Juan Díaz Canales

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Juan Díaz Canales (Madrid, 1972) è un fumettista e sceneggiatore spagnolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sin da giovanissimo, Juan Díaz Canales inizia ad interessarsi al fumetto, interesse che aumentò e si espanse al cinema d'animazione. all'età di diciotto anni, entra in una scuola di animazione. Nel 1996 fonda, insieme ad altri tre artisti, una compagnia chiamata Tridente Animation. Attraverso questa compagnia, Canales ha lavorato con case di produzione europee ed americane, fornendo storie e sceneggiature per fumetti e film d'animazione, oltre che dirigendo serie televisive d'animazione e film animati.

Durante questo periodo incontra Juanjo Guarnido, con il quale Canales decide di creare dei fumetti basati su un investigatore privato, Blacksad. Dopo aver contattato diverse case editrici, Guarnido e Canales finalmente ottengono un contratto con l'editore francese Dargaud, e nel novembre 2000, Quelque part entre les ombres (Da qualche parte all'interno delle ombre) viene pubblicato.[1] È un grande successo sia di critica che di pubblico, e viene premiato con il Prix de la Découverte in occasione del Sierre International Comics Festival e con l'"Avenir" al Festival diLys-lez-Lannoy, rispettivamente in Svizzera e Francia. A marzo 2003 viene pubblicato il secondo albo della serie Arctic-Nation. Ancora una volta è un grande successo, che gli fa vincere il premio del pubblico ed il premio per i disegni in occasione del prestigioso festival Festival international de la bande dessinée d'Angoulême del 2004. Il terzo capitolo della saga di Blacksad, Âme Rouge (Anima rossa), viene pubblicato nel 2005 e nel 2006 viene premiato come migliore serie ad Angoulême.[2]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Blacksad, éd. Dargaud, Parigi
    1. Quelque part entre les ombres, 2000
    2. Artic Nation, 2003
    3. Âme Rouge, 2005
    4. L'enfer, le silence, 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lambiek Comiclopedia, Juanjo Guarnido.
  2. ^ (FR) Mollat libraire, Dossier : Angoulême 2006, le palmarès.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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