Julidochromis ornatus

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Julidochomis ornatus
Immagine di Julidochromis ornatus mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Cichlidae
Sottofamiglia Pseudocrenilabrinae
Genere Julidochromis
Specie J. ornatus
Nomenclatura binomiale
Julidochromis ornatus
Boulenger, 1898

Julidochromis ornatus (Boulenger, 1898) è un pesce osseo d'acqua dolce appartenente alla famiglia Cichlidae, endemico del lago africano Tanganica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fra le varie specie di Julidochromis certamente è la più appariscente, caratterizzata com’è da una livrea di colore arancione o avorio, con strisce orizzontali nere lungo tutto il corpo, che non supera gli 8 cm di lunghezza. I sessi sono quasi indistinguibili, anche se in genere la femmina ha una taglia minore. In commercio per gli acquari è possibile trovare anche una varietà albina.

Allevamento in acquario[modifica | modifica wikitesto]

La riproduzione di questo pesce può essere tentata anche nell’acquario di comunità, anzi molte volte per questa e per le altre specie, essa avviene all’insaputa dell’acquariofilo, che all’improvviso nota i piccoli nuotare fra le rocce, spesso sulla volta delle eventuali tane presenti. In questo caso alimentare gli avannotti è particolarmente difficoltoso, e l’unica cosa che si può tentare è quella di “spruzzare” con una cannuccia del cibo secco finissimo o dei naupli di artemia in quelle zone dell’acquario dove ne notiamo la presenza. In una vasca di una certa grandezza, comunque, in genere i piccoli se la cavano benissimo da soli, raggiungendo in 3-4 di mesi la taglia di 4-5 cm. Rispetto ad altri ciclidi del Tanganica gli Julidochromis mostrano delle cure parentali estremamente ridotte, che si riducono inizialmente nella “custodia” delle uova deposte, effettuata da entrambi i genitori (distinguibili, in genere, solo per la pupilla genitale più appuntita nella femmina, a per la sua minore taglia rispetto ala maschio). Dopo la schiusa, che avviene dopo circa 60 ore dalla deposizione, maschi e femmina “sputano” gli avannotti sulla volta della cavità in cui è avvenuta la deposizione. Degli organi adesivi posti sulla testa dei piccoli ne consente il fissaggio alla parete fino al riassorbimento del sacco vitellino, che si conclude entro circa una settimana. In questi ciclidi si può assistere sia ad una deposizione “continua” (anche ogni 10-15 giorni), con produzione di un limitato numero di uova, sia ad una intervallata nel tempo, fino a sei mesi fra una covata e l’altra, con emissione in questo caso di uova molto più numerose. In natura pare che la scelta fra le due modalità sia legata a fattori quali la disponibilità di cibo o la densità di individui in un’area circoscritta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Brichard: Book of Chiclid and All the Other Fishes of Lake Tanganyka” (1989) – T.F.H., Neptune City, NY
  • A. Konings: “Tanganyka Chiclids in their Natural Habitat” (1998) – Cichlid Press, Marsiglia
  • A. Konings: “Back to Nature. Guida ai Ciclidi del Tanganica” (1996) – Aquarium Oggi Edizioni, Bologna
  • A. Konings, H. W. Dieckoff: “Tanganyka Segrets” (1992) – Cichlid Press, Marsiglia
  • W. Staeck, H. Linke: “Ciclidi dell’Africa orientale“ (1994) – Tetra-Verlag, Merle, Germania
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