Joseph Pulitzer

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Cromolitografia di Joseph Pulitzer sovrapposta alla composizione di alcuni suoi giornali.
Cromolitografia di Joseph Pulitzer sovrapposta alla composizione di alcuni suoi giornali.
 
Firma di Pulitzer.
Firma di Pulitzer.
« Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri. »
(Joseph Pulitzer[1])

Joseph Pulitzer (Makó, 10 aprile 1847Charleston, 29 ottobre 1911) è stato un giornalista, editore e politico ungherese naturalizzato statunitense. Nato a Makó, in Ungheria, ed immigrato negli Stati Uniti, Pulitzer divenne un famoso giornalista ed editore. A sua memoria e per sua volontà è stato istituito un premio, il Premio Pulitzer, il più importante nel campo giornalistico, assegnato per la prima volta nel 1917, secondo proprio le volontà lasciate dal giornalista stesso scomparso pochi anni prima.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Pulitzer emigrò negli Stati Uniti d'America nel 1864, dove combatté durante la Guerra di secessione statunitense. Dopo la fine degli scontri si stabilì a St. Louis, nel Missouri, dove cominciò a lavorare per un quotidiano in lingua tedesca, il Westliche Post, nel 1868.

Alle elezioni parlamentari del Missouri, nel 1869, il Partito repubblicano lo presentò come candidato di bandiera in un collegio che i democratici consideravano blindato. Sorprendentemente fu eletto battendo il favorito candidato democratico.[2] Partecipò alla breve avventura del Partito Liberale Repubblicano,[3] ma divenne un riferimento per il Partito Democratico di cui divenne deputato nel 1885.[4]

Nel 1872, Pulitzer acquistò il Post per 3.000 dollari. Poi, nel 1878, acquistò anche il St. Louis Dispatch per 2.700 dollari, ed unì i due giornali, che divennero il St. Louis Post-Dispatch, che rimane ancora oggi il principale quotidiano della città.

Gettatosi nel mondo della finanza, nel 1883 Pulitzer acquistò anche il New York World (un giornale che stava andando in perdita di circa 40.000 dollari all'anno) per 346.000 dollari da Jay Gould. Pulitzer spostò il suo interesse verso notizie di interesse umano, scandali e sensazionalismi. Pulitzer si era posto come un ponte tra la società statunitense e gli immigrati che affollavano New York negli ultimi anni del XIX secolo. All'interno del suo giornale inserì per primo le rubriche, oggi universalmente diffuse, degli annunci commerciali (vendita case, mobili ecc). Gli immigrati vedevano nel giornale di Pulitzer un appiglio al quale aggrapparsi in un paese che non era (ancora) il loro. Nel 1885, lo stesso anno in cui sarebbe stato eletto alla Camera dei rappresentanti (l'equivalente della Camera dei deputati), assunse Richard F. Outcault per disegnare delle illustrazioni basate sulla vita quotidiana nei quartieri più poveri; la tiratura raggiunse le 600.000 copie - contro le 15.000 di quando aveva acquistato il giornale - facendo del New York World il primo quotidiano degli Stati Uniti.

Nel 1887, iniziò a lavorare al World la famosa giornalista investigativa Nellie Bly. L'editore del rivale New York Sun attaccò Pulitzer sul suo giornale, chiamandolo nel 1890 "l'ebreo che ha abbandonato la sua religione" (il padre di Pulitzer era ebreo, la madre era di religione cattolica, mentre sua moglie, Kate Davis, episcopale). La mossa, che aveva lo scopo di allontanare da Pulitzer i lettori di fede ebraica, aggravò la salute dell'editore già non in ottime condizioni, e lo costrinse a lasciare la direzione del giornale, di cui mantenne, però, il controllo finanziario.

Nel 1895, William Randolph Hearst acquistò il New York Journal, avviando una battaglia giornalistica contro il World di Pulitzer. Questa competizione con Hearst, in particolar modo prima e dopo la Guerra ispano-americana, legò il nome di Pulitzer a un giornalismo caratterizzato da sensazionalismi o speculazioni scandalistiche. Nel 1896, il World inaugurò un supplemento a colori, un'innovazione assoluta per l'epoca.

Il World denunciò uno scandalo che riguardava un pagamento fraudolento di 40 milioni di dollari dagli Stati Uniti alla French Panama Canal Company nel 1909, e Pulitzer venne denunciato da Theodore Roosevelt e John Pierpont Morgan. La corte lasciò cadere le accuse, decretando un'importante vittoria per la libertà di stampa.

Nel 1892, Pulitzer propose al presidente della Columbia University, Seth Low, di istituire una scuola di giornalismo e si offrì come finanziatore del corso. Sarebbe stata la prima scuola di giornalismo al mondo. L'università inizialmente rifiutò la proposta ed il denaro, ma nel 1902 il nuovo presidente della Columbia, Nicholas Murray Butler, accolse la richiesta. Ma il progetto venne realizzato solamente dopo la morte di Pulitzer, che non poté ammirare il proprio sogno realizzato. Nel suo testamento, Pulitzer donò 2 milioni di dollari all'università, che portarono alla creazione nel 1912 della Scuola di studi avanzati di giornalismo; essa non fu tuttavia la prima scuola di giornalismo al mondo, essendo stata preceduta dall'Università del Missouri.

Nel 1917 venne assegnato il primo Premio Pulitzer, in ottemperanza delle volontà di Pulitzer; la scuola di giornalismo da lui voluta rimane ancora oggi la più prestigiosa degli Stati Uniti.

Joseph Pulitzer morì mentre si trovava a bordo del suo yacht nel porto di Charleston, South Carolina, nel 1911. È sepolto al Cimitero di Woodlawn a New York (nel quartiere del Bronx).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citato in Loris Mazzetti, La macchina delle bugie, BUR, 2010, p. 9.
  2. ^ [1]
  3. ^ Joseph Pulitzer (American newspaper publisher) - Encyclopedia Britannica
  4. ^ Joseph Pulitzer, former U.S. Representative for New York's 9th Congressional District - GovTrack.us

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Brian, Denis. Pulitzer: A Life (2001)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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