Kaijō Ho'an-chō

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海上保安庁
Kaijō Ho'an-chō
Japan Coast Guard
Guardia Costiera del Giappone
Bandiera della Guardia costiera giapponese
Bandiera della Guardia costiera giapponese
Descrizione generale
Attiva 1948
Nazione Giappone Giappone
Tipo Polizia giudiziaria
Polizia tecnico amministrativa marittima
Sicurezza della navigazione
Ruolo Corpo nazionale di soccorso in mare
Comando Generale c/o Ministero della terra, infrastrutture e trasporti
quartiere di Kasumigaseki, Chiyoda-ku,
100-8918 Tokyo
TEL.03-3591-6361
Comandanti
Comandante attuale Hiroki Ishikawa
Simboli
Bandiera Flag of Japan.svg
Bandiera Flag of Japan Coast Guard.png

[senza fonte]

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Un Eurocopter AS322 Super Puma della Guardia costiera giapponese mentre vola sulla baia di Tokyo.

La Kaijō Ho'an-chō (in lingua italiana: Guardia costiera giapponese), conosciuta anche come Japan Coast Guard, o con l'acronimo JCG, è l'organismo alle dipendenze del Ministero della terra, infrastrutture e trasporti, cui compete la salvaguardia della vita umana ed il coordinamento di ricerca e salvataggio (SAR) in mare nonché la gestione amministrativa, la sicurezza della navigazione, la difesa delle acque territoriali e della zona economica esclusiva giapponese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 1948 come Maritime Safety Agency, già nel 1950, durante la guerra di Corea, la Maritime Safety Agency inviò i propri dragamine in missione presso la penisola coreana sotto bandiera delle Nazioni Unite.

Nell'aprile del 2000 abbandonò la vecchia denominazione per assumere quella attuale di Japan Coast Guard.[1].

Il 22 dicembre 2001, un'unità della Guardia costiera giapponese intercettò tra l'isola di Kyushu e la Cina, all'interno della propria zona economica esclusiva un battello battente bandiera della Repubblica popolare cinese sospettato di essere in realtà di origine nord-coreana.

Non ricevendo risposta radio alle sollecitazioni della JCG ne risultò uno scambio di colpi di arma da fuoco che fecero affondare nelle acque della zona economica esclusiva cinese il battello sospetto con tutto il suo equipaggio.[2]

L'imbarcazione fu successivamente recuperata dalla Guardia costiera giapponese e al suo interno furono rinvenute armi ed equipaggiamenti per lo spionaggio.[3]

Il relitto ed il suo equipaggiamento è ora in mostra presso Museo della Guardia costiera giapponese di Yokohama.[4]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Regioni operative[modifica | modifica sorgente]

La mappa di suddivisione della giurisdizione fra le 11 regioni costiere.

Acquartierata a Tokyo, la JCG ha suddiviso la nazione in undici regioni per facilitare le proprie operazioni costiere. Ogni regione mantiene un Quartier Generale della Guardia Costiera alle cui dipendenze si trovano vari uffici costieri, stazioni aeree, osservatori idrografici e centri che espletano il servizio di avviso del traffico marittimo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) New Fighting Power! URL consultato il 2 aprile 2010
  2. ^ (JA) 国境を守る海上保安庁.
  3. ^ (JA) 北朝鮮 工作船.
  4. ^ (JA) 海上保安資料館 横浜館-Japan Coast Guard Museum Yokohama.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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