José Mourinho

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José Mourinho
Mourinho Madrid.jpg
José Mourinho al Real Madrid
Dati biografici
Nome José Mário dos Santos Mourinho Félix
Paese {{{PaeseNascita}}}
Nazionalità bandiera Portogallo
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza 174[1] cm
Peso {{{Peso}}} kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Società
Squadra 600px Bianco viola reale.png Real Madrid
Ritirato 1987 - calciatore
Carriera
Giovanili
1978-1979
1979-1981
União de Leiria.svg União Leiria
Belenenses.svg Belenenses
Squadre di club1
1981-1982 600px Verde e Bianco (Strisce)2.png Rio Ave 16 (2)
1982-1983 Belenenses.svg Belenenses 16 (2)
1983-1985 600px Amaranto.svg Sesimbra 35 (1)
1985-1987 600px Nero e Bianco (Strisce).png Comércio e Indústria 27 (8)
Nazionale
Carriera da allenatore
1981-1982 600px Verde e Bianco (Strisce)2.png Rio Ave Assistente
1987-1988 600px Verde e Bianco (Strisce)2.png Vitória Setúbal Allievi
1988-1992 600px Rosso, Bianco e Verde con bordo e stella Dorati.png Estrela Amadora Assistente
1994-1996 600px Bianco e Blu a Strisce con FCP.png Porto Vice
1996-2000 600px Catalano azulgrana.png Barcellona Vice
2000 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica
2001 União de Leiria.svg União Leiria
2001-2004 600px Bianco e Blu a Strisce con FCP.png Porto
2004-2007 600px Azzurro e Bianco con Leone, Staffa.svg Chelsea
2008-2010 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter
2010- 600px Bianco viola reale.png Real Madrid
Incontri disputati
Palmarès
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 24 giugno 2011

José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho (IPA: /ʒuˈzɛ moˈɾiɲu/; Setúbal, 26 gennaio 1963), è un ex calciatore e allenatore di calcio portoghese, attualmente alla guida del Real Madrid.

Figlio dell'ex calciatore Félix Mourinho (portiere del Vitória Setúbal e Belenenses), è soprannominato The Special One, come lui stesso si definì durante la sua prima conferenza stampa al Chelsea.[2]

Personaggio molto controverso, è spesso al centro di polemiche per il suo carattere spavaldo,[3] ma il suo valore tecnico è riconosciuto:[4] per tre volte, di cui due consecutive, 2004, 2005 e 2010, è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall'IFFHS, l'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio;[5] nel 2009 si è invece classificato terzo dietro a Josep Guardiola e ad Alex Ferguson.[6][7] Nel 2010 si piazza terzo dietro a Arsène Wenger e Alex Ferguson come Allenatore del decennio (dal 2000 al 2010).[8] Ha inoltre vinto il Pallone d'oro tra gli allenatori[9][10] e la Panchina d'oro nel 2010.[11]

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Giocatore

Mourinho da giovane ha tentato di intraprendere la carriera di calciatore, come difensore. Ha militato nelle giovanili dell'União Leiria[12] e in quelle del Belenenses;[12] nel 1981 ha poi seguito il padre allenatore al Rio Ave e si è iscritto all'ISEF di Lisbona.[13] Nel 1982 è tornato con il padre allenatore al Belenenses. Dal 1983 al 1985 ha giocato nel Sesimbra. Infine, dal 1985 al 1987 ha militato nel Comercio-Industria di Setubal.[14]

All'età di 24 anni, visti i risultati carenti, si è ritirato per prepararsi alla carriera di allenatore, iniziando ad allenare i suoi amici. Mourinho ha dichiarato di essere stato assistente di suo padre ai tempi del Rio Ave, incaricato di andare a visionare le squadre avversarie.[15]

Inizia così la sua carriera come professore di educazione fisica, proseguita per 5 anni.[16] In quel periodo ha allenato squadre giovanili presso le varie scuole dove insegnava a Sètubal. Inoltre, ha partecipato a corsi tenuti in Scozia.[13]

Mourinho ha lavorato anche con ragazzi affetti da problemi motori e mentali, come dichiarato da lui stesso in una recente intervista a Christian Panucci di Sky Sport.

[modifica] Allenatore

[modifica] Esordi

La sua avventura da allenatore incomincia nel 1987, allenando gli "Allievi" del Vitória Setúbal.[13][17] Nel 1988 viene chiamato dall'Estrela Amadora in veste di assistente tecnico di João Alves, vincendo la Coppa di Portogallo nel 1990 con gol in finale di Paulo Bento. Nel luglio 1992 diventa interprete per l'allenatore inglese Bobby Robson allo Sporting Lisbona;[18] in seguito lo stesso Robson lo vuole come suo vice al Porto.[19] In due anni vincono una Coppa di Portogallo e due campionati.

Ancora Bobby Robson lo porta ad avere la possibilità di allenare come tecnico nel 1996, chiamandolo al Barcellona come suo vice.[17][20][21] La stagione si conclude con i successi in Coppa di Spagna, Coppa delle Coppe, e Supercoppa di Spagna. Mourinho il 28 giugno 1997, durante i festeggiamenti della Coppa di Spagna, prende il microfono e urla al pubblico "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore".[21] Quando Robson diventa dirigente del Barça nell'estate successiva, Mourinho decide di rimanere in Catalogna; sulla panchina del Barcellona arriva l'olandese Louis van Gaal, che decide di continuare ad avvalersi del tecnico portoghese come allenatore della seconda squadra. Nel 1998 vincono il campionato, la Coppa di Spagna e la Supercoppa europea; nel 1999 la squadra si confermerà campione di Spagna.

Il 16 maggio 2000 van Gaal gli permette di guidare la squadra blaugrana nella finale della Copa Catalunya; il Barcellona batte il Mataro 3-0 e Mourinho vince quindi il suo primo trofeo.[22][23]

[modifica] Benfica e União Leiria

La possibilità di diventare un allenatore di primo livello arriva nel settembre del 2000, quando Mourinho lascia il Barcellona e viene chiamato da Eladio Parames, allora dirigente e ora suo portavoce[24][25], alla guida del Benfica sostituendo l'esonerato Jupp Heynckes. Proprio nella prima parte della stagione consegue una vittoria per 3-0 contro i rivali dello Sporting. Il 5 dicembre, si dimette dall'incarico dopo sole nove partite di campionato a causa del cambio di presidenza del club.[15] Nel gennaio 2001 si accasa così all'União Leiria, conducendo la squadra prima al 5º posto nel 2001 (la posizione più alta mai raggiunta dal club) e poi al terzo posto nel dicembre del campionato 2001-2002 prima di passare al Porto (a fine campionato senza di lui la squadra arriverà settima).[15]

[modifica] Porto

Nel dicembre 2001 viene ingaggiato dal Porto[15] per sostituire Octávio Machado; nella parte restante della stagione 2001-2002, con André Villas Boas come assistente, porta la squadra al terzo posto in classifica con conseguente qualificazione alla Coppa UEFA 2002-2003. All'inizio della stagione successiva decide di puntare su tutti giocatori portoghesi come Vítor Baía, Ricardo Carvalho, Costinha, Deco e Hélder Postiga, richiamando inoltre in squadra, dopo il periodo di sei mesi in prestito al Charlton Athletic, il capitano Jorge Costa. La stagione vede Mourinho conquistare la sua prima Primeira Liga portoghese, con la squadra che fa segnare un record di 27 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte e 11 punti di vantaggio sul Benfica secondo; ad aggiungersi al titolo nazionale arrivano anche la Coppa del Portogallo, con la vittoria in finale sulla sua ex squadra, l'União Leiria, e soprattutto il primo trofeo europeo, la Coppa UEFA, vinta a Siviglia in finale 3-2 contro gli scozzesi del Celtic Glasgow.

La stagione 2003-2004 inizia quindi con la vittoria nella Supercoppa portoghese (1-0 sull'União Leiria) e la sconfitta nella Supercoppa europea contro il Milan per 1-0. Il Porto si aggiudica comunque il suo ventesimo titolo nazionale, vinto con cinque giornate d'anticipo, e raggiunge la finale di Coppa del Portogallo perdendo però il trofeo. L'annata viene comunque caratterizzata dalla storica vittoria in Coppa dei Campioni, diciassette anni dopo la prima: i "Dragoni" si impongono per 3-0 sui francesi del Monaco nella finale giocata all'Arena AufSchalke di Gelsenkirchen. Durante le celebrazioni post partita Mourinho però abbandona, inspiegabilmente e visibilmente turbato, il palco allestito per la festa al centro del campo. L'allenatore, in seguito, ha spiegato che era turbato per alcune minacce di morte ricevute la settimana prima della finale da alcuni elementi della tifoseria del Porto in seguito alle voci di un suo trasferimento sulla panchina del Chelsea.[26] In questa stagione ha adottato il 4-3-3 in campionato e il 4-4-2 in coppa con Deco in posizione di trequartista dietro alle punte Carlos Alberto e Benni McCarthy (o Derlei).[15]

[modifica] Chelsea

Mourinho nel periodo inglese
« Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bellissima sedia blu, una Champions in bacheca, Dio e dopo Dio il sottoscritto.[27] »
(José Mourinho, allora tecnico del Chelsea, in una delle prime conferenze stampa.)

Nel 2004 viene ingaggiato dall'ambizioso presidente del Chelsea, Roman Abramovič, come nuovo tecnico del club, sempre con André Villas Boas assistente. Al suo primo anno sulla panchina dei Blues va a vincere la Premier League (titolo che al club mancava da cinquant'anni) con 95 punti e una sola sconfitta all'attivo in campionato. Il suo Chelsea si aggiudica poi la Carling Cup, battendo per 3-2 i rivali del Liverpool, mentre ha meno fortuna in FA Cup e in Coppa dei Campioni: in FA Cup i blues devono arrendersi al Newcastle United, in Europa vengono eliminati dal Liverpool, in semifinale.

Nel 2005-2006 Mourinho conquista la Community Shield battendo l'Arsenal per 2-1 ad inizio stagione e rivince nuovamente la Premier League per il secondo anno consecutivo, mentre in Coppa dei Campioni non va oltre gli ottavi di finale, eliminato dal Barcellona. Nella stagione 2006-2007 il suo Chelsea resta in lizza per quasi tutti gli obiettivi fino alle fasi finali della stagione. Il portoghese riuscirà, però, a conquistare soltanto la FA Cup contro i Red Devils del Manchester United e la Coppa di Lega contro l'Arsenal. Sarà battuto in campionato dal Manchester United ed eliminato nelle semifinali di Coppa dei Campioni dal Liverpool, dopo i calci di rigore.

Dopo un inizio di campionato altalenante ed un pareggio con la squadra norvegese del Rosenborg nella prima partita della Champions League 2007-2008, il 20 settembre 2007 viene esonerato dal Chelsea e risolve di comune accordo con la società il proprio contratto. Alla base dell'esonero ci sarebbe un rapporto, nell'ultimo periodo, non ottimale con il presidente.[28] Lo sostituisce Avraham Grant.

[modifica] Inter

[modifica] Stagione 2008-2009
Mourinho sulla panchina dell'Inter

Il 2 giugno 2008 Mourinho viene assunto come allenatore dell'Inter, società con la quale firma un contratto triennale da 10 milioni di euro l'anno.[29][30] Come suo vice sceglie Giuseppe Baresi e come assistenti i fidi Rui Faria e André Villas Boas[31]. L'era Mourinho all'Inter si apre subito con la vittoria di un trofeo: il 24 agosto 2008, infatti, l'Inter vince la Supercoppa italiana battendo la Roma per 8-7 ai calci di rigore dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2. Con questo trofeo Mourinho può annoverare nel suo palmarès personale le supercoppe di tre paesi diversi: Portogallo, Inghilterra e Italia. Alla fine della partita il tecnico di Setubal dedicherà il trofeo al precedente tecnico dell'Inter, Roberto Mancini.

Alla guida dell'Inter, dopo l'eliminazione in Champions agli ottavi di finale per mano del Manchester United di Ferguson, conquista lo scudetto 2008-2009 con due giornate d'anticipo, battendo 3-0 il Siena al Meazza (in realtà la certezza matematica è arrivata la sera precedente, nell'anticipo dove il Milan aveva perso con l'Udinese), il quarto consecutivo della compagine nerazzurra. Diventano quindi cinque i campionati da lui conquistati, oltre ai due con il Porto in Portogallo e ai due col Chelsea in Inghilterra. Il 25 maggio, al termine della stagione, prolunga il contratto con l'Inter di un ulteriore anno, portando quindi la scadenza al giugno 2012.[32]

[modifica] Stagione 2009-2010
Mourinho nella conferenza stampa pre CSKA Mosca-Inter di UEFA Champions League 2009-2010

La stagione 2009-2010 inizia con la sconfitta per 2-1 contro la Lazio nella Supercoppa italiana disputata a Pechino. Il finale di stagione però sarà ricco di successi: nell'arco di tre settimane realizza uno storico treble conquistando il campionato, la Coppa Italia e la Champions League consentendo così all'Inter di essere la prima squadra italiana a raggiungere questo traguardo. Nello specifico la Coppa Italia viene conquistata il 5 maggio all'Olimpico battendo per 1-0 la Roma; lo scudetto viene assegnato il 16 maggio al termine della gara decisiva vinta per 1-0 contro il Siena, Mourinho inoltre chiude il torneo portando a 136 gare consecutive la sua imbattibilità casalinga in campionato (sommando anche le precedenti esperienze con Porto e Chelsea);[33] il 22 maggio, infine, il tecnico portoghese guida i nerazzurri alla vittoria in Coppa dei Campioni, 45 anni dopo l'ultimo successo, grazie al 2-0 (con doppietta di Milito) sul Bayern Monaco nella finale del Santiago Bernabéu. Con quest'ultimo successo il tecnico portoghese diventa il terzo allenatore, dopo Ernst Happel e Ottmar Hitzfeld, a vincere due Champions League con due club diversi.[34] Al termine della stagione chiude la sua esperienza in Italia trasferendosi in Spagna.

[modifica] Real Madrid

Il 28 maggio 2010 il Real Madrid ufficializza così l'ingaggio del tecnico portoghese tramite una nota sul proprio sito ufficiale.[35] Per assicurarsi Mourinho, il club madrileno onorerà la clausola rescissoria prevista dal contratto,[36] versando nelle casse interiste un indennizzo in denaro.[37][38] L'allenatore si lega al club castigliano per quattro anni, con un contratto in scadenza nel giugno 2014.[39] Tre giorni dopo al Bernabéu, il 31 maggio, viene presentato ufficialmente alla stampa.[40]

Il 10 gennaio 2011 a Zurigo, durante la cerimonia per la premiazione del Pallone d'oro 2010, gli viene conferito il Pallone d'oro tra gli allenatori.[9][10]

« La gente pensa che il calcio sia solo possesso palla, io penso invece col lavoro difensivo e l'occupazione degli spazi. Mi hanno definito un allenatore da titoli e non un allenatore di calcio. Ma a me piace. Amo vincere. Sono contento di aver vinto le coppe nazionali in quattro paesi diversi: nel mio paese, in Portogallo, poi la coppa di Spagna, la coppa Italia e la FA Cup. Tre coppe nei paesi calcistici più importanti d'Europa.[41] »
(José Mourinho dopo la vittoria sul Barcellona in Coppa del Re)

Il 20 aprile conquista il suo primo titolo alla guida dei blancos vincendo la Coppa del Re contro i rivali del Barcellona a distanza di 18 anni dall'ultima vittoria del Real Madrid in questa competizione. A segnare il gol decisivo è stato il suo connazionale Cristiano Ronaldo al minuto 103 dei tempi supplementari. Dalla Champions League viene eliminato una settimana dopo in semifinale proprio dai catalani e nella Liga si piazza secondo con 92 punti sempre dietro al Barcellona di quattro punti. Il tema predominante del primo anno di Josè Mourinho al Real Madrid è però il suo rapporto difficile e i suoi continui contrasti con il direttore generale Jorge Valdano. Il 25 maggio 2011, a stagione finita, il presidente Florentino Perez licenzia Valdano, scegliendo così non solo di confermare ma anche di dar pieno potere a Mourinho, che diviene una sorta di manager all'inglese.[42][43]

Il 7 dicembre, vincendo l'ultima gara del girone di Champions League per 0-3 in casa dell'Ajax, raggiunge le 15 vittorie consecutive eguagliando così il record di Miguel Muñoz della stagione 1960-61.[44] In precedenza con il Porto era invece arrivato fino a 10 vittorie consecutive.[45]

[modifica] Controversie

[modifica] Porto

Dopo una partita terminata 1-1 tra Sporting Lisbona e Porto strappa dalle mani di Vítor Baía la maglia di Rui Jorge, centrocampista dello Sporting ed ex compagno di squadra, che il portiere aveva ottenuto dando al suo avversario la propria a fine partita. Mourinho non voleva che i suoi giocatori fraternizzassero troppo coi rivali.[46]

[modifica] Chelsea

Mourinho ai tempi del Chelsea

La carriera di Mourinho è stata caratterizzata da episodi controversi; nel marzo 2005, durante la gara Chelsea-Barcellona accusò l'arbitro svedese Anders Frisk e l'allora allenatore del Barcellona Frank Rijkaard di aver violato le norme FIFA in quanto visti a parlare durante l'intervallo. L'arbitro disse che Rijkaard aveva cercato di parlare con lui, ma insistette a mandarlo via. Dopo la gara e dopo le dichiarazioni di Mourinho, Frisk ricevette alcune minacce di morte da parte degli inglesi e in seguito decise di ritirarsi dall'attività.[47][48] Volker Roth, capo della commissione arbitri dell'UEFA definì Mourinho "un nemico del calcio" e al termine dell'indagine venne squalificato per 2 giornate e condannato al pagamento di una multa.[49]

Il 2 giugno dello stesso anno venne multato di 200.000 sterline da parte della FA (pena ridotta a 75.000 sterline in appello) per aver avuto un incontro con Ashley Cole, all'epoca giocatore dell'Arsenal, nel gennaio 2005, violando le norme interne della Premier League.[50] Nello stesso anno definì l'allenatore dell'Arsenal Arsène Wenger voyeur, dicendo che il francese aveva una grossa ossessione per il Chelsea. Wenger, irritato, intraprese un'azione legale nei confronti di Mourinho ma successivamente il rapporto tra i due si riappacificò.[51]

Dopo la gara Chelsea-Everton del 17 dicembre 2006 definì il giocatore Andy Johnson "inaffidabile", per aver causato l'infortunio del portiere Hilário. L'Everton minacciò un'azione legale invitando Mourinho a scusarsi, cosa che poi ha fatto.[52]

[modifica] Inter

José Mourinho nel 2009

Il 5 marzo 2009, il procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito Mourinho per le dichiarazioni rilasciate agli organi d'informazione dopo il contestato 3-3 della partita Inter-Roma (1º marzo 2009) in cui ha espresso «giudizi lesivi della reputazione della classe arbitrale e delle Istituzioni federali nel loro complesso». Oltre ad essere stato punito con una multa di 10 000 euro, la Procura della FIGC ha deferito per responsabilità oggettiva (artt. 4 comma 2 e 5 comma 2) anche la società Inter.[53]

Il 21 settembre 2009, il giudice sportivo squalifica per un turno di campionato Mourinho, espulso al 58º della gara contro il Cagliari per aver protestato per la presunta mancata ammonizione ad Astori per un intervento falloso su Balotelli. Il portoghese «ha contestato platealmente una decisione arbitrale e indirizzato reiteramente pesanti insulti al direttore di gara». Al tecnico è stata anche inflitta un'ammenda di 15.000 euro.[54][55]

Dopo la lite con un giornalista del Corriere dello Sport al termine di Atalanta-Inter del 13 dicembre 2009, la Federcalcio lo ha deferito alla commissione disciplinare per violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva per «aver espresso, nei confronti del giornalista sportivo Andrea Ramazzotti, frasi ingiuriose» e averlo «afferrato per gli avambracci». Per responsabilità oggettiva è stata deferita anche l'Inter.[56] Mourinho aveva ammesso gli insulti, negando però che si fosse arrivati al contatto fisico.[57] La Commissione Disciplinare della Federcalcio lo ha multato di 13 000 euro.

Dopo la partita Inter-Sampdoria terminata 0-0, il 22 febbraio 2010 il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha deciso di squalificarlo per tre giornate «per avere contestato ripetutamente l'operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando le manette; per avere inoltre, nell'intervallo, rivolto all'arbitro ed agli assistenti espressioni ingiuriose e per avere, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale». Al portoghese è stata anche inflitta un'ammenda di 40.000 euro.[58][59]

[modifica] Real Madrid

Il 23 novembre 2010 durante la partita contro l'Ajax, penultima giornata del girone di UEFA Champions League 2010-2011, fa volontariamente espellere prima Xabi Alonso e poi Sergio Ramos negli ultimi minuti della partita, in maniera che saltino l'ultima partita del girone contro l'Auxerre e non risultino diffidati nella prima partita degli ottavi, provocando malumori nel calcio europeo ed internazionale, al punto da far aprire un'inchiesta dall'UEFA per "condotta impropria".[60] L'esito dell'inchiesta: una giornata di stop per l'allenatore e multa per tutti i protagonisti. Oltre al turno di stop in Champions League l’allenatore portoghese riceverà un'altra giornata di squalifica se in un periodo di tre anni ripeterà comportamenti antisportivi. A Mourinho è stata inflitta anche un’ammenda di 40.000 euro mentre sono stati puniti anche i giocatori interessati nella vicenda: ammende di 20.000 euro a Xabi Alonso e Sergio Ramos, 10.000 euro ad Iker Casillas (uno dei suggeritori), 5.000 euro al portiere Jerzy Dudek (il primo a ricevere il messaggio da Mourinho) e un'ammenda di 120.000 euro al Real Madrid.[61] Il 26 febbraio 2011 all'aeroporto de La Coruña ha rischiato di essere accoltellato da un tifoso del Deportivo, come riferito dalla testata giornalistica Cadenaser. L'agguato è stato però sventato dalla guardia del corpo di Mourinho, ferito dall'arma mentre proteggeva il portoghese intento a firmare autografi.[62] Il 5 marzo in conferenza stampa Mourinho conferma l'accaduto e dichiara di non essersi accorto di nulla e di non aver paura per nessun motivo.[63][64] Il 27 aprile, dopo Real Madrid-Barcellona della semifinale di Champions League persa per 2-0 in casa con numerose polemiche per l'espulsione di Pepe e dello stesso Mourinho, il portoghese ha accusato, nella conferenza stampa dopo la gara, il Barcellona di essere stato favorito dall'arbitro Wolfgang Stark. In seguito a queste dichiarazioni Mourinho è stato deferito dalla commissione disciplinare dell'UEFA secondo l'articolo 5 sui principi di condotta ed è stata aperta anche un'inchiesta sui fatti accaduti.[65]. Inoltre il Barcellona ha deciso di querelare il tecnico davanti all'UEFA[66][67]. Il Real Madrid ha subito reagito difendendo Mourinho[68] ed evidenziando i presunti errori dell'arbitro Wolfgang Stark e indicando delle simulazioni di giocatori del Barcellona[69]. Il 17 agosto 2011 al termine della finale di ritorno della Supercoppa di Spagna, conquistata dal Barcellona ai danni del Real Madrid, si scatena una rissa in campo, durante la quale Mourinho infila un dito nell'occhio del vice di Guardiola, Tito Vilanova, venendo immortalato dalle telecamere[70]. Il 7 ottobre seguente viene così squalificato per le prossime due partite di Supercoppa di Spagna mentre Vilanova viene squalificato per una partita.[71]

Il resoconto delle squalifiche di Mourinho ammonta a venti partite saltate in carriera e oltre 800 000 euro di multe.[71]

[modifica] Tipologie di allenamento

José Mourinho collabora fin dai tempi del Porto con Rui Faria, preparatore atletico. I suoi metodi di allenamento, considerati rivoluzionari e poco convenzionali rispetto agli approcci classici, hanno suscitato la curiosità di diversi addetti ai lavori. Le sedute di allenamento prevedono l'abolizione della preparazione atletica tradizionale separata da quella tecnica, con una particolare enfasi posta verso i princípi e i sottoprincipi di gioco e la loro introiezione gerarchizzata. Sebbene il metodo di allenamento possa apparire simile all'approccio integrato tradizionale, composto da allenamenti svolti esclusivamente attraverso l'uso del pallone, l'allenamento di Mourinho e Rui Faria si differenzia nel porre l'accento sull'aspetto prettamente tecnico e mentale.[72] L'analisi di questo tipo di approccio è stata sviscerata da alcuni studenti universitari portoghesi, nella pubblicazione Mourinho. Questione di Metodo,[73] la cui presentazione è a cura dello stesso Rui Faria.

[modifica] Statistiche

José Mourinho

Statistiche aggiornate al 26 febbraio 2012

Squadra Naz dal al Record
G V P S Vittorie %
Benfica Bandiera del Portogallo 20 settembre 2000 5 dicembre 2000 &&&&&&&&&&&&&011.&&&&&011 &&&&&&&&&&&&&&06.&&&&&06 &&&&&&&&&&&&&&03.&&&&&03 &&&&&&&&&&&&&&02.&&&&&02 &&&&&&&&&&&&&054.55000054,55
União Leiria Bandiera del Portogallo 1 gennaio 2001 20 gennaio 2002 &&&&&&&&&&&&&020.&&&&&020 &&&&&&&&&&&&&011.&&&&&011 &&&&&&&&&&&&&&05.&&&&&05 &&&&&&&&&&&&&&04.&&&&&04 &&&&&&&&&&&&&055.&&&&&055,00
Porto Bandiera del Portogallo 23 gennaio 2002 26 maggio 2004 &&&&&&&&&&&&0127.&&&&&0127 &&&&&&&&&&&&&088.&&&&&088 &&&&&&&&&&&&&024.&&&&&024 &&&&&&&&&&&&&015.&&&&&015 &&&&&&&&&&&&&069.29000069,29
Chelsea Bandiera dell'Inghilterra 2 giugno 2004 20 settembre 2007 &&&&&&&&&&&&0185.&&&&&0185 &&&&&&&&&&&&0131.&&&&&0131 &&&&&&&&&&&&&036.&&&&&036 &&&&&&&&&&&&&018.&&&&&018 &&&&&&&&&&&&&070.81000070,81
Inter Bandiera dell'Italia 2 giugno 2008 28 maggio 2010 &&&&&&&&&&&&0108.&&&&&0108 &&&&&&&&&&&&&068.&&&&&068 &&&&&&&&&&&&&025.&&&&&025 &&&&&&&&&&&&&015.&&&&&015 &&&&&&&&&&&&&062.96000062,96
Real Madrid Bandiera della Spagna 31 maggio 2010 &&&&&&&&&&&&&097.&&&&&097 &&&&&&&&&&&&&074.&&&&&074 &&&&&&&&&&&&&013.&&&&&013 &&&&&&&&&&&&&010.&&&&&010 &&&&&&&&&&&&&076.29000076,29
Totali &&&&&&&&&&&&0548.&&&&&0548 &&&&&&&&&&&&0378.&&&&&0378 &&&&&&&&&&&&0106.&&&&&0106 &&&&&&&&&&&&&064.&&&&&064 &&&&&&&&&&&&&068.98000068,98

Dal 23 febbraio 2002 (sconfitta del suo Porto contro il Beira Mar per 2-3) al 2 aprile 2011 (sconfitta del Real Madrid contro lo Sporting Gijon per 0-1), Mourinho ha collezionato una lunga serie di risultati utili consecutivi in gare casalinghe di campionato: ben 150 (125 vittorie e 25 pareggi), tra Porto (38), Chelsea (60), Inter (38) e Real Madrid (14).[74]

Il portoghese è diventato il primo tecnico ad aver vinto quattro coppe nazionali in altrettanti paesi: Portogallo (con il Porto nel 2003), Inghilterra (Chelsea nel 2007), Italia (Inter nel 2010) e Spagna (Real Madrid nel 2011). E Mourinho si conferma l'uomo delle finali secche: 12 vittorie su 18 disputate.[75]

Dal 2003 al 2011, fatta eccezione per la stagione 2007-2008 in cui non ha di fatto allenato, le sue squadre hanno vinto almeno un titolo ogni anno.

[modifica] Vita privata

È sposato dal 1989 con Matilde "Tami" (nata nell'ex colonia portoghese dell'Angola). Ha due figli: Matilde jr., nata nel 1996, e José jr., nato nel 2000[76]. Quest'ultimo gioca come portiere nel Canillas, una filiale del Real Madrid nella quale giocano anche Theo, il figlio minore di Zidane, e Ronald, figlio undicenne di Ronaldo.[77]

[modifica] Palmarès

[modifica] Allenatore

[modifica] Competizioni nazionali

Porto: 2002-2003, 2003-2004
Porto: 2002-2003
Porto: 2003
Chelsea: 2004-2005, 2005-2006
Chelsea: 2006-2007
Chelsea: 2004-2005, 2006-2007
Chelsea: 2005
Inter: 2008-2009, 2009-2010
Inter: 2008
Inter: 2009-2010
Real Madrid: 2010-2011

[modifica] Competizioni internazionali

Porto: 2003-2004
Inter: 2009-2010
Porto: 2002-2003

[modifica] Individuale

2003, 2004
2003, 2004
2004, 2005, 2006, 2010
2004, 2005, 2010
2004, 2005, 2010
2004, 2005, 2006, 2010
2005
  • BBC Sports Personality of the Year Coach Award: 1[80]
2005
2005, 2006
Migliore allenatore: 2009, 2010
2009-2010
2010
2010
  • Miglior allenatore nel mondo AIPS (International Sports Press Association): 1[82]
2010

[modifica] Note

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