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Kaaba

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Coordinate: 21°25′21″N 39°49′34″E / 21.4225°N 39.826111°E21.4225; 39.826111

La Ka‘ba, ricoperta dalla kiswa, in occasione del hajj.

La Kaʿba (in arabo كعبة), talvolta approssimativamente scritta Kaaba, ossia cubo, è una costruzione che si trova nella Masjid al-Haram, al centro della Mecca, Arabia Saudita, e costituisce il luogo più sacro dell'Islam.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Profeta Muhammad in preghiera davanti alla Kaʿba. (ms. ottomano del 1595)

In età preislamica l'edificio (più piccolo dell'attuale) era dedicato al culto della divinità maschile di Hubal, per poi essere successivamente identificata dall'Islam come il primo tempio dedicato al culto monoteistico fatto discendere da Dio direttamente dal Paradiso.[1]

La tradizione islamica ricorda come il primitivo edificio fosse stato distrutto dal Diluvio Universale,[2] non prima che se ne fosse messo in salvo un pezzo: la Pietra Nera, nascosta nelle viscere di una montagna presso La Mecca ed estratta per la sua opera di riedificazione da Ibrāhīm (l'Abramo biblico) aiutato dal figlio Ismāʿīl (l'Ismaele biblico), che collocarono la Pietra Nera all'altezza di circa 1 metro e mezzo dal suolo, nell'angolo di Sud-Est dell'edificio, dove è poi rimasta incastonata dopo i danni subiti in un successivo incendio.

La Kaʿba nel 1910

Secondo le medesime tradizioni (le uniche in nostro possesso che parlino non fuggevolmente dell'edificio) i Banu Quraysh della Mecca avrebbero però aperto le porte del santuario a un gran numero di altre divinità venerate in tutta l'Arabia, così da promuovere alla sosta i mercanti provenienti per i loro affari nella città e richiamare altri pellegrini, traendone i relativi lucrosi vantaggi.

Maometto (Muḥammad in arabo), che avrebbe partecipato da giovane ad uno dei restauri della Kaʿba, eliminò ogni idolo dal suo interno al momento della sua conquista della Mecca nel 630, sanzionando con un pellegrinaggio il rituale da seguire in futuro per il hajj, che alla Mecca ha per l'appunto uno dei suoi punti di preghiera collettiva più imponenti, qualificati e belli.

Dopo Maometto[modifica | modifica wikitesto]

Il sito della Kaʿba nel 1880
La Kaʿba nel 1907

La Kaʿba ha subito diversi danneggiamenti e restauri nel corso dei secoli preislamici, in cui la povertà dei materiali e delle malte portava sovente al diroccamento della struttura in occasione degli improvvisi per quanto rari rovesci di pioggia, che gonfiavano i letti dei torrenti (wādī) e che scaricavano poi le loro impetuose acque nell'avvallamento in cui sorgeva il santuario.

Dopo la morte di Maometto, la struttura è stata danneggiata da incendi per tre volte: la prima volta, domenica 31 ottobre 683, l'incendio fu responsabilità delle truppe dell'anti-califfo ʿAbd Allāh b. al-Zubayr che erano assediate a Mecca nel corso della Seconda Fitna che si opponevano al califfo omayyade ʿAbd al-Malik b. Marwān.
Ibn al-Zubayr provvide alla riparazione, che non fu meramente conservativo ma che ne modificò l'assetto, sì da includere il hatīm.[3] Agì in tal modo sulla base di tradizioni[4] secondo cui il hatīm era un residuo della fondazione della Kaʿba abramitica e che Maometto stesso aveva desiderato restaurare il tempio così da includerlo.

La Kaʿba fu bombardata con pietre nel secondo assedio di Mecca del 692, quando l'esercito califfale omayyade era comandato da al-Ḥajjāj b. Yūsuf, governatore di Kufa. La caduta della città e la morte di Ibn al-Zubayr permisero finalmente agli Omayyadi di riunificare il califfato al termine di un lungo confronto civile in cui era entrato anche al-Mukhtār. Nel 693, ʿAbd al-Malik b. Marwān rase al suolo ciò che rimaneva della Kaʿba di ʿAbd Allāh b. al-Zubayr, e la riedificò sulle fondamenta tracciate dai Quraysh.[5] La Kaʿba tornò alla sua dimensione cubica che aveva al tempo di Maometto, anche se non tutti gli studiosi concordano su ciò.

Durante il Ḥajj del 930, i Carmati attaccarono Mecca, riempirono il pozzo di Zemzem coi cadaveri dei pellegrini uccisi da loro e rubarono la Pietra Nera, portandola nella regione arabica orientale di al-Aḥsāʾ, in cui essa rimase finché gli Abbasidi non la riscattarono nel 952. L'aspetto e la struttura della Kaʿba non furono più cambiate da quell'epoca.[6]

Dopo forti precipitazioni e inondazioni del 1629, le mura della Kaʿba crollarono e il Masjid fu danneggiato. Lo stesso anno, durante il regno del Sultano ottomano Murad IV, la Kaʿba fu ricostruita con massi di granito grigio-verde della regione stessa di Mecca e il Masjid fu restaurato.[7] L'aspetto della Kaʿba, da allora, non è più mutato.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Schema della Kaʿba: (1) Pietra Nera; (2) porta della Kaʿba; (3) mizāb, gronda per l'acqua piovana; (4) base della Kaʿba; (5) al-Hatīm; (6) al-Multazam, muro posto tra l'ingresso alla Kaʿba e la Pietra Nera; (7) Maqām Ibrāhīm, ossia la Stazione di Abramo; (8) angolo della Pietra Nera; (9) angolo dello Yemen; (10) angolo della Siria; (11) angolo dell'Iraq; (12) Kiswa, telo che copre la Kaʿba; (13) striscia di marmo che segna l'inizio e la fine dei giri intorno all'edificio; (14) La stazione di Gabriele.
Pianta della Kaʿba con le dimensioni.

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura 11,30 × 12,86 metri di lato, per un'altezza di 13,10 metri. Prima dell' avvento dell'Islam era di misure assai più contenute, con un ingresso sopraelevato e senza tetto.[8]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Sul lato nord-est vi è la porta di accesso, difesa da inservienti e dalla speciale polizia incaricata di sovrintendere alla tranquillità dei riti religiosi impedendo l'ingresso ai fedeli più eccitati. A breve distanza dal lato nord-occidentale corre un basso muretto (hatīm) che delimita un'area interdetta al calpestìo e che si crede sia stato il luogo di sepoltura di Ismaele e della madre Hāgar. Tutta l'area circostante l'edificio (matāf) sarebbe stato il luogo d'inumazione di un altissimo numero di profeti che avrebbero preceduto Maometto.

Nell'angolo est della Kaʿba è incastonata a circa un metro e mezzo d'altezza la Pietra Nera, un blocco minerale nero grande quasi come un pallone, di probabile origine meteoritica.

Il mizāb della Kaʿba è il canaletto di gronda dorato presente a circa metà del lato nord-occidentale, che sporge perpendicolarmente al muro. Permette alle acque piovane di defluire dal tetto ed è dotato di un gocciolatoio chiamato "barba del mizāb".

La kiswa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Kiswa.

L'edificio è normalmente coperto da una kiswa, un preziosissimo tessuto serico di colore nero, riccamente intessuto di lamine d'oro che ripropongono scritte coraniche. Tale rivestimento viene rinnovato ogni anno. La vecchia kiswa ogni anno è tagliata in pezzi che si distribuiscono ai fedeli che lo conservano come preziosa reliquia.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

All'interno, normalmente accessibile solo agli inservienti e alle personalità più illustri che ne hanno la custodia (attualmente la famiglia reale saudita), la Kaʿba ospita un pozzo, ormai essiccato, che in antico era chiamato al-Akhsaf o al-Akhshaf, un tempo (prima dell'arrivo dell'Islam) destinato a raccogliere il sangue delle vittime sacrificali e a conservare il tesoro della divinità, mentre 3 colonne interne, equidistanti tra loro, allineate in direzione della maggior lunghezza, sorreggono il peso del tetto.

Direzione della Kaʿba[modifica | modifica wikitesto]

Fedeli attorno alla Kaʿba
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Qibla.

Col termine qibla si indica la direzione[9][10] in cui si trova il santuario della Kaʿba a cui deve rivolgere il proprio viso il devoto musulmano quando sia impegnato nella Ṣalāt (preghiera). Il punto esatto, detto Qibla assoluta, verso cui andrebbe diretto il viso, è quello mediano tra la mizāb e l'angolo nord. Questo è importante pregando idealmente, o da distanza ravvicinata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Lo Jacono, "Le religioni dell’Arabia preislamica e Muhammad", in Islām, a cura di G. Filoramo, Roma-Bari, Laterza, 1999.
  2. ^ Cfr, al-Azraqi, Akbār Makka (Le cronache di Mecca), Beirut, Dar al-Andalus, 1986.
  3. ^ Muslim, Ṣaḥīḥ, 7, 3083.
  4. ^ Sahih al-Bukhari 1506, 1508; Sahih Muslim 1333
  5. ^ Sahih al-Bukhari 1509; Sahih Muslim 1333
  6. ^ Javed Ahmad Ghamidi. I rituali del Hajj e della ʿUmrah, Mizan, Al-Mawrid
  7. ^ Storia della Kaʿba
  8. ^ Leone Caetani, Annali dell'Islam, Milano, Hoepli, I, p. 174.
  9. ^ Qibla Direction
  10. ^ Direzione della Qibla

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Christiaan Snouck Hurgronje, Mekka, L'Aia, 1888-89, 2 voll.
  • Christiaan Snouck Hurgronje, Il pellegrinaggio alla Mecca, Torino, Einaudi, 1989 (trad. dell’orig. olandese Het Mekkanische feest, Leida, E. J. Brill, 1880).
  • Maurice Gaudefroy-Demombynes, Le pèlerinage à la Mekke. Étude d'histoire religieuse, Parigi, P. Geuthner, 1923 (Annales du Musée Guimet: Bibliothèque d'études ; 33).
  • al-Azraqī, Akhbār Makka (Notizie su Mecca), rist. dell’ediz. orig. del 1934 curata da Rushdī al-Sālih Malhas, 2 voll., Beyrut, Dar al-Andalus, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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