Kát'a Kabanová

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Katia Kabanova
Titolo originale Káťa Kabanová
Lingua originale ceca
Genere opera lirica
Musica Leoš Janáček
Libretto libretto proprio
Fonti letterarie Grosa di Aleksandr Ostrovskij
Atti tre
Epoca di composizione 1920-1921
Prima rappr. 23 novembre 1921
Teatro Teatro Nazionale, Brno
Personaggi
  • Savel Dikoj, mercante (basso)
  • Boris Grigorjevic, suo nipote (tenore)
  • Marfa Kabanová, detta Kabanicha, vedova di un ricco mercante (contralto)
  • Tichon Kabanov, suo figlio (tenore)
  • Katerinaa Kabanová, detta Káťasua moglie (soprano)
  • Vana Kudrjas, assistente di Dikoj (tenore)
  • Varvara, figlia adottiva in casa Kabanov (mezzosoprano)
  • Kuligin, amico di Kudrjas (baritono)
  • Glasa e Feklusa, servitrici (mezzosoprano)
  • Un passante (tenore)
  • Una donna tra la folla (contralto)
  • Paesani (coro)

Káťa Kabanová è un'opera lirica di Leoš Janáček su libretto proprio, dal dramma Grosa (il temporale) di Aleksandr Ostrovskij. L'opera debuttò con buon successo al Teatro Nazionale di Brno, ed è tuttora nel repertorio operistico straniero.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Intorno al 1860, in una cittadina sulle rive del Volga

Quadro I[modifica | modifica sorgente]

Nel parco sulla riva del fiume, passeggiano alcune persone, tra cui Kudrjas e Glasa, e Boris che litiga con lo zio Dikoj. Egli si lamenta del fatto che è lontano dall'amata Mosca con uno zio dal carattere orribile. Intanto escono dalla chiesa Tichon, sua madre, Káťa e Varvara. Kabanchina accusa il figlio di trascurarla per la moglie ma Káťa la rassicura che il figlio continua ad amarla.

Quadro II[modifica | modifica sorgente]

Oppressa da molti sentimenti, Káťa svela a Varvara di amare un altro uomo. In quel momento giunte Tichon, dicendo che deve partire per un lungo viaggio. Káťa implora di portarla con sé, ma Tichon rifiuta; Káťa, allora, si impone di non parlare più con nessun'altra persona durante la sua assenza, e di pensare soltanto a lui. Partito Tichon, Kabanchina sottopone Káťa agli umilianti rituali che una moglie deve compiere durante l'assenza del marito.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

Quadro I[modifica | modifica sorgente]

Kabanchina continua a maltrattare Káťa, che tenta invano di difendersi. Varvara ruba le chiavi del cancello e le dà a Káťa per incontrarsi con l'amante. Káťa esita, e prega, ma, al ritorno della suocera, nasconde la chiave ed esce dal cancello. Nel frattempo Dikoj, ubriaco, chiede ospitalità a Kabanchina per la notte.

Quadro II[modifica | modifica sorgente]

Varvara e Káťa s'incontrano con i loro amanti, rispettivamente Kudrjas e Boris. Kudrjas e Varvara si allontanano, lasciando gli altri due da soli, e Káťa si getta tra le braccia dell'amante. Passata la notte, Varvara e Káťa rientrano, quest'ultima in preda al rimorso.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Quadro I[modifica | modifica sorgente]

Durante un temporale, Káťa è sconvolta dai rimorsi e dai segreti. Al ritorno di Tichon, rivela al marito e alla suocera di avere un amante e scappa sotto la pioggia.

Quadro II[modifica | modifica sorgente]

Mentre Varvara e Kudrjas progettano un'impossibile fuga verso Mosca, Káťa è disperata e decisa a farla finita. Incontra per l'ultima volta Boris, che sta per partire per la Siberia con lo zio. Dopo l'addio a Boris, Káťa ode il rumore del Volga, e vi si getta dentro. Tichon, vedendo il corpo della moglie, accusa tutti i presenti di aver provocato loro quella morte. Kabanchina invece ringrazia tutti per aver recuperato il corpo di Káťa.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Programma di sala, con libretto (cecoslovacco e italiano) e note, per l'allestimento 2003 al Teatro La Fenice di Venezia