John Playford

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John Playford.
Ritratto di David Loggan.

John Playford (Norwich, 1623Londra, 1686) è stato un editore musicale e compositore inglese. Stampò diverse edizioni musicali, trattati di teoria musicale, libri di istruzione per diversi tipi di strumenti musicali ed edizioni di musica sacra da cantare in chiesa. Egli è famoso anche per aver pubblicato un manuale sulla danza dal titolo The Dancing Master nel 1651

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio minore di John Playford, fece a apprendista presso l'editore John Benson dal 1639/40 al 1647, dopo di che aprì un negozio sotto i portici di Temple Church a Londra. Playford lavorava nella chiesa e probabilmente risiedette, con la moglie Hannah, sopra il negozio fino al 1659. Egli fu, come appare dalle iscrizioni impresse nei suoi libri, per qualche tempo in società con John Benson nel 1652, e con Zachariah Watkins nel 1664/1665. Nel periodo del Commonwealth (1649-60), e per alcuni anni del regno di Carlo II, Playford monopolizzò quasi lapubblicazione della musica in tutto il paese. Il suo negozio era il punto d'incontro di entusiasti musicisti come Samuel Pepys che era suo assiduo cliente.[1]

Libraio, editore e membro dell'associazione dei commercianti, Playford pubblicò libri di teoria musicale, per lo studio di diversi strumenti musicali e libri di musica da cantare in chiesa. È forse più conosciuto oggi per la sua pubblicazione del The Dancing Master del 1651, durante il periodo puritano. Quest'opera contiene musiche e istruzioni per imparare a ballare tutte le danze praticate in Inghilterra in quel periodo. Ciò accadde dopo che Playford, corrispondente nel corso della guerra civile inglese, era stato catturato dagli uomini di Cromwell e gli fu proposto che se avesse valutato la sua libertà (legandola ad un'abiura al re), si sarebbe potuto considerare un suo cambiamento di carriera. Anche se molti dei brani del libro oggi gli vengono attribuiti, probabilmente egli non ne scrisse nemmeno uno. La maggior parte erano melodie popolari che esisteva già da anni.

Durante la restaurazione della monarchia, d'altra parte, cercò di incoraggiare i gusti per la musica colta. Nel 1662 dedicò la Sacra Cantica a Enrichetta Maria di Francia. Nel 1666 osservò con rammarico che tutta la musica solenne è stata messa da parte, essendo stata stimata troppo pesante e noiosa per cervelli di quest'età agile e sfrenata e si lanciò quindi in un rinnovo dell'arpa di David mediante l'emissione di una nuova edizione di Skill of Music con la musica al servizio della chiesa, nel 1674, e nel 1677 The Whole Book of Psalms, in cui inserì, per la prima volta, i brani dei salmi completi di cantus firmus.[1]

Nella tecnica tipografica, il miglioramento più originale di Playford fu l'invenzione, nel 1658, di una nuova scrittura della musica. Si trattava di crome o semicrome collegate a coppie o in serie con una o due lineette orizzontali alla fine della coda.

Hawkins osserva che gli stampatori olandesi furono i primi a seguire questi esempio. Nel 1672 iniziò l'incisione di lastre di rame. In generale, tuttavia, Playford aggrappato ai vecchi metodi, raccomandò l'uso dell'intavolatura di liuto ai suonatori di violino persistendo a fronte di una lettera di rimostranze (1673) da parte di Thomas Salmon che proponeva un adeguamento delle chiavi. Gli stamapatori di Playford erano: Thomas Harper, 1648-1652, William Godbid, 1658-1678; Ann Godbid e il suo socio John Playford il giovane 1679-1683;, John Playford solo, 1684-1685.[1]

Nel 1665 Playford e sua moglie lasciarono la casetta sul negozio per trasferirsi in una grande casa di fronte alla Islington Church, dove la signora Playford creò un collegio al quale si dedicò fino alla sua morte avvenuta nel 1679. Dal novembre 1680, Playford dovette trasferirsi in una casa ad Arundel Street vicino alla riva del Tamigi. Sofferente per una lunga malattia, si ritirò lasciando l'attività a suo figlio Henry. Egli terminò la sua attività con una collezione di Catch (musica) nel 1685 e The Dancing Master del 1686 fu l'ultima sua pubblicazione.[1]

Sembra sia morto ad Arundel Street intorno al novembre 1686. Il suo testamento venne scritto il 5 novembre 1686, né firmato né con l'avallo di testimoni, e la sua autenticità venne dimostrata nel mese di agosto 1694, per via della calligrafia. Probabilmente venne sepolto nella chiesa del Tempio come da suo desiderio, anche se i registri non recano il suo nome. Henry Purcell e John Blow parteciparono al funerale. Dopo la sua morte sono state pubblicate diverse elegie: una, scritta da Nahum Tate e messa in musica da Henry Purcell, apparve nel 1687.[1]

Le composizioni originali di Playford sono poche e inconsistenti e comprendono alcuni pezzi vocali strumentali nelle seguenti collezioni: 'Catch ... or the Musical Companion,' 1667; 'Choice Songs,' 1673; 'Cantica Sacra,' 1674; 'The Whole Book of Psalms and 'The Harmonicon'.[1]

Pubblicazioni selezionate[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Grimstock (info file)
Registrazione moderna di un pezzo trovato nel The English Dancing Master
  • The English Dancing Master(1651)
  • A Musicall Banquet (1651)
  • Catch that Catch Can (1652)
  • A Booke of New Lessons for Cithern (1652, revisionata nel 1666 come Musick's Delight on the Cithren)
  • Musick's Recreation on the Lyra Viol (1652)
  • A Breefe Introduction to the Skill of Musick (1654)
  • Court Ayres (1655)
  • Choice Musick to the Psalmes of David (1656)
  • The Whole Book of Psalms (1661)
  • The Musical Companion (1667) - songs and catches
  • Apollo's Banquet for the Treble Violin (1669)
  • Psalms and Hymns (1671) - psalm tunes in four parts
  • Musick's Handmaid (1678) - songs for the harpsichord
  • The Division Violin (1685) - collezione di 26 pezzi che iniziano semplicemente e poi si sviluppano in complesse variazioni della melodia originale. Mentre molti dei pezzi sono adeguati ad esecutori dilettanti, altri compendono delle tecniche strane (per il tempo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Biografia di John Playford su pbm.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Randel, Don Michael, The Harvard Biographical Dictionary of Music (1996), Belknap Press. ISBN 0-674-37299-9.
  • Nicholas Temperley, John Playford and the Metrical Psalms in Journal of the American Musicological Society, vol. 25, 1972, pp. 331–78, DOI:10.1525/jams.1972.25.3.03a00030.
  • Nicholas Temperley, John Playford and the Stationers' Company in Music and Letters, vol. 54, 1973, pp. 203–12.
  • Robert Thompson, Manuscript music in Purcell's London in Early Music, XXIII, 1995, p. 605, DOI:10.1093/earlyj/XXIII.4.605.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nikolaus Newerkla, Playford Dances & Carolan Tunes (Moeck, Celle, Germany, 2007).

Controllo di autorità VIAF: 59270608 LCCN: n50019902

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