsute e bruno sul più morbido caschetto che gli scende sulle spalle (più tardi ripreso dalla cantante dei Berlin di Take My Breath Away, la colonna sonora di Top Gun, il primo successo cinematografico di Tom Cruise), e scegliendosi, come nome d'arte, un anagramma del suo stesso cognome, Hamill, che diventa così Limahl, pseudonimo con cui diventerà famoso e con cui è tuttora conosciuto come artista.

La scelta del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della band viene modificato invece nell'accattivante Kajagoogoo. Il nome deriva da un tentativo di scrivere la resa fonetica dei primi incerti suoni di un bambino, le cosiddette lallazioni, che aveva emesso un perentorio «gagagoogoo», preliminare di quello che poi sarebbe divenuto, un po' per caso e un po' per scelta, il futuro «Kajagoogoo». Per essere precisi, dal punto di vista della fonetica, la lallazione originaria del bimbo ha subìto un adattamento, per così dire, musicale, nella sua prima parte, dove le due sillabe incentrate sulla vocale di appoggio a si sono trasformate come segue: l'occlusiva velare sonora [g] è passata alla corrispondente sorda [k] nella prima delle due sillabe «ga», mentre nel secondo «ga», lo stesso suono occlusivo si è trasformato mediante palatalizzazione, mutando in [j] (pronunciato come il pronome di prima persona singolare francese je, «io»), così da creare una variazione che rendesse il nome, nella sua oggettiva lunghezza, meno monocorde e ostico, oltre che banale e infantile.

Il brano omonimo[modifica | modifica wikitesto]

Simili accortezze non potevano che riflettere le personalità originali di cinque giovani appassionati di musica, lo stesso nome del gruppo è così musicale da poter suonare come una canzone. L'eponimo brano strumentale intitolato "Kajagoogoo" costituirà una delle 10 tracce dell'album di debutto, mentre verrà utilizzato in apertura dei concerti dal vivo. Nell'esecuzione live, del pezzo viene commentata la 'stranezza' del nome («That's a strange name»), con una melodia appena accennata, mentre nella versione originale del disco è quasi interamente strumentale, tranne una specie di ritornello composto dal cosiddetto spelling del nome, in cui ogni singola lettera viene compitata a ritmo di musica, nei due diversi modi possibili, alternati, secondo le regole dell'inglese: 'K-A-J-A, G-double O, G double O' («K-A-J-A, G doppia O, G doppia O») oppure 'K-A-J-A G-O-O' (senza la ripetizione della seconda sillaba).

Le esibizioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'audizione, all'allora sconosciuto Christopher viene richiesto di cantare, assieme al bassista Nick Beggs, una divertente armonia vocale, intitolata "Over the Top" che, riarrangiata ed eseguita in concerto dal gruppo all'apice del successo, costituisce un momento esilarante dell'esibizione (Limahl la presenta come «una di quelle robe da barbieri»), testimoniando il gusto del gruppo per qualsiasi cosa suoni interessante, orecchiabile e cantabile. Così, "Over the Top" (poi ricantata - come "O.T.T. (Over The Top)" - dal solo Limahl, l'unico autore, e inserita sul lato B del suo primo singolo solista, "Only for Love") finirà sul loro unico live: il VHS e Laserdisc White Feathers Tour, video di un concerto tenutosi a Londra nel 1983, l'anno dell'esordio.

Il contratto con la EMI, il primo album e la Numero 1 "Too Shy"[modifica | modifica wikitesto]

Durante un'ispirata esibizione all'Embassy Club di Londra, la band attira l'interesse di tre case discografiche e di Nick Rhodes dei Duran Duran i quali, in quello stesso anno, danno alle stampe il pluridecorato videoclip Rio. Alla fine, sarà la major EMI ad offrire loro il primo contratto, firmato nel luglio del 1982, e ingaggiando Rhodes per co-produrre, assieme al collega Thurston, il loro primo album, White Feathers.

Nel frattempo, i Kajagoogoo suonano come gruppo di supporto nel tour di un'altra band New Romantic di Birmingham, i Fashion. Il primo singolo del neo-quintetto, "Too Shy", esce a gennaio del 1983, arrivando in cima alle classifiche. All'epoca, neanche i Duran Duran avevano mai raggiunto il Numero 1 della hit parade britannica, il che spiega i sentimenti di orgoglio e rammarico provati da Nick Rhodes. Anche i due singoli successivi, "Ooh to Be Ah" e "Hang on Now", pur non ottenendo lo stesso enorme successo del precedente, diventeranno delle hit, raggiungendo entrambe la Top 20 nella UK Singles Chart.

L'isteria adolescenziale e la defezione di Limahl[modifica | modifica wikitesto]

L'inaspettato grande successo creerà una vera e propria isteria collettiva tra gli adolescenti, soprattutto femmine, come testimonia il citato concerto ripreso in video, dove la musica è appena udibile, coperta dalle urla dei fans, e non sembra esserci differenza con analoghe performance dei Duran Duran, Spandau Ballet o Culture Club. Assieme al successo si creano tensioni sempre più forti interne al quintetto, che raggiungeranno l'apice con l'allontanamento di Limahl da parte della produzione e degli altri membri della band. Limahl non viene sostituito con membri esterni: sarà infatti il bassista Nick Beggs, già corista e compositore dei testi con l'ex cantante, a prenderne il posto nel 1983, sùbito dopo la trionfale estate musicale dei Kajagoogoo.

Lo sdoppiamento del neo-quartetto: Kajagoogoo in Europa e Kaja negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Primo riflesso di quel cambiamento (che riduce la formazione a un quartetto, come gli Art Nouveau, ma con un esercito di fans in più da accontentare e milioni di dischi venduti in tutto il mondo di cui rendere conto) sarà lo sdoppiamento del nome, che rimane Kajagoogoo in Europa, e diventa Kaja, negli USA, con la perdita dell'elemento linguistico infantile finale, che tanto avevano penato per modificare e rendere più appetibile.

L'ultimo grande successo: "Big Apple"[modifica | modifica wikitesto]

Il primo singolo del neo-quartetto è "Big Apple", brano dedicato a New York, soprannominata «La Grande Mela», che entra nella Top 10 alla fine del 1983 sulla scia del successo dei lavori precedenti e, forse, spinta dalla cacciata di Limahl, avvenuta nel momento massimo di fama, e dalla acerba rivalità tra il quartetto ed il solista (che di lì a poco si prenderà la rivincita, con il successo mondiale della colonna sonora The Never Ending Story, tratta dall'omonimo film La storia infinita).

Il secondo album e il calo di popolarità: l'abbandono di Jez Strode[modifica | modifica wikitesto]

Dal singolo successivo e con l'uscita del secondo album, la popolarità della band inizia inesorabilmente a calare. Il 45 giri The Lion's Mouth non va oltre la Top 30 e sarà la loro ultima hit. Il 33 giri, uscito per la Islands, viene accreditato ai Kajagoogoo in UK ed Europa, e pubblicato in versione ridotta, con l'aggiunta di extended remix tra cui Extra Play, come Kaja negli USA. Sarà un flop commerciale inaspettato, fermandosi al Numero 35 in Gran Bretagna, nonostante la critica lo definisca all'unanimità un capolavoro. A questo punto, anche il batterista Jez Strode lascia il gruppo, che si riduce a un trio e tenta il rilancio con il più breve ed efficace nome Kaja in tutto il mondo, nel 1985, nel tentativo di riconquistare la credibilità perduta di musicisti seri.

Il successo solista di Limahl, i Kaja come trio, il terzo album e lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

I Kaja, come trio, avranno ancora meno fortuna di quando erano un quartetto. Dopo il flop del primo singolo, "Shouldn't Do That" (dal profetico titolo «non bisognava farlo»), il terzo album, Crazy Peoples Right to Speak, pervaso da un velato tema politico, viene abbandonato sùbito, senza un minimo tentativo di promozione, nonostante la presenza di pezzi forti come il brano d'apertura "Do I", dal cui testo il long playing prende il suo ambiguo titolo. Dopo un breve periodo di silenzio stampa, durante il quale Limahl furoreggia con Never Ending Story (nonostante il flop del primo album Don't Suppose, che resterà il suo ultimo, nonostante un doppio sequel fortunato, prima in Italia, alla fine degli anni ottanta, con i singoli "Love in Your Eyes" e "Inside to Outside", e il secondo album Colour All My Days, e poi in Germania, all'inizio degli anni novanta, con il terzo album Love Is Blind ed il remix "Too Shy 1992"), i tre membri rimasti, Nick, Steve e Stuart, annunciano lo scioglimento ufficiale nel 1986.

Le sei raccolte della decade 1993-2003 e i remix di Limahl del 1999[modifica | modifica wikitesto]

Nel decennio tra 1993 e 2003, sono uscite sei diverse raccolte del gruppo, ciascuna basata su criteri diversi di selezione. Tutte le compilation sembrano trattare alla stessa stregua i singoli e le tracce degli album, versioni originali e remix, pezzi della band come quintetto, quartetto o trio e canzoni di Limahl come solista. L'elemento che le accomuna tutte consiste comunque nel fatto che queste collection non sono state volute dai membri originari, all'epoca impegnati nei propri progetti solisti, e la promozione, ma dalla casa discografica. Una delle raccolte soliste di Limahl (variamente intitolata Limahl, All the Hits plus More o anche semplicemente The Best of Limahl, a seconda delle edizioni per le varie etichette nei diversi paesi,[1][2] contiene i primi sette singoli dei Kajagoogoo/Kaja, compresi i quattro singoli realizzati dopo la sua uscita dal gruppo ("Big Apple", "The Lion's Mouth", "Turn Your Back on Me" e "Shouldn't Do That"), interamente risuonati e ricantati da lui, nel 1999, più un paio di inediti e quattro brani tratti dall'album Love Is Blind.

La momentanea reunion del quintetto dei Kajagoogoo per VH1 nel 2004[modifica | modifica wikitesto]

Il quintetto originario si riunisce brevemente per il programma Bands Reunited dell'emittente televisiva VH1 (26 gennaio 2004, Stagione 1, Episodio 6), che ospita band degli anni ottanta, alcune delle quali si riformano. I Kajagoogoo, dopo la riunione di VH1, ricevono offerte per nuove produzioni, ma i dissapori tra i membri erano ancora troppo forti per accettarle. Il gruppo ha criticato la presentazione della propria riunione su VH1, non concordando sui motivi addotti alla defezione di Limahl e sull'ipotesi della possibile riformazione del gruppo, che sarebbe in seguito avventua.

Le ristampe in CD[modifica | modifica wikitesto]

La prima ristampa del 1993 di White Feathers in CD[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993, la piccola etichetta americana One Way Records aveva ristampato in CD il primo album dei Kajagoogoo, White Feathers, cambiando l'ordine delle tracce originarie: invece della title track, è l'ex Numero 1 britannica "Too Shy" ad aprire l'album. Gli altri due album della band e l'introvabile edizione altrernativa USA del secondo LP rimarranno invece ancora a lungo irreperibili.

Le ristampe rimasterizzate del 2004 dei tre album di studio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, sull'onda del successo ottenuto in VH1, la loro prima casa discografica, la EMI, rimasterizza e ristampa in CD i tre album, compreso quello di debutto, aggiungendo su ciascuno numerose bonus tracks inedite, remix, versioni alternative, un elegante booklet con i testi, la riproduzione delle copertine dei 45 giri originali e note storiche sull'evoluzione della band e dei suoi lavori. I testi dei lati B, gli unici omessi in tali booklet, sono tuttora inediti e molto richiesti. La maggior parte dei brani rimasterizzati compaiono per la prima volta in edizione digitale su CD.

La ristampa rimasterizzata di White Feathers[modifica | modifica wikitesto]

Ripristinato l'ordine originale dei primi due brani, con "White Feathers" ricollocata in apertura, alle 10 tracce del primo album vengono aggiunte 8 bonus tracks, tra cui, oltre ai remix dei primi 3 singoli (di "Too Shy" è incluso anche il remix strumentale), vi sono alcuni lati B inediti,contenuti anche nelle versioni dal vivo, sul VHS/Laserdisc del White Feathers Tour: "Take Another View", "Interview Rooms", "Animal Instincts" e la versione in studio della "Introduction", che compare sul video col titolo "Intro", suonata in apertura dei concerti.

La ristampa rimasterizzata di Islands[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo album, Islands, le 9 tracce originarie sono seguite da 8 canzoni bonus. Anche qui, oltre ai remix dei 3 singoli e della versione USA di "Turn Your Back on Me", figurano tre brani inediti. Sono le due strumentali "The Pump Rooms of Bath" e "The Garden", e la versione dal vivo, cantata con un testo diverso da Nick Beggs, di "Monochromatic", un brano che compariva nella versione cantata da Limahl nel video live che pubblicizzava il primo 33 giri. L'edizione ridotta alternativa americana del 1984, intitolata Extra Play e già accreditata ai Kaja, non è stata invece ristampata e rimane tuttora una rarità quotata e ricercata dai collezionisti.

La ristampa rimasterizzata di Crazy Peoples Right to Speak[modifica | modifica wikitesto]

Il CD rimasterizzato del terzo album di studio, Crazy Peoples Right to Speak, contiene le 10 tracce del disco cui vengono aggiunti 4 brani: i due remix dell'unico singolo "Shouldn't Do That" (sottotitolati «Disciplined» e «Undisciplined») e le due inedite "Hurricane" e "Whatever You Want" (che comparivano in un'edizione speciale doppia del singolo "Shouldn't Do That"). A differenza delle altre bonus tracks nei primi due CD, abbastanza integrate nel sound del relativo disco, le due tracce supplementari del terzo album non hanno nulla a che vedere con gli altri brani, ed hanno sonorità orientate alla dance dei Blow Monkeys di fine anni ottanta (una volta abbandonati il funk ed il pop rock degli esordi), e del Limahl del periodo tedesco. I brani originali erano del 1985, quando la dance era agli inizi, ed il sound faceva riferimento alla new wave, mentre i due remix dell'unico singolo, tendono maggiormente al pop rock.

La reunion del trio dei Kaja nel 2007: "Rocket Boy", nuovo singolo dopo 22 anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, i tre membri dei Kaja del 1985-1986, Nick Beggs, Steve Askew e Stuart Neale, riformano il gruppo. Dopo aver programmato un album inedito, il 24 giugno 2007 è uscito "Rocket Boy", il primo singolo dei Kajagoogoo dopo 22 anni. Il brano, accompagnato da un video del solo Beggs mentre mima la canzone con una spazzola per capelli al posto del microfono, viene spesso trasmesso nello show di Steve Wright, su Radio 2. Il 1º settembre 2007, al Castello di Culzean, nell'Ayrshire, in Scozia, i Kajagoogoo si sono esibiti come gruppo d'apertura al Retrofest, a cui hanno partecipato molte altre band degli anni ottanta.

La definitiva réunion del quintetto, l'album Gone To The Moon e l'E.P. Death Defying Headlines[modifica | modifica wikitesto]

A febbraio del 2008, il trio annuncia il ritorno di Limahl e di Jez Strode, che firmano il nuovo contratto ad aprile. La seconda partecipazione al Retrofest,[3] nell'agosto del 2008, ha costituito la prima riunione ufficiale dei Kajagoogoo in patria dopo 25 anni (sul sito ufficiale del gruppo, è possibile vederne alcuni estratti in esclusiva). Il concerto dura quasi un'ora, e comprende i brani "Interview Rooms", "White Feathers", "Big Apple" (duetto Nick e Limahl), "Hang on Now", "Shouldn't Do That" (duetto Nick e Limahl), "Only for Love", "The Lion's Mouth" (duetto Nick e Limahl), "Lies and Promises", "The Never Ending Story" e "Too Shy".

Mentre il ricostituito quintetto registrava l'album inedito del 2009, Nick, Stuart e Steve, senza Limahl e Jez, hanno registrato il CD Gone to the Moon, contenente il singolo "Rocket Boy" e "Tears", comparsa su una compilation dedicata alla musica degli anni ottanta), la cui uscita è stata ritardata per non accavallarsi con l'uscita dell'altro album[4].

Il nuovo debutto della band era avvenuto il 14 giugno in Danimarca, all'Esbjerg Rock Festival[5]. È stata invece cancellata la data del 23 maggio a Bratislava, a cui avrebbe dovuto partecipare Kim Wilde, con cui Limahl ha lavorato come produttore.

Sul sito ufficiale dei Kajagoogoo[6] è possibile leggere un resoconto corredato da foto dell'atteso debutto danese, redatto da Nick Beggs. Sullo YouTube Channel ufficiale dei Kajagoogoo[7], vi sono i tre video dell'esibizione danese: "Too Shy", "Only For Love" e "The Never Ending Story". I tre brani provengono dai diversi repertori dei Kajagoogoo e di Limahl. Le due date inglesi del 2008 sono state seguite da un tour in Germania, paese in cui i Kajagoogoo e Limahl sono tuttora famosi.

Tra il 2008 ed il 2011, dopo la realizzazione di Gone To The Moon di Nick, Steve & Stewart, suonato dal vivo anche con Strode e Hamill, la band realizza altre canzoni. Nel 2009, esce l'E.P. Death Defying Headlines, da cui viene tratto il brano "Space Cadet", ideale seguito di "Rocket Boy" del 2007 insieme a "Tears". Al singolo è accompagnato un video estremamente tecnologico, opposto a quello di "Rocket Boy" e realizzato con tecnologie simili a quelle impiegate per "Tell Me Why" di Limahl del 2006.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1993 - Too Shy: The Singles and More
  • 1996 - The Best of Kajagoogoo & Limahl
  • 1996 - The Very Best of Kajagoogoo
  • 1998 - Premium Gold Collection Kajagoogoo & Limahl
  • 2000 - Best of the 80's Kajagoogoo & Limahl
  • 2003 - The Very Best of Kajagoogoo and Limahl

più

  • 1999 - Limahl / The Best of Limahl (contiene i primi 7 singoli dei Kajagoogoo/Kaja ricantati da Limahl)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982 - "White Feathers" (UK Numero 31)
  • 1983 - "Too Shy" (UK numero 1, USA numero 5) (Lato B inedita: "Take Another View")
  • 1983 - "Ooh to Be Ah" (UK numero 7) (B-side inedite: "Animal Instincts" sul 7" e "Interview Rooms" sul 12")
  • 1983 - "Hang on Now" (UK numero 13, USA numero 78) (B-side inedita: "Hang On Now (Instrumental)")
  • 1983 - "Big Apple" (UK numero 8) (B-side inedita: "Monochromatic (Live)")
  • 1983 - "Kajagoogoo" (UK numero 20) (B-side inedito: "Kajagoogoo (Instrumental)")
  • 1984 - "The Lion's Mouth" (UK numero 25) (B-side inedita: "The Garden")
  • 1984 - "Turn Your Back on Me" (UK numero 47) (B-side inedita: "The Pump Rooms of Bath")
  • 1984 - "The Power To Forgive" (UK numero 21) (B-side inedito: "Islands")
  • 1985 - "Shouldn't Do That" (UK numero 63) (B-side inedite: "Hurricane" e "Whatever You Want", entrambe su un unico singolo in doppia edizione deluxe a quattro facciate, insieme alla A-side "Shouldn't Do That" e alla B-side edita "Charm of a Gun")
  • 1985 - "Do I" (UK numero 35) (B-side inedito: "Jigsaw")
  • 1985 - "Charm Of A Gun" (UK Numero 40) (B-side inedito: "You Really Take My Breath Away")
  • 1992 - "Too Shy ('92 Remix)" (singolo composto da Limahl ed eventualmente con i Kajagoogoo) (B-side inedito: "Too Shy (Extended Play Remix)")
  • 2006 - "Tears"; inclusa sulla compilation anni '80 Bands Re-united (UK numero 61)
  • 2007 - "Rocket Boy" (tramite Internet) (B-side: "Tears") (entrambe dall'album Gone to the Moon, ancora non uscito su CD, ma già disponibile come MP3, gratis sul sito Web ufficiale del gruppo e a pagamento su iTunes, registrato dai tre Kaja come Kajagoogoo, prima del rientro ufficiale nel gruppo anche degli altri 2 membri iniziali del periodo di White Feathers, il cantante Limahl e il bassista Jeremy Strode, al secolo Jez...) (UK numero 41)
  • 2009 - "Space Cadet" (singolo estratto dall'EP Death Defying Headlines; UK numero 42)
  • 2011 - "Death Defying Headlines" (singolo estratto dell'EP Death Defying Headlines (2011 Version);(UK Numero 43)
  • 2012 - "Introduction" (singolo estratto dall'album Kajagoogoo And Limahl - The Hits) (B-side inedito: "Introduction (Live)") (UK Numero 47)

VHS/Laserdisc[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ varie track list dell'album di Lihmal
  2. ^ altre versioni dell'album
  3. ^ Link al Retrofest 2008
  4. ^ Stuck in the '80s | tampabay.com: Archivi anni ottanta
  5. ^ Link all'Esbjerg Rock Festival
  6. ^ Kajagoogoo.com
  7. ^ Kajagoogoo - YouTube

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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