Jomsborg

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Memoriale moderno a Wolin, probabile sito della medievale Jomsborg. L'iscrizione in danese e polacco, scritta in stile runico, commemora la morte di Aroldo I di Danimarca a Jomsborg nel 986.

Jomsborg (tedesco: Jomsburg) era una semi-leggendaria fortezza vichinga situata sulla costa meridionale del Mar Baltico (in tempi medievali il Wendland, oggi la Pomerania), esistita tra il 960 ed il 1043. I suoi abitanti erano noti come Jómsvíking. L'esatta posizione di Jomsborg non è ancora stata stabilita, anche se si crede che fosse da qualche parte sulle isole dell'estuario dell'Oder.[1] Lauritz Weibull l'ha definita una leggenda.[1]

Posizione geografica[modifica | modifica sorgente]

Si pensa che Jomsborg coincida con l'attuale città di Wolin (chiamata anche Wollin) sull'estremità sud-orientale dell'isola di Wolin, probabilmente sulla collina Silberberg a nord della città.[1] Nel primo Medioevo l'attuale Wolin era sede di un emporia multietnica (nota come Jumne o Julin).[2] Le saghe nordiche utilizzano solo il termine "Jomsborg", mentre le storie medievali germaniche usano Jumne o Julin, con le varianti Vimn, Uimne, Jumneta, Juminem, Julinum, Uineta, Vineta e Vinneta.[3] Nel 1931/32, lo storico della Pomerania Adolf Hofmeister fu il primo a determinare, comparando eventi descritti in diverse cronache, che tutti facevano riferimento allo stesso luogo nei pressi di Wolin.[3]

Secondo altre teorie Jomsborg si troverebbe nel nord-ovest della vicina isola di Usedom, su un terreno oggi sommerso.[4] Le piccole isole di questa zona sono i resti di un lungo corridoio che correva tra Usedom e Rügen, e che fu colpito da una tempesta che lo sommerse all'inizio del XIV secolo.[5] In quest'area si ipotizza che fosse a Veritas tra le isole di Ruden e Greifswalder Oie, ed i banchi di Peenemünde.[4] Nonostante vi siano stati rinvenuti gioielli di epoca vichinga, gli studi archeologici hanno stabilito l'impossibilità della cosa.[6]

La fortezza[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Knýtlinga saga e la Fagrskinna, Jomsborg venne costruita dal re danese Aroldo I di Danimarca (910-985/86) nella decade del 960.[1][7] La Jómsvíkinga saga cita il re danese-gallese vichingo Palnatoki come suo fondatore.[1][8]

Nei registri medievali Jomsborg viene descritta come una fortezza portuale.[1][7] Il porto era dominato da una torre in pietra corredata di catapulte, costruita su un arco che copriva l'intera entrata del porto e che poteva venire chiuso da una porta in ferro.[1][7] Secondo i registri più antichi il porto poteva ospitare tre navi,[7] mentre le ultime registrazioni parlano di 360 navi.[1][7]

Jomsborg venne distrutta nel 1043 dal re norvegese Magnus il Buono.[9] La fortezza venne rasa al suolo da un incendio, e molti degli abitanti furono uccisi.[9]

Jómsvíking[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jómsvíking.

Molte fonti riportano il nome del jarl di Jomsborg, Sigvald(i), figlio del piccolo re Strut-Harald dell'allora Scania danese.[8] Sigvald morì poco dopo il 1010.[10] I vichinghi di Jomsborg (Jómsvíking) erano guerrieri scelti, che ubbidivano ad un codice speciale, e che erano leali solo al loro capo.[8] Nel 1009 molti Jómsvíking abbandonarono Jomsborg seguendo i fratelli di Sigvald, Herring e Thorkell l'Alto, in Inghilterra, dove divennero il nucleo del Thingmen o degli Huscarl di Canuto I d'Inghilterra.[9]

Eventi storici che coinvolsero Jomsborg[modifica | modifica sorgente]

Aroldo I di Danimarca morì a Jomsborg nel 985/86.[11] Jomsborg fu la base di numerose spedizioni:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Kendrick, op. cit., p. 179.
  2. ^ Piskorski, op. cit., p. 31.
  3. ^ a b Hoops, op. cit., pp. 120-121.
  4. ^ a b Kendrick, op. cit., p. 180.
  5. ^ Lange, op. cit., p. 120.
  6. ^ Kendrick, op. cit., p. 181.
  7. ^ a b c d e Chartrand, op. cit., p. 88.
  8. ^ a b c Chartrand, op. cit., p. 89.
  9. ^ a b c d e f Chartrand, op. cit., p. 90.
  10. ^ Chartrand, op. cit., p. 91.
  11. ^ Kendrick, op. cit., p. 182.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T. D. Kendrick, A History of the Vikings, Courier Dover Publications, 2004, ISBN 978-0-486-43396-7.
  • Johannes Hoops, Herbert Jankuhn, Heinrich Beck, Reallexikon der germanischen Altertumskunde Band 16, Walter de Gruyter, 2000, ISBN 3-11-016782-4.
  • Jan M. Piskorski, Pommern im Wandel der Zeit, 1999, ISBN 83-906184-8-6.
  • Ingrid Lange, Paul Werner Lange, Vineta, Atlantis des Nordens, Urania, 1988, ISBN 3-332-00197-3.
  • R. Chartrand, Magnus Magnusson, Ian Heath, Mark Harrison, Keith Durham, The Vikings: voyagers of discovery and plunder, Osprey Publishing, 2006, ISBN 1-84603-087-0.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]