John Peckham

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Dettaglio della statua mortuaria di John Peckham nella Cattedrale di Canterbury

John Peckham (Lewes, 1240 circa – Canterbury, 1292) è stato un filosofo e teologo inglese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu discepolo di Adamo di Marsch a Oxford, ma completò i suoi studi nella Facoltà delle Arti e poi nella Facoltà di Teologia dell'Università di Parigi, dove fu allievo di Bonaventura da Bagnoregio. Divenuto frate francescano dell'ordine dei Minori nel 1250-1255, otterrà l'incarico di maestro reggente nello Studium di Parigi. Nel 1272 insegnò teologia di nuovo ad Oxford dove ebbe come discepolo Ruggero Marston. Fu Provinciale dei francescani d'Inghilterra nel 1276.

Nel 1279 Niccolò III lo nominò arcivescovo di Canterbury, dove svolse un'energica azione pastorale per la moralizzazione del clero e l'indipendenza delle istituzioni ecclesiastiche da ingerenze politiche. Fu coinvolto anche nelle dure polemiche che contrapposero, nelle facoltà teologiche, i maestri secolari e i frati mendicanti. Come arcivescovo contrastò le innovative opinioni antropologiche che si andavano affermando tra i domenicani seguaci di Tommaso d'Aquino.

Sul piano dottrinale Peckham è un seguace delle dottrine bonaventuriane: egli si schiera così a favore dell'ileformismo anche in rapporto alla struttura delle creature spirituali, e ammette la pluralità delle forme in un composto e la presenza di una speciale illuminazione divina dell'intelletto umano.

Ebbe interessi avanzati nelle discipline scientifiche e matematiche, in particolare nella fisica, lasciando un'opera fondamentale, Perspectiva communis. Documento della sua vita sono le lettere raccolte nel Registrum epistolarum fr. Iohannis Pecham (edito a Londra nel 1882-1885).

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Perspectiva communis
  • Collectarium Bibliae
  • Registrum epistolarum
  • Tractatus de pauperitate
  • Summa de esse et essentia
  • Quaestiones disputatae
  • Quodlibeta
  • Tractatus contra Kilwardby
  • Tractatus de anima
  • Canticum pauperis
  • De aeternitate mundi
  • Defensio fratrum mendicantium

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 88794405 LCCN: n86115255

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