Johnny Sack

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John "Johnny Sack" Sacramoni
Johnny Sack01.JPG
Universo I Soprano
Lingua orig. Inglese
Soprannome Johnny Sack
Autore David Chase
1ª app. in Confessioni (ep. 6)
Ultima app. in Vuoto di potere (ep. 79)
Interpretato da Vincent Curatola
Voce italiana Ambrogio Colombo
Sesso Maschio
Professione capitano (s. 1-5) e poi boss della Famiglia Lupertazzi (s. 5-6)
Affiliazione Famiglia Lupertazzi
Parenti

John "Johnny Sack" Sacramoni, interpretato dall'attore Vincent Curatola, è uno dei personaggi principali della serie televisiva dell'HBO I Soprano. Appartenente al clan mafioso di New York dei Lupertazzi[1], Johnny Sack partecipa a tutte e 6 le stagioni dello show. In italiano è doppiato da Ambrogio Colombo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Prima di salire al potere, Johnny Sack, originario del New Jersey, è stato per anni il boss in seconda (underboss, in originale) della famiglia mafiosa newyorkese dei Lupertazzi, impegnato principalmente nella gestione di affari edilizi e nella manipolazione di vari politicanti e faccendieri. Le attività gestite da Johnny lo portano spesso a trattare con i DiMeo e quindi con la Famiglia Soprano del boss Tony, con cui intrattiene rapporti di affari ma anche di amicizia. Diviene boss dei Lupertazzi dopo la morte per infarto del vecchio Carmine (ep. 54), ma non senza scontri e conflitti interni: il figlio del boss, Little Carmine, benché non avvezzo al comando e fuori dai giochi di New York (risiede a Miami e vive lussuosamente tra casinò e hotel) rivendica infatti subito il suo posto al sole e va allo scontro con Johnny, che non rinuncia a pretendere il ruolo che, per fedeltà ed esperienza, gli spetta.

L’intera stagione 5 ha visto lo scontro tra Johnny e Little Carmine, con Tony spesso a far da mediatore, fino al prevalere del primo. Sack ha sempre cercato, come Tony, di mantenere per quanto possibile la pace tra le famiglie, appianando i dissidi e cercando di smorzare sul nascere le faide, in particolare, quando Tony Blundetto, cugino di Tony, uccide senza permesso prima Joey Peeps (ep. 60), uomo di fiducia di Johnny, e in seguito Billy Leotardo (scatenando l’ira irrefrenabile di Phil Leotardo, fratello di Bill, ep. 63) e dando di fatto il via al finale della serie.

Nonostante gli sforzi di Johhny di mantenere il controllo della sua famiglia alla fine si rivelano inutili. Il suo avvocato, Ron Perse, vagliava la possibilità di collaborare con l'FBI, ma Johnny lo esclude categoricamente. Tuttavia, poiché il processo si avvicinava, Ron organizzò un accordo con il governo in nome di Johnny. Di fronte a un sequestro dei beni che avrebbe lasciato lui e la moglie Ginny senza un soldo, Johnny si è dichiarato colpevole e viene condannato a 15 anni di galera e una multa di 4,2 milioni di dollari - dopo la condanna termina la sua posizione come capo (ma sempre lasciando Ginny denaro sufficiente per vivere comodamente). Come parte del patteggiamento, Johnny ammette il suo coinvolgimento nel crimine organizzato (anche se non ha rivelato i nomi dei soci).

Durante la detenzione gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni causato da 38 anni di sigarette. Muore nel carcere federale a Springfield (Missouri). Prima della sua morte, Giovanni chiese a suo cognato come lo avrebbe ricordato, a cui egli rispose: ben voluto e rispettato, ma ha aggiunto che dopo la promozione a boss aveva il grilletto un po' facile. John rispose semplicemente che nessuno sa come ci si senta ad essere boss. Quando la notizia della sua morte arriva al Bada Bing, Tony e i suoi ragazzi brindano alla sua memoria dimostrando che Johnny era molto rispettato. Una sua foto stata messa sul muro del suo club (ora di proprietà di Phil Leotardo) accanto alle foto di Carmine Lupertazzi e di Billy Leotardo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Sopranos: The Complete Book, HBO ISBN 1-933821-18-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Sopranos: The Complete Book, 2007 HBO ISBN 1-933821-18-3
  • Glen O. Gabbard, The Psychology of the Sopranos Love, Death, Desire and Betrayal in America's Favorite Gangster Family - Basic books, 2002
  • Michael Hammond, Lucy Mazdon, The Contemporary Television Series, Edinburgh University Press, Edimburgo 2005
  • Martha P. Nochinsom, Dying to Belong: Gangsters Movies in Hollywood and Hong Kong, Wiley Blackwell, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]