Jurij Alekseevič Gagarin
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Jurij Alekseevič Gagarin GSS (cir. rus. Юрий Алексеевич Гагарин; Klušino, 9 marzo 1934 – Kiržač, 27 marzo 1968) fu un cosmonauta e aviatore sovietico. Fu il primo uomo a volare nello spazio portando con successo a termine la sua missione il 12 aprile 1961.
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[modifica] Biografia
[modifica] Le origini
Nato a Klušino (un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica) il 9 marzo 1934 da padre falegname e madre contadina, cresce in una di quelle collettività aziendali che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917 e si distingue a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche. Tuttavia, è costretto ad interrompere gli studi a causa dell'invasione tedesca (iniziata il 22 giugno 1941), per riprenderli dopo la guerra: frequenta la scuola tecnica di Saratov e consegue il diploma di metalmeccanico. È, appunto, durante i suoi studi che Gagarin inizia ad interessarsi al volo.
[modifica] Il volo, la sua vita
Nel 1955 si iscrive a un aeroclub, dove sperimenta il primo volo della sua vita. Questa passione lo porta ad iscriversi a una scuola di aeronautica, distinguendosi per il suo talento. Nello stesso anno entra a far parte dell'aviazione sovietica; si diploma con grande profitto nel 1957 presso l'Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg.
Anche qui le sue doti appaiono subito fuori dal comune, tanto da guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi superiori, che gli consentono di collaudare sofisticate apparecchiature di volo e di approntare test altamente specializzati. La sua passione per il volo lo porterà ad essere scelto nel 1959, insieme ad alcuni colleghi, per l'addestramento con l'obiettivo di diventare cosmonauta.
[modifica] Orbita storica
Dopo un addestramento durato parecchi mesi - che si svolge nella città di Zvëzdnyj gorodok, dove sorge un centro specializzato per la preparazione dei cosmonauti - l'allora maggiore Jurij Gagarin, il 12 aprile 1961 alle ore 9.07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1) del peso di 4,7 tonnellate, dice quella sua parola legendaria: - поехали! "poechali" (partiamo) e parte per il volo spaziale. Compie un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo una massima distanza (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/ora. Per tale missione Gagarin sceglie il soprannome Кедр "Kedr" ("cedro"), usato durante il collegamento via radio.
[modifica] Quel pianeta blu
Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunica alla base che "la Terra è blu… è bellissima". Dopo 88 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frena la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre. Gagarin viene espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra. Il volo termina alle 10.20 ora di Mosca, in un campo vicino alla città di Takhtarova.
Il giornale Pravda, qualche anno fa, ha rivelato che l'atterraggio di Gagarin non avvenne in un punto prestabilito, ma in un'isolata regione di campagna dove non era previsto il suo arrivo, infatti un gruppo di soldati, non riconoscendolo, gli chiese i documenti di identità.
[modifica] Eroe nazionale
Migliaia di russi lo attendono al suo ritorno e la sua impresa ha una grande eco in tutto il mondo. Gagarin dimostra che l'uomo era in grado di volare oltre le previsioni, diventando a soli 27 anni il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio. Venne decorato da Nikita Khruščёv con l'Ordine di Lenin, la più grande onorificenza russa, diventando Eroe dell'Unione Sovietica.
In seguito Gagarin collabora alla preparazione di altre missioni spaziali, come quella della Vostok 6, che porta Valentina Tereshkova nello spazio, prima donna in assoluto a compiere una tale missione. Inoltre, collabora allo sviluppo della nuova navicella spaziale Sojuz.
[modifica] La drammatica morte
Gagarin muore il 27 marzo 1968, sette anni dopo la sua grande impresa. Diverse - e non sempre concordanti - sono le versioni dell'incidente nel quale perse la vita: quella ufficiale riporta che, nel compiere un volo sperimentale in compagnia di un altro pilota a bordo di un MiG-15, il suo caccia si sia schiantato al suolo in seguito ad un guasto e che i piloti non avrebbero avuto il tempo di lanciarsi dal velivolo perché intenti a dirottare l'aereo per evitare che cadesse sopra un centro abitato.
Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio, ma lo storico volo del 1961 resterà il suo unico viaggio in orbita. Le sue ceneri riposano al Cremlino.
A Juri Gagarin è stato dedicato in Russia il centro di addestramento dove si preparano i cosmonauti prescelti per le varie missioni spaziali e a suo onore è stato eretto a Mosca nel 1980 un monumento alto 40 metri, costruito in Titanio.
[modifica] Curiosità
- Gagarin è stato soprannominato il Cristoforo Colombo dello spazio e "Icaro redivivo".
- Claudio Baglioni, cantautore romano, ha dedicato a Gagarin la prima traccia del suo album Solo (1977).
- La Banda Bassotti, gruppo Ska romano, ha dedicato a Gagarin la prima traccia del CD Amore e odio (2004).
- Johnny Mondo ha dedicato all'astronauta la canzone "Yuri Gagarin".
- In suo onore un asteroide è stato intitolato 1972 Gagarin.
- Nel 2000 il musicista francese Jean Michel Jarre ha dedicato all'astronauta il brano "Hey Gagarin" contenuto nell'album Metamorphoses
- Sembra che Gagarin aderisse alla poco nota ed esoterica corrente detta del cosmismo, tant'è vero che - mentre si trovava in orbita - durante un messaggio radio porse i saluti ad un esponente di tale corrente (Nikolai Kostantinovic Rerikh), benché questi fosse posto agli arresti come dissidente politico [1].
- La band italiana La Quiete ha dedicato a Gagarin un pezzo intitolato "Cosmonauta Gagarin non voltarti indietro".
- Nell'ambito di una teoria complottista, vi sono dubbi sul fatto che Gagarin sia stato effettivamente il primo uomo ad essere lanciato nello spazio. I fratelli Judica Cordiglia[2], infatti, avrebbero registrato, oltre alle "voci" di vari satelliti sovietici, anche le ultime parole di ignoti cosmonauti perduti nello spazio nel corso di missioni spaziali segrete precedenti a quella di Gagarin, missioni delle quali l'Unione Sovietica non ha mai rivelato nulla [3]. Una voce circolante in Russia addirittura andrebbe oltre sostenendo che sarebbero dodici i cosmonauti lanciati prima di lui, dei quali nessuno ha fatto ritorno sulla terra. Una di queste voci, fra le più chiare, era quella di una donna che affermava di stare bruciando nel rientro a terra. Se vero, sarebbe forse la prima donna mai stata nello spazio.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ Fonte: http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/Catalano%201.htm
- ^ Fonte: "...questo il mondo non lo saprà...", Achille e G. Battista Judica Cordiglia, Minerva Medica, 2007.
- ^ lostcosmonauts
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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