Jürgen Klinsmann
| Jürgen Klinsmann | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Jürgen Klinsmann | |
| Paese | ||
| Altezza | 181 cm | |
| Peso | 75 kg | |
| Calcio |
||
| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex attaccante) | |
| Squadra | ||
| Ritirato | 2004 - giocatore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1973-1974 1974-1980 1980-1981 |
||
| Squadre di club1 | ||
| 1981-1984 | 41 (22) | |
| 1984-1989 | 156 (79) | |
| 1989-1992 | 123 (40) | |
| 1992-1994 | 65 (29) | |
| 1994-1995 | 41 (21) | |
| 1995-1997 | 65 (31) | |
| 1997 | 8 (2) | |
| 1997-1998 | → |
15 (9) |
| 2003-2004 | 8 (5) | |
| Nazionale | ||
| 1987-1998 | 108 (47) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 2004-2006 | ||
| 2008-2009 | ||
| 2011- | ||
| Palmarès | ||
| Bronzo | Seul 1988 | |
| Oro | Italia 1990 | |
| Bronzo | Germania 2006 | |
| Argento | Svezia 1992 | |
| Oro | Inghilterra 1996 | |
| Bronzo | Germania 2005 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
||
| Statistiche aggiornate al 8 ottobre 2008 | ||
Jürgen Klinsmann (Göppingen, 30 luglio 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, da giocatore attivo nel ruolo di attaccante.
Fece parte della nazionale tedesca che vinse il mondiale nel 1990 (come Germania Ovest) e l'europeo nel 1996.
Nelle vesti di allenatore portò la sua nazionale al terzo posto nel Mondiale casalingo del 2006. Il 12 luglio dello stesso anno, dopo aver allenato la squadra per due anni, annunciò le sue dimissioni e fu sostituito dal suo assistente Joachim Löw. Klinsmann prese il posto di allenatore del Bayern Monaco nel luglio del 2008, quando Ottmar Hitzfeld si ritirò per assumere il ruolo di CT della nazionale svizzera. Il 27 aprile 2009 fu esonerato[1], nonostante avesse vinto cinque delle precedenti sette partite e si fosse classificato solamente a tre punti di distanza dal Wolfsburg, primo in classifica.[2]
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Calciatore
[modifica] 1973-1981: Esordi
Jürgen Klinsmann è uno dei quattro figli del maestro panettiere Siegfried Klinsmann (deceduto nel 2005) e di sua moglie Martha. All’eta’ di otto anni debuttò giocando per il TB Gingen, una squadra di calcio amatoriale del comune Gingen an der Fils. Sei mesi dopo segnò 16 goal in un solo incontro per il suo nuovo club. A dieci anni si trasferì al SC Geislingen. Quando aveva quattordici anni suo padre comprò un panificio a Stoccarda, dove si trasferì con la famiglia. Klinsmann continuò a giocare per il SC Geislingen an der Steige, nonostante fosse stato visto in una selezione giovanile del Württemberg. A sedici anni il giocatore firmò un contratto con il Stuttgarter Kickers, con il quale divenne un professionista due anni dopo. I suoi genitori decisero che prima avrebbe finito l’apprendistato da panettiere nell’impresa familiare, per il quale superò l’esame finale nel 1982.
[modifica] 1981-1989: Stuttgarter Kickers e Stoccarda
Jürgen Klinsmann cominciò la sua carriera professionale nel 1982 con gli Stuttgarter Kickers, allora un club di seconda divisione.[3] Horst Buhtz, un precedente allenatore degli Stuttgarter Kickers, ricorda che Klinsmann beneficiò di un allenamento intensivo di sprint che ricevette da Horst Allman, a quell’epoca uno dei miglioni allenatori di sprint in Germania. All’inizio della nuova stagione aveva migliorato il suo tempo nei 100 metri da 11,7 a 11,0 secondi.[4] Nel 1984 si trasferì allo Stoccarda in Bundesliga. Nella prima stagione, Klinsmann riuscì a segnare 15 goal e si proclamò insieme a Karl Allgöwer (16 reti) miglior cannoniere e la squadra si piazzò al decimo posto. Nelle stagioni 1985-86 e 1986-87 segnò rispettivamente 16 goal e raggiunse la finale della Coppa di Germania, persa però contro il Bayern Monaco per 2-5. Klinsmann segnò l’ultimo goal della partita. Nella stagione 1987-88 segnò altre 19 reti – tra cui una rovesciata contro il Bayern Monaco – e fu nominato capocannoniere del campionato. Nel 1987 esordì in nazionale contro il Brasile, che si concluse con un pareggio 1-1. Nel 1988, a 24 anni, Klinsmann fu nominato giocatore dell’anno in Germania. Dopo aver raggiunto la finale della Coppa UEFA 1988-1989 (persa contro il Napoli guidato da Maradona per 1-2 e 3-3) Klinsmann passò all'Inter dove militavano i suoi compagni di nazionale, Lothar Matthäus e Andreas Brehme.
[modifica] 1989-1992: il triennio all’Inter e campione del Mondo in Italia
Klinsmann firmò un contratto di tre anni con l’Inter. Nonostante la tattica difensiva dell’allenatore Giovanni Trapattoni, Klinsmann riuscì a segnare 13 reti in quella che all’epoca era la lega più competitiva. Fu uno dei giocatori stranieri più famosi in Italia, specialmente perché aveva appreso l’italiano. Con la sua personalità e la sua conoscenza linguistica si era guadagnato il rispetto dei fans.
Dopo essersi classificato al terzo posto, Klinsmann fu convocato per giocare la Coppa del Mondo proprio in Italia. Dopo essersi qualificata per gli ottavi di finale senza difficoltà, la Germania dovette affrontare l’Olanda, contro la quale aveva perso due anni prima nell'europeo. Dopo che Völler fu espulso al 22º minuto, Klinsmann si vide costretto a giocare come unico attaccante. Giocò una brillante prestazione divenendo una spina nel fianco in tutta la difesa olandese, segnò l’1-0 e fu un pericolo costante per gli avversari. Il giorno seguente il quotidiano tedesco “Süddeutsche Zeitung” commentò: “nell’ultima decade nessun attaccante del DFB (Federazione del calcio tedesca) offrì una performance così brillante, quasi perfetta”. Dopo le vittorie contro la Cecoslovacchia (1-0) e l’Inghilterra (1-1 dopo i supplementari, 4-3 ai calci di rigore), fu proclamato campione del mondo, dopo aver vinto la finale contro l’Argentina di Maradona per 1-0. Klinsmann è ricordato per il brutale fallo subito dall'argentino Pedro Monzòn, che fu per questo espulso lasciando la squadra sudamericana con soli dieci giocatori.
Nella stagione seguente, Klinsmann vinse la Coppa UEFA con l’Inter nella finale contro la Roma e segnò 14 reti in campionato. Il contratto fu prorogato fino al 1994 ma la disastrosa stagione 1991-92 fece saltare tutti i piani. L’Inter non riuscì a prendere lo slancio sotto la guida dell’allenatore Corrado Orrico e finì all'ottavo posto con Klinsmann che aveva segnato solamente sette reti e con una squadra divisa e frammentata in gruppi. Per Klinsmann era chiaro che questa sarebbe stata la sua ultima stagione per l'Inter e inizialmente non fu convocato per l'europeo venendo sostituito da Riedle. Solo a causa di una frattura al braccio di Völler, Klinsmann venne convocato per poter giocare l’incontro di apertura contro la CSI (Comunità degli Stati Indipendenti). Le sue prestazioni progredirono di incontro in incontro durante la manifestazione e arrivò ad essere uno dei migliori giocatori nella finale contro la Danimarca, persa per 2-0.
[modifica] 1992-1994: Monaco
Dopo la Coppa Europea del 1992, Klinsmann si trasferì all’AS Monaco e catapultò la squadra al secondo posto finale della Ligue 1 nella sua prima stagione. Dopo lo scandalo delle tangenti dell’Olympique Marsiglia e la sua seguente squalificazione come campioni della Ligue, l’AS Monaco la rimpiazzò nella UEFA Champions League l’anno seguente. L’AS Monaco arrivò fino alle semifinali, dove perse la partita contro i vincitori, l’AC Milan. Al termine della stagione seguente, l’AS Monaco occupò solamente il nono posto nella Ligue e Klinsmann, che si era assentato due mesi dal gioco per una lesione al legamento, fu assegnato come unico attaccante. In questa situazione cominciò a esprimere critiche sul comportamento dei suoi compagni di squadra. Nel 1995 lasciò la squadra in anticipo, un anno prima dalla fine del contratto.[5] Nonostante esser stati sconfitti dalla Bulgaria nei quarti di finale dei Mondiali del 1994, questo torneo fu un successo per Klinsmann, durante il quale poté segnare cinque reti e fu nominato per la seconda volta miglior giocatore tedesco dell’anno.
[modifica] 1994-1995: Tottenham
Sorprendentemente, Klinsmann si trasferì nella stagione del 1994/95 al Tottenham Hotspur, FA Premier League, cosa che i fans e la stampa recepirono con molte critiche, da un lato perché aveva giocato per la Germania, squadra che eliminò l’Inghilterra ai Mondiali, e, d’altro lato, per la sua reputazione di “re dei tuffi”. Fu comprato dall’AS Monaco nel luglio del 1994 per la somma di due milioni di sterline.[6] Nel suo debutto contro lo Sheffield Wednesday segnò con un colpo di testa e festeggiò immediatamente con un tuffo umoroso in campo.[7] Un giornalista del “Guardian”, che aveva scritto precedentemente un articolo intitolato “Perché odio Klingsmann”, scrisse due mesi dopo un altro articolo dal titolo “perché amo Klinsmann”[8]. Klinsmann fu proclamato nel 1995 giocatore dell’anno della FWA (Football Writers’ Association).[9]
Grazie al suo umore, alla sua prestazione atletica e alla qualità del suo gioco divenne molto popolare in Inghilterra. Più di 150.000 magliette con il suo nome furono vendute in poco tempo[10]. Nel 1995 vinse il trofeo di miglior giocatore dell’anno in Inghilterra. Klinsmann conserva uno stato leggendario nel club Hotspur e il museo delle cere Madame Tussaud gli ha dedicato una statua.[11]
[modifica] 1995-1998: Altre tappe in squadre internazionali
Il suo periodo di successo continuò con il FC Bayern Monaco durante le stagioni 1995/96 e 1996/97, in entrambe fu il miglior goleador della sua squadra, con la quale vinse la coppa Uefa e migliorò il record di goal segnati durante la competizione a 15 goal in dodici partite.[12] Un anno dopo divenne il campione della Germania con il primo posto nella Bundesliga. Klinsmann si trasferì in Italia per giocare nella Sampdoria (Genova), ma in inverno lasciò la squadra per tornare al Tottenham Hotspur. Durante la seconda stagione al Tottenham, i suoi goal salvarono il club dalla retrocessione, particolarmente le quattro reti che segnò contro il Wimbledon FC, incontro che finì con una vittoria 6 a 2.[13] L’ultima partita della sua carriera fu nel 1998, precisamente l’ultimo giorno di gioco della Premier League, nell'incontro contro il Southhampton.[14]
Decise di ritirarsi dalla carriera di giocatore professionista nell'estate del 1998, dopo la conclusione del campionato mondiale. Klinsmann continua a essere ancora oggi uno dei giocatori favoriti dei tifosi del White Hart Lane, lo stadio del Tottenham. Più tardi si trasferì in California e, sotto lo pseudonimo Jay Goppingen, Klinsmann riapparse nel 2003 come giocatore dell'Orange County Blue Star, squadra della United Soccer League's Premier Development League, nel quarto livello del calcio maschile statunitense. All'età di 39 anni riuscì a segnare cinque goal in otto apparizioni, facilitando l’ arrivo della squadra alle eliminatorie (playoffs). Lo pseudonimo deriva da Göppingen, la città natale di Klinsmann.
[modifica] Nazionale
Klinsmann godette di una brillante carriera internazionale, debuttando per la Germania Occidentale nel 1987 e partecipando a 108 partite internazionali, solamente poche meno di Lothar Matthäus. Klinsmann segnò 47 reti per la Germania Occidentale / Germania in incontri internazionali di livello superiore, condividendo con Rudi Völler il terzo posto assoluto nella classifica dei migliori goleador, superato solamente da Miroslav Klose, con 62 goal, e Gerd Müller, con il record di 68 reti per la squadra nazionale.[15]
Participò anche ai Giochi Olimpici nell’'state del 1988, ottenendo la medaglia di bronzo, ai Campionati Europei del 1988, 1992 e 1996, arrivando fino alla finale nel 1992 e proclamandosi campione nel 1996. Klinsmann fu il primo giocatore che riuscì a segnare in tre differenti campionati europei della UEFA. Lo fece nei tornei del 1988, 1992 e 1996. In tutta la storia, solo altri tre giocatori – Vladimir Smicer, Thierry Henry e Nuno Gomes – riuscirono a eguagliare questo record.[15]
Fu anche un giocatore importante della squadra di calcio della Germania Occidentale nelle finali dei Mondiali del 1990 (dove segnò tre reti) e della Germania del 1994 (con cinque reti) e del 1998 (con tre reti), vincendo la Coppa del Mondo nel 1990. Fu il primo giocatore in assoluto che riuscì a segnare almeno tre reti in ciascuno dei tre Mondiali consecutivi, raggiunto più tardi dal brasiliano Ronaldo. Con undici goal, è il terzo goleador per la Germania nelle finali della Coppa Mondiale, dopo Miroslav Klose e Gerd Müller, che ne hanno segnate quattordici l'uno.[15]
[modifica] Allenatore e consulenza professionale
Dopo essersi ritirato dal gioco attivo, Klinsmann cominciò la sua carriera commerciale. Fu nominato vice-presidente di una società di consulenza sportiva negli Stati Uniti e fu coinvolto nella Major League Soccer (MLS) come parte della squadra Los Angeles Galaxy.
[modifica] Allenatore della squadra nazionale tedesca
Il 26 luglio 2004 rientrò in Germania per occupare il suo nuovo posto da allenatore della squadra nazionale tedesca, succedendo a Rudi Völler, suo vecchio compagno di squadra e attaccante. Klinsmann intraprese in seguito un progetto ambizioso e aggressivo per modernizzare la gerenza della squadra. Portando a sé Oliver Bierhoff, altro attaccante tedesco, ricevette l'appoggio nella diffusione di compiti di relazioni pubbliche previste. Creò, inoltre, un nuovo movimento per rianimare la invecchiante squadra dopo la prestazione disastrosa durante gli Europei del 2004. Durante i preparativi per i Mondiali del 2006, Klinsmann fu criticato dai fans tedeschi e dai media per i risultati mediocri ottenuti, ad esempio come la sconfitta 4 a 1 contro l’Italia. Una critica in particolare riguardava la commutazione di Klinsmann dagli Stati Uniti, presa di mira dal quotidiano tabloid tedesco “Bild”. Deve essere sottolineato che Klinsmann aveva soppresso, in precedenza, alcuni dei privilegi storici che “Bild” aveva con la squadra nazionale, ad esempio ricevere la formazione di gioco il giorno antecedente il match e un accesso esclusivo al team 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. La sua tattica, in gran parte offensiva, irritò coloro che lamentavano l’ignoranza di Klinsmann sul calcio difensivo. Annunciò una formazione di giovani giocatori per il Mondiale del 2006, basando la sua selezione sulle singole prestazioni e non sulla reputazione.
Durante la Coppa delle Confederazioni FIFA del 2005 Klinsmann alternò regolarmente la presenza in campo dei suoi portieri, indipendentemente dalle loro prestazioni, cosa che scatenò l'ira di Oliver Kahn, giocatore del Bayern Monaco. Il 7 aprile del 2006, Klinsmann decise infine di relegare Kahn in panchina e designò Jens Lehmann dell'Arsenal primo portiere.
[modifica] Coppa del Mondo 2006
Nei Mondiali del 2006 le prestazioni della squadra di Klinsmann fecero tacere le critiche. Nella prima fase il team ottenne tre vittorie consecutive, contro la Costa Rica, la Polonia e l'Ecuador, portando la Germania al primo posto nella classifica del girone A. Nel primo incontro degli ottavi di finale vinse contro la Svezia per 2 a 0 e nei quarti di finale sconfisse l'Argentina per 4 a 2 ai rigori. Dopo la rete segnata da Miroslav Klose all'80º minuto, le squadre erano al 120º minuto di gioco ancora in parità.[16]
Nella semifinale del 4 luglio, la Germania affrontò l’Italia, perdendo per 2 a 0 a seguito delle reti di Fabio Grosso e Alessandro del Piero, segnate negli ultimi minuti dei tempi supplementari.[17] Al termine dell’incontro, Klinsmann elogiò la performance della sua giovane squadra. Batterono il Portogallo 3-1 nella qualificazione per il terzo posto, incoltro nel quale Kahn giocò in porta al posto di Jens Lehmann.[18] La vittoria scatenò, il giorno seguente, un'enorme parata a Berlino, durante la quale il pubblico rese onore a Klinsmann e alla sua squadra.
Successivamente, Franz Beckenbauer, che era stato all'inizio estremamente critico nei confronti di Klinsmann, dichiarò che desiderava avere ancora Klinsmann come allenatore. Anche da parte del pubblico ebbe grande appoggio per la sua tattica offensiva e per la sua abilità nel motivare il team. L'elevato rendimento del team alimentò un nuovo orgoglio nazionale e restituì alla Germania la reputazione di nazione con una squadra di calcio ai vertici. Per il suo lavoro da allenatore, a Klinsmann fu conferito il “Bundesverdienstkreuz” (l'Ordine al Merito di Germania), decorazione e unica onorificenza di carattere generale esistente in Germania e, pertanto, massima espressione di riconoscimento della Repubblica Federale tedesca per meriti contratti per il bene comune, firmata dal cancelliere tedesco Angela Merkel. In diverse occasioni fu chiamato dal pubblico “Kaiser”, l'equivalente di “imperatore”, titolo riservato e assegnato a giocatori leggendari come Franz Beckenbauer.
[modifica] Dimissione da allenatore della squadra nazionale
Nonostante le lodi e il riconoscomento ottenuto per la prestazione nei Mondiali, Klinsmann non rinnovò il contratto, informando il DFB (Federazione del calcio tedesco) della sua decisione il giorno 11 luglio 2006. La notizia fu diramata ufficialmente dal DFB il giorno seguente. Joachim Löw, suo assistente, fu designato nuovo allenatore nella stessa conferenza stampa.[19][20] Klinsmann commentò: “Il mio più grande desiderio è di tornare dalla mia famiglia e di riprendere una vita normale con loro...Dopo due anni dedicati con tanta energia alla squadra, sento che mi mancano le forze per poter continuare allo stesso modo”.[21]
[modifica] Periodo post tedesco
Dopo aver lasciato la nazionale in Germania, Klinsmann ricevette proposte di lavoro da allenatore per diverse squadre. Tra queste ci fu quella di occupare il posto vacante di allenatore della nazionale statunitense. Diversi negoziati ebbero luogo tra lui e la federazione statunitense di calcio, la U.S. Soccer Federation, che aveva deciso di non rinnovare il contratto di Bruce Arena dopo i Mondiali del 2006. A ogni modo Klinsmann non ottenne un accordo con la federazione sul controllo della struttura del team nazionale e il posto fu assegnato a Bob Bradley.
Nell’aprile del 2007 il quotidiano inglese “The Sun” scrisse che Roman Abramovich voleva che Klinsmann allenasse il suo Chelsea FC.[22] A quanto sembra Klinsmann rifiutò l'offerta.[23] Klinsmann ricevette anche proposte per la gerenza del Tottenham Hotspur e Los Angeles Galaxy,[24] ma alla fine i contratti furono firmati da Juande Ramos e Ruud Gullit. Klinsmann mantenne anche contatti con il Liverpool FC, quando cominciarono a sorgere speculazioni sul futuro di Rafael Benítez. Tom Hicks ammise in una dichiarazione che il Liverpool aveva contattato Klinsmann a proposito del posto a Anfield nel caso in cui Rafael Benítez fosse andato al Real Madrid o all'Inter. Franz Beckenbauer affermò che Klinsmann sarebbe stato l'allenatore ideale per la squadra nazionale inglese, dopo il licenziamento di Steve McClaren nel novembre del 2007 e prima della nomina del sostituto Fabio Capello.[25]
[modifica] Bayern Monaco
Nel luglio del 2008 Klinsmann prese il posto di allenatore del Bayern Monaco, succedendo a Ottmar Hitzfeld[26]. Questa fu per Klinsmann la prima posizione di gestione a livello di squadra. Pensando di poter implementare cambi nello stile di gioco e allenamento, poté nominare nuovi membri come gli assistenti Martín Vasquez e Nick Theslof, l'allenatore del portiere Walter Junghans, i preparatori atletici Oliver Schmidtlein, Thomas Wilhelmi, Marcelo Martins e Darcy Norman, così come lo psicologo sportivo Philipp Laux. Klinsmann contribuì al progetto di un nuovo centro per lo sviluppo delle prestazioni dei giocatori del Bayern e preparò la squadra per la Bundesliga e la UEFA Champions League. Sotto la sua guida, il Bayern raggiunse i quarti di finale della Champions League, perdendo contro i campioni FC Barcelona.
I record del Bayern nella UEFA Champions League del 2008/09 furono: 6 vittorie, 3 pareggi e una partita persa (contro il Barcelona). Nella Bundesliga, mancavano al Bayern solo tre punti per il primo posto e cinque partite da giocare, quando Klinsmann fu destituito da allenatore capo per la differenza di opinioni con la dirigenza del club. Sotto la direzione di Klinsmann nella stagione 2008/09 il Bayern ottenne 16 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte[27].
[modifica] Toronto
Il 29 ottobre 2010 si diffuse la notizia che Klinsmann era stato contattato per reimpostare il Toronto FC dalla base.[28] Il 3 novembre 2010 Klinsmann e la sua società di marketing e business sportivo, la SoccerSolutions, furono dichiarati ufficialmente consulenti del Toronto FC.[29][30]
[modifica] Stati Uniti
Dal 29 luglio 2011 è inoltre il nuovo commissario tecnico della nazionale statunitense.[31]
[modifica] Statistiche
[modifica] Numeri
- Ha giocato 506 partite di campionato (445 di prima divisione) segnando 226 reti (204 in prima divisione) in tutta la sua carriera.
- Ha giocato in 4 dei massimi campionati europei: in Germania (221 partite e 110 gol in Bundesliga), in Italia (103 partite e 36 reti in Serie A), in Francia (75 gare e 29 gol in Ligue 1) e in Inghilterra (56 gare e 29 reti in Premier League).
- In Nazionale ha giocato 108 gare (secondo solo a Lothar Matthäus) segnando 47 reti, come Rudi Völler e secondo solo a Gerd Müller (terzo se si considera Joachim Streich che con la maglia della Germania Est segnò 56 gol).
- Ha disputato 3 campionati mondiali, con 17 partite (7 in Italia, 5 negli Stati Uniti e 5 in Francia, segnando in totale 11 reti (3 nel 1990, 5 nel 1994 e ancora 3 nel 1998)
[modifica] Cronologia presenze in Nazionale
[modifica] Palmarès
[modifica] Individuale
|
[modifica] Carriera di broadcasting
Klinsmann fu opinionista in studio, insieme ad altri giocatori quali Ruud Gullit, Steve McManaman e Alexi Lalas, così come il commentatore Martin Tyler per il reportage in lingua inglese del campionato mondiale di calcio 2010 per l'emittente ESPN[32]. Ha lavorato anche come co-commentatore per la rete televisiva tedesca RTL[33] per 9 delle partite trasmesse del Mondiale 2010.
[modifica] Note
- ^ «Coach Klinsmann sacked by Bayern». BBC Sport, 27 aprile 2009. URL consultato in data 27 aprile 2009.
- ^ (DE) «"Ich hätte Bayern zum Titel führen können"». Stern TV, 22 maggio 2009. URL consultato in data 10 febbraio 2011.
- ^ (DE) «Jürgen Klinsmann Biographie». wissen.de. URL consultato in data 10 febbraio 2011.
- ^ (DE) «Klinsi stand heulend vor mir». 11freunde.de, 15 settembre 2010. URL consultato in data 10 febbraio 2011.
- ^ Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 75f
- ^ Blickensdörfer: Jurgen Klinsmann, 1995, p. 55f
- ^ «Jürgen Klinsmann Bio». TalkFootball, 10 febbraio 2011.
- ^ Andrew Anthony. «Klinsmann: the rise...and the falls», Guardian.co.uk, 7 marzo 2004. URL consultato in data 24 marzo 2010.
- ^ Observer «Klinsmann: The rise...and the falls», guardian.co.uk, 7 marzo 2004. URL consultato in data 19 marzo 2008.
- ^ Thürmer/Götting: Jürgen Klinsmann - Vom Weltmeister zum Superstar. 1996, p. 99
- ^ «Jürgen Klinsmann Bio». Chicago Tribune, 1 giugno 1998.
- ^ Ian Ridley. «Club-by-club guide: The prospects, the players to watch, the arrivals and departures». The Independent, 13 agosto 1995.
- ^ «Brave Barnsley go down as Klinsmann saves Spurs», Agence France-Presse, 2 maggio 1998.
- ^ «Klinsmann The Player - Official Website». Official Website, 10 febbraio 2011.
- ^ a b c Dati aggiornati ad agosto 2011.
- ^ «Germany 1-1 Argentina». BBC Sport, 30 giugno 2006. URL consultato in data 3 novembre 2009.
- ^ «Germany 0-2 Italy (aet)». BBC Sport, 4 luglio 2006. URL consultato in data 3 novembre 2009.
- ^ «Germany 3-1 Portugal». BBC Sport, 8 luglio 2006. URL consultato in data 3 novembre 2009.
- ^ Klinsmann quits due to 'burned out' feeling. CBS SportsLine.com wire reports, 11 luglio 2006. URL consultato il 12 luglio 2006.
- ^ Shock for Germany - Klinsmann quits as German coach. Spiegel Online, 12 luglio 2006. URL consultato il 12 luglio 2006.
- ^ «Klinsmann quits as Germany coach», BBC Sport - World Cup 2006, 11 luglio 2006. URL consultato in data 16 luglio 2006.
- ^ Shaun Custis. «Chelsea target Juergen as boss», The Sun Online, 14 aprile 2007. URL consultato in data 19 marzo 2008.
- ^ Mike Anstead. «Jurgen in final Blues rejection», The Sun Online, 26 aprile 2007. URL consultato in data 19 marzo 2008.
- ^ Cristian Echeverría. (ES) Klinsmann heredará el Galaxy. La Opinion Digital, 25 agosto 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
- ^ «England role 'fascinates' Capello». BBC, 23 novembre 2007. URL consultato in data 19 marzo 2008.
- ^ «Jürgen Klinsmann to succeed Hitzfeld at Bayern». FC Bayern homepage, 11 gennaio 2008. URL consultato in data 19 marzo 2008.
- ^ Jürgen Klinsmann. klinsmann.com, 29 ottobre 2010. URL consultato il July 2010.
- ^ Gerry Dobson. «The candidates», sportsnet.ca, 30 ottobre 2010. URL consultato in data 9 novembre 2010.
- ^ Toronto FC Finalizes Klinsmann Deal. Toronto FC, 3 novembre 2010. URL consultato il 9 novembre 2010.
- ^ Toronto FC hires legend Klinsmann as advisor. National Post, 3 novembre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2010.
- ^ (EN) Klinsmann Named Head Coach of US Men's National Team. ussoccer.com, 29-07-2011. URL consultato il 29-07-2011.
- ^ Jürgen Klinsmann. ESPN MediaZone, 13 maggio 2010. URL consultato il 11 luglio 2010.
- ^ Fußball-WM: Klinsmann komplettiert RTL-Team. dwdl.de, 1 dicembre 2009. URL consultato il 11 luglio 2010.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Jürgen Klinsmann
[modifica] Collegamenti esterni
- Calciatori dello S.V. Stuttgarter Kickers
- Calciatori del V.f.B. Stuttgart 1893
- Calciatori del F.C. Internazionale Milano
- Calciatori dell'A.S. Monaco F.C.
- Calciatori del Tottenham Hotspur F.C.
- Calciatori del F.C. Bayern München
- Calciatori dell'U.C. Sampdoria
- Allenatori del F.C. Bayern München
- Allenatori di calcio tedeschi
- Calciatori tedeschi
- Nati nel 1964
- Nati il 30 luglio
- Calciatori campioni del mondo
- Calciatori campioni d'Europa
- Tedeschi vincitori di medaglia di bronzo olimpica
- Personalità legate a Stoccarda
- Calciatori della Nazionale tedesca