Kaijō Jieitai

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Forza di autodifesa marittima
Naval Ensign of Japan.svg
Descrizione generale
Nazione Giappone
Servizio Marina militare
Tipo Marina militare
Guarnigione/QG Tokyo
Simboli
Bandiera Naval Ensign of Japan.svg

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La Forza di autodifesa marittima (in caratteri Shinjitai: 海上自衛隊 - Kaijō Jieitai), anche nota internazionalmente con l'acronimo inglese JMSDF (Japan Maritime Self Defence Force - Forza di autodifesa marittima giapponese) è la componente navale della Forze di autodifesa giapponesi, ed ha il compito della difesa delle acque territoriali e delle comunicazioni navali del Giappone. Essa è stata formata dopo la fine della seconda guerra mondiale in seguito alla dissoluzione della Marina Imperiale Giapponese, ed è una marina d'altura con significative capacità operative che la rendono una delle prime forze navali al mondo come tonnellaggio e tecnologia. Ha partecipato ad operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite e ad operazioni di interdizione marittima, Maritime Interdiction Operations (MIO).

Ultimamente la JMSDF sta acquisendo una nuova classe di navi, ufficialmente classificate come cacciatorpediniere, ma in realtà portaerei leggere da 20 000 tonnellate, conosciute originariamente come DD-21 ed infine come classe Hyūga, dalle quali far operare i futuri velivoli F-35 JSF.

La JMSDF ha una forza ufficiale di 46 000 uomini, con 119 navi da guerra, tra i quali 20 sottomarini, rappresentati dalla Classe Harushio, 53 cacciatorpediniere (per la marina giapponese le unità sono classificate tutte come cacciatorpediniere) 29 unità cacciamine, 9 navi pattuglia e 9 unità anfibie, per un dislocamento complessivo di 432.000 tonnellate[1]. Essa è dotata anche di 179 velivoli ad ala fissa e 135 elicotteri: la maggior parte di essi ha impieghi antisommergibile e di caccia alle mine navali[2]. Il prefisso per le navi è JDS (Japanese Defense Ship) per tutte le navi entrate in servizio prima del 2008. Le navi entrate in servizio successivamente usano il prefisso JS (Japanese Ship) per riflettere l'evoluzione della Japanese Defense Agency in Ministero della Difesa.

Storia della JMSDF[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla sconfitta del Giappone nella Seconda guerra mondiale, la Marina Imperiale fu disciolta in forza all'accettazione della Dichiarazione di Potsdam. Le navi furono disarmate, e alcune di esse, come la nave da battaglia Nagato, furono requisite dagli Alleati come riparazione dei danni di guerra. Le navi rimanenti furono utilizzate per il rimpatrio dei soldati giapponesi dai fronti lontani dalla madrepatria e per la pulizia delle mine nell'area attorno alle isole del Giappone. La flotta dragamine fu poi trasferita alla neonata Agenzia di Sicurezza Marittima, che aiutò a mantenere e conservare l'esperienza e le risorse della Marina imperiale.

La Costituzione del Giappone, scritta nel 1947 dopo la conclusione della guerra, all'articolo 9 specifica che "Il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e la minaccia o l'utilizzo della forza come mezzo di risoluzione delle dispute internazionali". La visione prevalente dell'articolo in Giappone è che esso permetta il mantenimento di forze militari per scopi di autodifesa, infatti a causa delle necessità della Guerra fredda, anche gli Stati Uniti furono favorevoli all'istituzione da parte del Giappone di una propria forza di difesa.

Nel 1952, la Forza di Sicurezza Costiera fu costituita nell'ambito dell'Agenzia di Sicurezza Marittima, incorporando la flotta dragamie e altri vascelli militari, soprattutto corvette, fornite dagli Stati Uniti.

Nel 1954, la Forza di Sicurezza Costiera fu separata e la Forza di autodifesa marittima Giapponese fu formalmente creata come la branca navale della Forza di autodifesa giapponese, secondo il passaggio della legge contemporanea sulle Forze di autodifesa.

Le prime navi della JMSDF furono delle corvette provenienti dalla US Navy, trasferite sotto controllo giapponese nel 1954. Nel 1956 la JMSDF ricevette la prima corvetta prodotta in Giappone dalla fine della Seconda guerra mondiale, la Harukaze. A causa della minaccia costituita dalla vasta e potente flotta sottomarina della Marina Sovietica, la JMSDF assolse soprattutto un ruolo antisommergibile.

Dopo la Guerra fredda[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla fine della Guerra fredda, il ruolo della JMSDF cambiò sensibilmente. Cominciando con una missione in Cambogia nel 1993, è stata attivamente impiegata in numerose missioni di mantenimento della pace a guida ONU in tutta l'Asia. Nel 1993, la JMSDF mise in servizio il suo primo cacciatorpediniere Aegis, il Kongō. È stata attiva anche in esercitazioni navali congiunte con altre nazioni, come gli Stati Uniti. La JMSDF ha dispiegato numerose sue corvette a rotazione nell'Oceano Indiano in ruoli di scorta per vascelli alleati come parte dell'Operazione Enduring Freedom a guida USA.

A seguito di un aumento nelle tensioni con la Corea del Nord derivate dalla sperimentazione del 1993 del missile Nodong-1 e da quella del 1998 del missile Taepodong-1 sopra il Giappone settentrionale, la JMSDF ha rafforzato le sue mansioni e la sua presenza nell'ambito della difesa aerea del Giappone. Un sistema anti missili balistici basato sulle navi ed utilizzante missili Standard SM-3[3] è stato sperimentato con successo il 18 dicembre 2007 ed è stato installato sulle navi della classe Kongō.

Navi giapponesi partecipano alla formazione internazionale CTF-150, in funzione di contrasto alla pirateria nelle acque somale; nello specifico, nel 2009 il cacciatorpediniere Ariake (DD-109) e la nave rifornimenti Towada (AOE-422) hanno fatto parte della formazione[4].

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Portaelicotteri[modifica | modifica wikitesto]

Helicopter Destroyers-(DDH) - una espressione usata in questo caso per non utilizzare la parola portaerei ma cacciatorpediniere portaelicotteri; in realtà si tratta di navi tuttoponte da 20 000 tsl, progettate per operare lo JSF

Cacciatorpediniere[modifica | modifica wikitesto]

Cacciatorpediniere - Destroyers Guided (sottinteso Missile, cacciatorpediniere lanciamisili)-(DDG)

Cacciatorpediniere portaelicotteri - Helicopter Destroyers-(DDH)

Fregate[modifica | modifica wikitesto]

La Kaijō Jieitai non usa il termine fregata perché il nome implica una capacità di offesa. Così alcune alcune piccole imbarcazioni di tipo escort (cioè nave scorta) nella Kaijō Jieitai sono classificate come destroyers (contrazione dell'espressione torpedo boat destroyer, espressione inglese che indica il cacciatorpediniere), quando in realtà, a livello internazionale queste imbarcazioni sono classificate come fregate, in modo da sottolineare i loro compiti strettamente difensivi poiché danno la caccia ad armi offensive come le siluranti.

classificate come Cacciatorpediniere - Destroyers-(DD) (Fregate)

Fregate Leggere[modifica | modifica wikitesto]

classificate come Cacciatorpediniere di scorta - Destroyer Escorts-(DE) (Fregate leggere)

Sottomarini[modifica | modifica wikitesto]

Sottomarini d'attacco (SSK)

Pattugliatori[modifica | modifica wikitesto]

Missile Patrol craft

Cacciamine[modifica | modifica wikitesto]

Nave appoggio cacciamine - Minesweeper Tender-MST

Cacciamine oceanici - Minesweeper Ocean-MSO

Cacciamine costieri - Minesweeper Coastal-MSC

Controllore cacciamine - Minesweeper Controller-MCL

Navi d'assalto anfibio[modifica | modifica wikitesto]

Aerei e Elicotteri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Japan Ministry of Defense, Defense of Japan (PDF), Japan Ministry of Defense, 2007. URL consultato l'11 febbraio 2008.
  2. ^ Japan Maritime Self Defense Force, Globalsecurity.org. URL consultato il 12 aprile 2006.
  3. ^ http://www.globalsecurity.org/space/systems/sm3.htm RIM-161 SM-3 (AEGIS Ballistic Missile Defense)
  4. ^ Operation Enduring Freedom - Order of Battle

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]