John Polkinghorne

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John Polkinghorne nel 2007

John Charlton Polkinghorne (Weston-super-Mare, 16 ottobre 1930) è un filosofo, teologo e fisico britannico.

Insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico (KBE), nominato Fellow della Royal Society (FRS), Polkinghorne è specializzato in fisica teorica e teologia. È scrittore di fama e pastore anglicano. È stato professore di fisica matematica alla University of Cambridge dal 1968 al 1979, poi dimessosi dalla cattedra per studiare e essere ordinato pastore anglicano nel 1982. È stato presidente del Queens' College (Cambridge) dal 1988 al 1996; nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Templeton (del valore di un milione di sterline) per contributi eccezionali nell'affermare la dimensione spirituale della vita.[1]

Idee[modifica | modifica sorgente]

Polkinghorne ha affermato in un'intervista di credere che il suo passaggio dalla scienza alla religione gli abbia dato una visione binoculare, anche se capisce di aver suscitato quel tipo di sospetto "che potrebbe generare la pretesa di essere un macellaio vegetariano."[2] Descrive la sua posizione come realismo critico e ritiene che scienza e religione considerino aspetti di una stessa realtà. È un fatto consistente del suo lavoro che quando "si è girato il colletto" non ha però smesso di cercare la verità[3] Egli ritiene che il filosofo della scienza che ha trovato il maggior equilibrio tra gli aspetti "critici" e di "realismo" in questo campo, è Michael Polanyi.[4] Polkinghorne sostiene che ci sono cinque punti di confronto tra i modi in cui la scienza e la teologia perseguono la verità: momenti di forzata revisione radicale, un periodo di confusione irrisolta, una sintesi nuova e una comprensione, la lotta continua con problemi irrisolti, implicazioni più profonde.[5]

Poiché gli esperimenti scientifici cercano di eliminare le influenze estranee, Polkinghorne crede che essi siano atipici di ciò che accade in natura. Suggerisce che le spiegazioni meccanicistiche del mondo che sono state proposte, a partire da Laplace fino a Richard Dawkins, dovrebbero essere sostituite da una convinzione che la maggior parte della natura è come una nuvola piuttosto che come un orologio. Polkinghorne considera la mente, l'anima e il corpo come aspetti diversi della stessa realtà basilare – il "monismo dal duplice aspetto" – e scrive che "vi è una sola cosa nel mondo (non due, il materiale e il mentale), ma questa può verificarsi in due stati contrastanti (fasi materiali e fasi mentali, potrebbe dire un fisico) che spiegano la nostra percezione della differenza tra mente e materia"[6] Ritiene che la causalità fisica standard non può descrivere adeguatamente i molteplici modi in cui le cose e le persone interagiscono, e usa la frase "informazione attiva", per descrivere come, quando diversi risultati sono possibili, ci possono essere più elevati livelli di causalità che scelgono quale si verifichi.[7]

A volte gli sembra che il Cristianesimo sia troppo bello per essere vero, ma quando gli sorge questo tipo di dubbio, Polkinghorne si dice, "Va bene, allora negalo” e afferma di non poterlo mai fare.[8]

Sull'esistenza di Dio[modifica | modifica sorgente]

Polkinghorne ritiene che "la questione dell'esistenza di Dio sia la domanda più importante che dobbiamo affrontare circa la natura della realtà"[9] e cita con approvazione Anthony Kenny: "Dopo tutto, se non c'è Dio, allora Dio è indubbiamente la più grande singola creazione dell'immaginazione umana." Affronta le questioni "La nozione di Dio ha senso? Se sì, abbiamo ragione di crederci?" Polkinghorne è "cauto in merito alle nostre facoltà di valutare la coerenza", sottolineando che nel 1900, un "competente laureando avrebbe potuto dimostrare l'incoerenza" delle idee quantistiche. Indica che "l'analogia più vicina [a Dio] nel mondo fisico sarebbe ... il Quantum Vacuum."[7]

Polkinghorne suggerisce che Dio è la risposta definitiva alla grande domanda di Leibniz "perché c'è qualcosa piuttosto che niente?" La "semplice affermazione dell'esistenza del mondo" dell'ateo è una "visione gravemente impoverita della realtà", dice, sostenendo che "il teismo spiega molto di più di quanto non spieghi un ateismo riduzionista." Dubita molto dell'argomento ontologico di Sant'Anselmo. Facendo riferimento alla teoria dell'incompletezza di Gödel, ha detto: "Se non riusciamo dimostrare la coerenza dell'aritmetica, mi sembra un po' troppo sperare che l'esistenza di Dio sia più facile da affrontare", concludendo che Dio è "ontologicamente necessario, ma non logicamente necessario." Polkinghorne "non asserisce che l'esistenza di Dio possa essere dimostrata in modo logicamente coercitivo (non più di quanto la sua non-esistenza lo possa), ma che il teismo fa più senso del mondo e dell'esperienza umana, di quanto non faccia l'ateismo".[10] Egli cita in particolare:

  • L'intelligibilità dell'universo: Si potrebbe prevedere che la selezione evolutiva produca menti ominidi idonee a far fronte all'esperienza quotidiana, ma che queste menti dovrebbero essere anche in grado di comprendere il mondo subatomico e la relatività generale va ben oltre qualsiasi cosa che riguardi la sopravvivenza del più adattato. Il mistero si infittisce quando si riconosce la utilità comprovata della bellezza matematica come guida alla scelta di una teoria giusta.[11]
  • L'antropica messa a punto dell'universo: Polkinghorne cita con approvazione Freeman Dyson, che ha detto "più esamino l'universo ed i dettagli della sua architettura, e più trovo evidenza che l'universo in un certo senso deve aver saputo che stavamo arrivando"[12] e dice che c'è un ampio consenso tra i fisici che o c'è un numero molto elevato di altri universi nel Multiverso o che "c'è un solo universo che è quello che è, nella sua fecondità antropica, perché è l'espressione del disegno intenzionale di un Creatore, che l'ha dotata della potenzialità di essere finemente sintonizzato alla vita.[13]
  • Una realtà umana più ampia: Polkinghorne ritiene che il teismo offra un resoconto più convincente delle percezioni etiche ed estetiche. Sostiene che è difficile accettare l'idea che "abbiamo una reale conoscenza morale" e che dichiarazioni come 'torturare i bambini è sbagliato' siano nient'altro che "semplici convenzioni sociali delle società entro le quali sono enunciate" con una visione atea o naturalistica del mondo. Ritiene inoltre che una tale visione del mondo stenti a spiegare come "si intraveda qualcosa di perennemente significante nella bellezza del mondo naturale e nella bellezza dei frutti della creatività umana."[14]

Sul libero arbitrio[modifica | modifica sorgente]

Polkinghorne ritiene il problema del male come l'obiezione intellettuale più seria all'esistenza di Dio. Ritiene che "la ben nota difesa del libero arbitrio in relazione al male morale, affermi che un mondo con la possibilità di persone peccatrici sia meglio di uno con automi perfettamente programmati. La storia del male umano è tale che non si può fare questa affermazione senza un brivido, ma credo che però sia vero. Ho aggiunto ad essa il libero processo di difesa, che un mondo libero di farsi è meglio di un teatro di marionette con un Tiranno Cosmico. Penso che queste due difese siano lati opposti della stessa medaglia, che la nostra natura è inestricabilmente legata a quella del mondo fisico, che ci ha generato".[15]

Sul creazionismo[modifica | modifica sorgente]

In seguito alle dimissioni di Michael Reiss, direttore della formazione presso la Royal Society, che aveva polemicamente sostenuto che gli alunni delle scuole che credono nel creazionismo dovrebbero essere utilizzati dagli insegnanti di materie scientifiche per avviare le discussioni, piuttosto che essere respingerle tout court[16]— Polkinghorne ha sostenuto su The Times che vi è una distinzione tra il credere nella mente e scopo di un creatore divino, e ciò che egli chiama creazionismo "in quel curioso senso nord-americano", con una interpretazione letterale della "Genesi 1" e la convinzione che l'evoluzione sia sbagliata, posizione che rifiuta.[17]

Ricezione critica[modifica | modifica sorgente]

Nancy Frankenberry, Professore di Religione a Dartmouth College, ha descritto Polkinghorne come il "miglior teologo/scienziato britannico del nostro tempo", citando il suo lavoro sulla possibile relazione tra teoria del caos e teologia naturale.[18] Owen Gingerich, astronomo ed ex professore di Harvard, lo ha chiamato una voce importante sul rapporto tra scienza e religione.[19]

Il filosofo inglese Simon Blackburn ha criticato Polkinghorne per l'utilizzo di ragionamenti primitivi e accorgimenti retorici, invece di impegnarsi in filosofia. Quando Polkinghorne sostiene che le regolazioni minime di costanti cosmologiche di vita puntino verso una spiegazione al di là dell'ambito scientifico, Blackburn sostiene che ciò si basa su una naturale preferenza per la spiegazione in termini di agenzia. Blackburn scrive di aver letto i libri di Polkinghorne "disperandosi per la capacità dell'umanità di auto-ingannarsi".[20] Contro questa opinione, Freeman Dyson ha chiamato gli argomenti di Polkinghorne in teologia e scienza naturale "lucidi e logicamente coerenti".[21] Il romanziere Simon Ings, scrivendo su New Scientist, ha detto che l'argomento di Polkinghorne per la proposizione che Dio sia reale, è convincente e la sua testimonianza elegante.[22]

Richard Dawkins, ex professore dell'University of Oxford, scrive che gli stessi tre nomi di scienziati britannici che sono anche sinceramente religiosi saltano fuori con la "simpatica familiarità di soci anziani di uno studio di avvocati dickensiani": Arthur Peacocke, Russell Stannard, e John Polkinghorne, i quali hanno entrambi vinto il Premio Templeton o sono nel suo consiglio di amministrazione. Dawkins scrive che non è tanto sconcertato dalla loro fede in un legislatore cosmico, ma dalle loro credenze nelle minuzie del cristianesimo, come la risurrezione e il perdono dei peccati, e che tali scienziati, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, sono oggetto di meravigliata perplessità tra i loro pari.[23] Polkinghorne ha risposto che "non c'è speranza a discutere con Dawkins, perché non permette opposizione e non concede spazio alla ribattuta. Non ti dà un centimetro. Dice solo no quando tu dici sì".[2] e scrive in Questions of Truth che spera Dawkins diventi un po' meno sconcertato dopo la lettura di questo suo libro.[24]

Il filosofo A.C Grayling ha criticato la Royal Society per aver permesso di usare i suoi locali in connessione con il lancio di Questions of Truth, descrivendolo come uno scandalo, e sostenendo che Polkinghorne ha sfruttato la sua fellowship lì per pubblicizzare un "debole pamphlet casuistico e tendenzioso". Dopo aver implicato che l'editore del libro, Westminster John Knox, è un'editoria a pagamento, Grayling ha continuato scrivendo che Polkinghorne e altri erano ansiosi di vedere estesa a prospettive religiose la credibilità accordata alla ricerca scientifica – prospettive che Grayling ha etichettato come "le elucubrazioni superstiziose di caprai analfabeti che vissero diverse migliaia di anni fa".[25]

Premi e onorificenze[modifica | modifica sorgente]

John Polkinghorne alla Conferenza Annuale della AAAS nel 2009
(primo da destra)

Opere[modifica | modifica sorgente]

Polkinghorne ha scritto 34 libri, tradotti in 18 lingue; 26 trattano di scienza e religione, spesso per il grande pubblico.

Scienza e religione
Scienza
Capitoli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Templeton Foundation, 2005
  2. ^ a b Reisz, Matthew. On the side of the angels, Times Higher Education, 19/02/2009.
  3. ^ Si veda, ad esempio, John Polkinhorne, Exploring Reality: the Intertwining of Science and Religion, ix. (EN)
  4. ^ John Polkinghorne, Quantum Physics and Theology: An Unexpected Kinship, Society for Promoting Christian Knowledge, 2007, p. 6, ISBN 978-0281057672.
  5. ^ Quantum Physics & Theology, pp. 15-22.
  6. ^ Science and Christian Belief, p. 21.
  7. ^ a b Kevin Sharpe, Nudging John Polkinghorne in Quodlibet Journal, vol. 5, 2–3, luglio 2003.
  8. ^ From Physicist to Priest, p. 107.
  9. ^ Questo e (se non indicato diversamente) tutte le citazioni successive sono dal capitolo 3 di Science & Christian Belief, noto anche come The Faith of a Physicist
  10. ^ Science and Theology, pp. 71-83
  11. ^ Science and Theology, p. 72.
  12. ^ Science & Christian Belief, p. 76.
  13. ^ Science and Theology, p. 75.
  14. ^ Science and Theology, pp. 81–82.
  15. ^ John Polkinghorne, Belief in God in an Age of Science, New Haven, CT, Yale Nota Bene, 2003, p. 14, ISBN 978-0300099492.
  16. ^ 'Creationism' biologist quits job, BBC News, 16/09/2008.
  17. ^ Polkinghorne, John. "Shining a light where science and theology meet", The Times, 19 September 2008.
  18. ^ Nancy K. Frankenberry (ed.), The Faith of Scientists in Their Own Words (Princeton: Princeton University Press, 2008) p. 340
  19. ^ Owen Gingrich, "review of Science and the Trinity", Science and Theology News, quoted by the Yale University Press
  20. ^ Blackburn, Simon. An Unbeautiful Mind, recensione del libro di John Polkinghorne The God of Hope and the End of the World, su The New Republic, 01/08/2002.
  21. ^ Freeman Dyson, "Is God in the Lab?", The New York Review of Books, 28/05/1998
  22. ^ Simon Ings, "God Only Knows", New Scientist, 04/07/1998.
  23. ^ Dawkins, Richard. The God Delusion (L'illusione di Dio), Houghton Mifflin Co, 2006, p. 99.
  24. ^ John Polkinghorne, Questions of Truth, Louisville, Ky., Westminster John Knox Press, 2009, p. 29, ISBN 978-0-664-23351-8.
  25. ^ Grayling, A. C. "Book Review: Questions of Truth: God, Science and Belief by John Polkinghorne and Nicholas Beale", New Humanist, Vol. 124, fasc. 2, marzo/aprile 2009. Da precisare che la Westminster John Knox, non è un'editoria a pagamento, bensì un'antica casa editrice (fondata nel 1832) del gruppo americano Presbyterian Publishing Corporation, che pubblica opere teologiche, accademiche, studi biblici e di etica. Grayling comunque non offre spiegazioni, nella sua caustica recensione, sul perché "le elucubrazioni superstiziose di caprai analfabeti" abbiano motivato e determinato i destini di intere popolazioni per i trascorsi tremila anni.
  26. ^ Sito ufficiale. Strana peculiarità dell'etichetta cerimoniale britannica
  27. ^ Per specifici dettagli biografici, vedi Who's Who 2006
  28. ^ Cfr. anche en:Wiki s.v. "General Synod of the Church of England".
  29. ^ Presidenti della ISSR
  30. ^ Ciò ha incluso la presentazione di una lezione pubblica dal titolo "The Dialogue between Science and Religion and Its Significance for the Academy" e un dibattito "East-West Dialogue" col Premio Nobel in fisica, Yang Chen-ning. Diary of Events (PDF), Hong Kong Baptist University, novembre 2006. URL consultato il 02/04/2007.
  31. ^ Lista membri, Psychology and Religion Research Group Consultato 18/02/2012.
  32. ^ Questions of Truth website

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 90670094 LCCN: n79008399