John Frederick Boyce Combe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Infobox militare}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Il brigadier generale Combe (a sinistra) con il tenente generale Philip Neame (al centro), il tenente generale Richard O'Connor (al centro, in secondo piano) e il maggior generale Michael Gambier-Parry (a destra) dopo la cattura da parte tedesca, il 6 aprile 1941.

John Frederick Boyce Combe (1º agosto 189512 luglio 1967) è stato un generale britannico, decorato con l'Ordine del Bagno e (due volte) con il Distinguished Service Order.

Ufficiale di cavalleria dell’esercito britannico, fu attivo prima e durante la Seconda guerra mondiale. Era figlio del capitano Christian Combe e di lady Jane Seymour Conyngham, figlia del terzo marchese di Conyngham, George Henry Conyngham, nobile d'Irlanda. Nel 1914, Combe si unì, da ufficiale, al Battaglione B dell’11º Reggimento Ussari (del Principe Alberto).

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Col grado di tenente colonnello, Combe fu nominato comandante dell’11º Reggimento Ussari nelle fasi iniziali della campagna del Nord Africa durante la Seconda guerra mondiale. Aveva assunto il comando del reggimento prima della guerra, occupandosi delle ultime fasi di addestramento per il combattimento nel deserto. Sotto il suo comando, l’11º Reggimento Ussari prese parte alle prime incursioni britanniche in Libia e costituì la retroguardia della “Western Desert Force” durante l’invasione italiana dell’Egitto, nell’ambito della 7ª Divisione Corazzata.

La “Combe Force”[modifica | modifica wikitesto]

Combe ebbe un ruolo di assoluto rilievo nella sconfitta della 10ª Armata nel corso della Operazione Compass. Al comando di un reparto speciale conosciuto come “Combe Force”, agiva in un’area compresa tra le retrovie dell’11° Ussari e gli altri reggimenti corazzati e batterie della Royal Horse Artillery. Nel febbraio del 1941, Combe e la “Combe Force” tagliarono la ritirata agli italiani a Beda Fomm. Incapace di sfondare la sua linea difensiva, il grosso della 10ª Armata gli si arrese. Il 3 aprile 1941, come riconoscimento, Combe fu promosso al grado (temporaneo) di brigadier generale[1], lasciando al comando dell’11° Ussari il tenente colonnello W.I. Leetham e diventando aiutante di campo del tenente generale Sir Philip Neame, nuovo comandante della “Western Desert Force” e Governatore della Cirenaica, successore del generale O' Connor. Il 5 febbraio gli era stato conferito per la seconda volta il Distinguished Service Order (equivalente alla medaglia d'argento al valor militare)[2]

Prigioniero di guerra e partigiano in Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 aprile 1941, Combe fu catturato dai tedeschi (come anche i generali Neame e ‘O Connor) e condotto in un campo di prigionia in Toscana[3] Nel marzo del 1943, Combe riuscì a scappare dal Castello di Vincigliata, ma fu ricatturato nei pressi di Como per essere infine liberato, dopo il 25 luglio 1943.
Raggiunto con altri compagni di prigionia l’Appennino forlivese (Camaldoli), dopo un primo periodo trascorso sugli Appennini sotto la protezione della popolazione e del partigianato locale, da novembre del 1944 prese contatto con il comandante partigiano Libero Riccardi, al cui fianco – assieme al brigadier generale Todhunter - combatté come partigiano col nome di battaglia di Giovanni.
Alla fine di marzo del 1944, concordati con Libero dei lanci di armi e materiali per aiutare la Brigata Garibaldi Romagnola, scortato dal commissario politico della Brigata Garibaldi Romagnola, Mitro, lasciò la Brigata partigiana per superare le linee e ricongiungersi con l’Esercito britannico per essere poi rimpatriato il 14 maggio 1944.

Con l'8ª Armata[modifica | modifica wikitesto]

Re-inviato in Italia, e promosso al grado permanente di colonnello[4] si unì all’8ª Armata britannica comandando, sempre col grado temporaneo di Brigadier Generale, la 2ª Brigata Corazzata dal 22 settembre 1944 al 31 agosto del 1945[5], meritandosi una menzione nei dispacci. Nel novembre del 1944 ebbe occasione di presiedere alla cerimonia di consegna delle armi da parte dei partigiani della 8ª Brigata Garibaldi Romagna comandati -dopo la "scomparsa" di Libero, da Pietro Mauri[6].

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Assunto, per un breve periodo dopo la fine delle ostilità, il grado temporaneo di maggior generale, come comandante della 78ª Divisione di Fanteria e, successivamente, della 46ª Divisione di Fanteria di stanza in Austria, fu promosso definitivamente Maggior generale nell'ottobre del 1946[7] e assunse il prestigioso ruolo onorario di colonnello del reggimento dell'11° Ussari, e tale rimase per i successivi 12 anni, anche se si ritirò dall'Esercito nell'ottobre del 1947. Nel giugno del 1947 fu decorato con l'Ordine del Bagno. Il 21 luglio 1947 si sposò con Helen Violet St. Maur, figlia del "Major Lord” Percy St. Maur e della “Hon.” Violet White. E nel settembre del 1948 gli venne conferita, dagli Stati Uniti d'America, la Legion of Merit, col grado di Officer. Come Colonnello del Reggimento sfilò nel corteo funebre al funerale di Re Giorgio VI nel 1952. Morì il 12 luglio 1967.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Compagno dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine del Bagno
— 12 giugno 1947
Compagno del Distinguished Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Compagno del Distinguished Service Order
«in recognition of distinguished services in the Middle East, during the period August 1939 to November 1940.»
— novembre 1940 (pubblicato sulla London Gazzette il 1º aprile 1941)
Compagno del Distinguished Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Compagno del Distinguished Service Order
«in recognition of gallant and distinguished services in the Middle East: It was entirely on account of the brilliant leadership and outstanding handling of his Regiment by Lt-Col. Combe, that the swift advance of the 4 Armd Bde into the gap between Buq Buq and Sidi Barrani was made possible. His dispositions were such that it was possible to find immediately weak points in the enemy's and to take advantage of the information so obtained. This Regiment passed deep and wide round the enemy, obtaining invaluable co-operation. During the advance on Dec 13/14th Lt-Col Combe commanded the advance elements with great skill and daring. His actions and impertability during the trying hostile dive-bombing and machine gunning attacks of the 14th Dec., were an inspiration to all ranks. Despite intense enemy air action, he continued his reconnaissance in a most gallant manner.[8]»
— 5 febbraio 1941 (pubblicato sulla London Gazzette il 25 aprile 1941)
Mention in Despatches - nastrino per uniforme ordinaria Mention in Despatches
«in recognition of gallant and distinguished services in Italy»
— 29 novembre 1945

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale della Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion of Merit
«Brigadier John Frederick Boyce Combe, D.S.O., British Army, performed outstanding service in Italy from September 1944 to the end of the campaign, as Commanding Officer of the 2d Armoured Brigade. He directed his Brigade with outstanding professional skill during the heavy fighting to force the Gothic Line and in the subsequent operations during the Spring offensive in which with an aggressive spirit emulating that of their commander, the Brigade supported the seizure of the Argenta Gap, crossing of the Po and the final pursuit operations culminating to the collapse of the enemy forces in this Theater. Brigadier Combe has contributed materially to the over-all success of Allied forces in Italy.[9]»
— 17 settembre 1948

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si trattò quindi, in effetti, di una doppia promozione (seppur temporanea): a colonnello e poi a generale di brigata
  2. ^ Si veda: Ministry of Defence | Defence For... | Veterans | Medals | Honours and Gallantry Awards.
  3. ^ Mead, "Churchill's Lions: A biographical guide to the key British generals of World War II," p. 333.
  4. ^ con effetto retroattivo al 1942
  5. ^ Vedasi
  6. ^ ISR-Forlì, L'8ª Brigata Garibaldi nella Resistenza, La Pietra, 1981
  7. ^ Con effetto retroattivo all'ottobre 1944
  8. ^ National Archives (Kew), WO/373/17
  9. ^ National Archives (Kew), WO/373/149

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Bonali-Dino Mengozzi, a cura di, "La Romagna e i generali inglesi", Franco Angeli, 1982
  • Richard Lamb, "War in Italy 1943-1945, A Brutal Story", Saint Martin's Press, 1994
  • Philip Neame, "Playing with Strife, The Autobiografy of A Soldier", George G. Harrap, 1947
  • Richard Mead, "Churchill's Lions: A Biographical Guide to The Key British Generals of World War II", Hardcover, 2007
  • Natale Graziani, La Resistenza armata nell'Appennino forlivese e cesenate dal Rapporto segreto dei generali inglesi di Brigata J.F.B. Combe e E.J. Todhunter, in "Studi Romagnoli", LX, Società di Studi Romagnoli, 2009, p. 1 e ss.
  • Natale Graziani, La prima Resistenza armata in Romagna. Autunno 1943-primavera 1944, Milano, Fondazione Comandante Libero, 2010, ISBN 978-88-906018-0-4
  • Major Kenneth Macksey, Beda Fomm: Classic Victory, Ballentine's Illustrated History of the Violent Century, Battle Book Number 22, Ballantine Books, 1971.
  • Major-General I.S.O. Playfair, Commander G.M.S with Stitt, Brigadier C.J.C. Molony e Air Vice-Marshall S.E. Toomer, Mediterranean and Middle East Volume I: The Early Successes Against Italy (to May 1941), a cura di J.R.M Butler, History of the Second World War, United Kingdom Military Series, Uckfield, UK, Naval & Military Press [1st. pub. HMSO:1954], 2004, ISBN 1-84574-065-3.
  • Ian W. Walker, Iron Hulls, Iron Hearts : Mussolini's elite armoured divisions in North Africa, Marlborough, Crowood, 2003, ISBN 1-86126-646-4.
  • Giorgio Fedel, Storia del Comandante Libero. Vita, uccisione e damnatio memoriae del fondatore della Brigata partigiana romagnola, Milano, Fondazione Comandante Libero, 2013, ISBN 9788890601828 ([1]).
  • Giorgio Fedel, La prima Resistenza armata in Italia alla luce delle fonti britanniche e tedesche, con prefazione di Antonio Varsori, Milano, Fondazione Comandante Libero, 2014, ISBN 9788890601873
  • Nicola Fedel - Rita Piccoli, Edizione critica del Rapporto Tabarri, con prefazione di Marcello Flores, Fondazione Comandante Libero, Milano, 2014, ISBN 9788890601859

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]