Jonathan degli orsi

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Jonathan degli orsi
Titolo originale Jonathan degli orsi
Lingua originale inglese
Paese di produzione Italia, Russia
Anno 1993
Durata 88 min
Colore colore
Audio dolby
Rapporto 1,85 : 1
Genere azione, western
Regia Enzo G. Castellari
Soggetto Lorenzo De Luca, Franco Nero
Sceneggiatura Enzo G. Castellari, Lorenzo De Luca
Produttore Franco Nero, Vittorio Noia, Aleksandr Shkodo
Produttore esecutivo Cesare Noia, Gabriel Safarian
Casa di produzione Project Campo J.V., Silvio Berlusconi Communications, Viva Cinematografica
Fotografia Mikhail Agranovich
Montaggio Alberto Moriani
Effetti speciali Celeste Battistelli, Pavel Terekhov
Musiche Aleksandr Belyayev, Fabio Costantino, Clive Riche, Knifewing Segura
Scenografia Marco Dentici, Marksen Gaukhman-Sverdlov
Costumi Paola Nazzaro
Interpreti e personaggi

Jonathan degli orsi è un film del 1993 diretto da Enzo G. Castellari. Inizialmente intitolato da Franco Nero Nikita Jones, il film ebbe poi il suo effettivo titolo dal co-autore dello script Lorenzo De Luca, esperto del cinema di genere qui al suo debutto nel cinema e già autore di C'era una volta il western italiano, 1987, primo libro in Italia dedicato al genere. Jonathan degli orsi è stato prodotto e filmato in Russia con il titolo Месть - белого индейца (Vendetta dell'Indiano Bianco).[1]


Trama[modifica | modifica sorgente]

Nord America. Jonathan Kowalsky, divenuto orfano a 6 anni quando si vede uccidere i genitori cercatori d'oro, fa amicizia con un cucciolo di orso bruno e viene adottato da Tawanka, capo degli indiani Dakota.

Divenuto adulto lascia il villaggio, inizia a vendicare i genitori e durante il suo viaggio ha modo di opporsi a tutte le forme di discriminazione e sopruso, decide quindi di ritornare alla tribù quando capisce che sta diventando come quelle persone che cerca di combattere. Capisce che non c'è un luogo sulla terra che sia esente dalla malvagità dell'uomo ed il nemico da affrontare non è più esterno, ma nel suo cuore. Nel suo ritorno, salva il suo orso da dei cacciatori ed ordina loro di andarsene. Questi ritornano con un gruppo di uomini capeggiati da Maddock, con lo scopo di uccidere Jonathan. Dopo uno scontro al cimitero indiano, Jonathan raggiunge la sua vecchia tribù e scopre che è governata da Chatow, suo fratello adottivo. Si sposa con la squaw Shaya e nei mesi successivi Maddock viene ucciso dal petroliere Fred Goodwin, che prende potere nella città.

Goodwin conosce la zona e vuole impossessarsi dei grandi giacimenti petroliferi situati nella riserva indiana e porta allo scontro le due fazioni. Gli uomini di Goodwin attaccano il villaggio indiano, ma vengono per la maggior parte intrappolati ed uccisi. Shaya viene rapita da alcuni sbandati, Jonathan riesce a liberarla, ma finisce per essere catturato mentre protegge la sua fuga. Viene legato ad un palo della chiesa ed appeso come crocifisso, fino a quando un afroamericano al soldo di Goodwin comprende la sua lotta a difesa degli indiani e degli sventurati. In chiesa avviene lo scontro finale, mentre Chatow uccide gli ultimi uomini della banda, Jonathan uccide Goodwin e ritrova sul suo corpo il pendolo-bussola di sua madre. Salvata la comunità indiana e vendicato i suoi genitori si avvia verso l'ignoto con Shaya.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Il film si apre con il ritorno di Jonathan alla comunità indiana e durante la maggior parte della sua durata sono presenti flashback della vita del protagonista, dall'uccisione dei genitori all'incontro con l'orso e la tribù. Frequenti sono le canzoni che accompagnano alcune scene, rappresentate cinematograficamente dalle ballate del menestrello della città.

Il film offre temi di ecologia, differenze culturali e rispetto degli uomini, indifferentemente dal colore della pelle, che sia questa rossa per gli indiani, nera per gli afroamericani, gialla per i cinesi o bianca per ex-coloni europei. Come per altri spaghetti-western, la vendetta e la violenza rischiano di oscurare gli altri temi, nonostante il film sia stato realizzato molto dopo il declino del suo genere.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco Giusti, Dizionario del western all'italiana, Mondadori, 2007, ISBN 88-04-57277-9.
  2. ^ Mymovies, Jonathan degli orsi. URL consultato il 31 maggio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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