Jophiel

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« Egli è la Luce.

Egli è la Verità. Egli è la Via. »

L'arcangelo Jophiel (dall'ebraico יופיאל ovvero La Bellezza di Dio ) conosciuto anche come Iophiel, Iofiel, Jofiel, Yofiel (Bellezza divina); Youfiel e Zophiel (Dio è la mia roccia). Associato ai sette arcangeli dall'anonimo scrittore Pseudo-Dionigi già secoli dopo la stesura del Libro di Enoch il quale per primo cita il numero di arcangeli esistenti.

Significato nella cultura ebraica e nella Cabala[modifica | modifica sorgente]

Jophiel viene citato nelle scritture ebraiche come compagno dell'angelo Metatron (un principe della Divina provvidenza) e come uno dei capi della schiera angelica dei Cherubini.

Un altro possibile nome di Jophiel è Dina, che fu un cabalistico guardiano della Torah.

Nella cultura cristiana[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura cristiana non viene mai menzionato il suo nome, ma alcune fonti[non chiaro] sostengono che fu lui a guidare Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden.

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

In Angelo di amore e luce viene descritto come l'Arcangelo protettore di artisti e di illuminazione. Egli insegna la coscienza esterna il potere della luce all'interno di sé stessi. È anche descritto come luce di saggezza, illuminazione e costanza.

« Lui agita i sentimenti cun un'Irradiazione di Luce dentro l'aspirazione per le cose spirituali. Aiuta ad assorbire le informazioni, per studiare e superare le prove, la dissoluzione dell'ignoranza, dell'orgoglio, e della ristrettezza di vedute, e della corruzione di governi e corporazioni. Jophiel aiuta nella lotta contro l'inquinamento, ripulisce il nostro pianeta e porta agli uomini il dono della Bellezza. Inoltre egli provvede all'ispirazione del pensiero artistico e intellettuale, tramite la creazioni di progetti artistici che ci permettono di vedere le cose belle che ci circondano. »
(Maria Gowen Brooks.)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Pseudo-Dionigi