John Houghton

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San Giovanni Houghton
St. John Houghton, O.Cart., di Francisco de Zurbarán, (XVII secolo)
St. John Houghton, O.Cart., di Francisco de Zurbarán, (XVII secolo)

Religioso certosino e martire

Nascita 1486 circa
Morte 4 maggio 1535
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 9 dicembre 1886 da papa Leone XIII
Canonizzazione 25 ottobre 1970 da papa Paolo VI
Ricorrenza 4 maggio

Giovanni Houghton (1486 circa – Tyburn, 4 maggio 1535) è stato un religioso, presbitero e santo inglese.

Rifiutatosi di aderire alla Chiesa anglicana durante il regno di Enrico VIII, subì il martirio, primo caso del suo Ordine, a seguito dell'Atto di Supremazia emesso dal Parlamento su richiesta del re. È stato beatificato e poi canonizzato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato intorno al 1486, venne educato, secondo un suo confratello, a Cambridge, ma non ve ne sono tracce fra i documenti amcora rimasti.[1] Parimenti mancano documenti che indichino la data della sua ordinazione.

Entrò nella Certosa di Londra nel 1515, divenendo sacrestano nel 1523 e tesoriere nel 1526. Nel 1531 divenne priore della Certosa di Beauvale nel Nottinghamshire, ma nel novembre del medesimo anno fu eletto priore della Certosa di Londra, ove rientrò.

Nel 1534 egli chiese che lui e la sua comunità monastica fossero esonerati dal prestare il giuramento richiesto dalla nuova Nuova legge di Successione della Corona, il che provocò l'arresto suo e quello del suo procuratore ed il loro imprigionamento nella Torre di Londra. Tuttavia, per la fine di maggio, essi furono persuasi che il giuramento era compatibile con il loro cattolicesimo, grazie alla frase «…per quanto consentito dalla legge di Cristo» ed essi tornarono alla Certosa, ove, alla presenza di un consistente contingente di armati, l'intera comunità prestò il giuramento.

Tuttavia, nel 1535, alla comunità dei certosini, venne richiesto di prestare il nuovo giuramento di fedeltà al re d'Inghilterra come capo supremo della Chiesa inglese, previsto dall'Atto di Supremazia del 1534. Ancora una volta Houghton, ora accompagnato dagli altri due priori delle rispettive comunità certosine inglesi, Robert Lawrence, priore della Certosa di Beauvale, ed Agostino Webster, Priore della Certosa di Axholme, ne chiesero l'esenzione, ma furono arrestati da Thomas Cromwell. Vennero portati davanti ad una commissione giudicatrice speciale nell'aprile del 1535 e condannati a morte, insieme a Richard Reynolds O.Ss.S., un monaco brigidino dell'Abbazia di Syon.

I tre priori vennero portati a Tyburn vestiti dei loro abiti religiosi senza essere pima ridotti allo stato laicale, come si usava a quei tempi. Dalla cella della sua prigione nella atorre di Londra Tommaso Moro vide in tre priori trascinati a Tyburn sulla carretta ed esclamò, rivolto alla figlia:«Guarda, Meg, questi beati Padri vanno serenamente alla loro morte come spose ad un matrimonio». Giovanni

Houghton, insieme ad altri due certosini, padre Reynolds e John Haile, vicario di Isleworth, fu impiccato, sventrato e squartato a Tyburn il 4 maggio 1535.[2] Giovanni Houghton subì il martirio per primo e dopo che era stato appeso, fu tirato giù vivo ed il procedimento di squartamento ebbe inizio.

La tradizione cattolica dice che quando Houghton stava per essere squartato, allorché i carnefici gli aprirono il torace per estrarne il cuore, egli pregasse: «O Gesù, cosa ne farai del mio cuore?»

Dopo la morte, il suo corpo venne fatto a pezzi, che furono appesi in diverse parti di Londra. Egli venne beatificato il 9 dicembre 1886 da papa Leone XIII e canonizzato il 25 ottobre 1970 da papa Paolo VI. Fa parte dei cosiddetti Santi quaranta martiri di Inghilterra e Galles, vittime della persecuzione anticattolica in Inghilterra fra il 1535 ed il 1679 e la sua memoria liturgica cade il 4 maggio.

San Giovanni Houghton nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Il protomartire certosino venne dipinto da un grande pittore spagnolo, Francisco de Zurbarán, che lo rappresentò con il cuore in mano ed un nodo intorno alla gola. Nella sala capitolare della Certosa di Sant'Ugo a Parkminster, vi è un dipinto che ritrae il martirio dei tre priori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) A Cambridge Alumni Database. University of Cambridge.
  2. ^ (EN) Thomas Cranmer, The Remains of Thomas Cranmer, Archbishop of Canterbury, Oxford University Press, 1833.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Oxford Dictionary of National Biography (2006)
  • (EN) L. Hendriks, The London Charterhouse: its monks and its martyrs (1889)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]