John Franklin

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Sir John Franklin

Sir John Franklin (Spilsby, 16 aprile 1786Isola di Re William, 11 giugno 1847) è stato un ufficiale, esploratore e scrittore inglese. Già governatore della Tasmania, e tra i fondatori della Royal Geographical Society, guidò come comandante della Royal Navy numerose esplorazioni nell'Oceano Artico. Nella sua ultima spedizione, volta alla ricerca del leggendario Passaggio a nord-ovest, perì assieme a tutto il suo equipaggio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nono di 12 tra fratelli e sorelle, mostrò fin da piccolo il desiderio di intraprendere una carriera legata al mare. Suo padre, inizialmente contrario, alla fine lo aiutò, facendolo reclutare, all'età di 14 anni, dalla Royal Navy, che lo imbarcò sulla HMS Polyphemus. Partecipò all'inizio dell'Ottocento a numerosi viaggi e scontri navali: la Battaglia di Copenaghen nel 1801, la Battaglia di Trafalgar nel 1805 (a bordo dell'HMS Bellerophon) e la Battaglia di New Orleans del 1815, oltre all'esplorazione delle coste australiane (con l'HMS Investigator).

Nel 1818, già al comando del brigantino Trent, fu unito a David Buchan, capitano della Dorothea, per una spedizione nell'Oceano Artico, che, partendo dall'arcipelago delle Svalbard, doveva raggiungere il Polo Nord tramite lo Stretto di Bering, ma rimasero bloccati fra i ghiacci, riuscendo a tornare indietro fra molte difficoltà dopo svariate settimane.

Dal maggio 1819, e sino al 1822, partecipò ad una spedizione (organizzata dalla Compagnia della Baia di Hudson) nello Stretto di Davis, verso le coste settentrionale del Canada: con i suoi uomini, che si trovarono ad avanzare lentamente, in parte a piedi ed in parte in canoa, raggiunse il Distretto di Franklin. Esaurite le scorte alimentari, perse 11 dei 20 componenti dell'equipaggio (uno di questi venne giustiziato per cannibalismo), prima dell'arrivo dei provvidenziali soccorsi da parte degli indiani. A questa spedizione ha dedicato, in due volumi, il libro Narrative of a journey to the shores of the Polar Sea[1].

Nel 1823, dopo il rientro in Inghilterra, Franklin si sposò con la poetessa Eleanor Anne Porden, da cui ebbe l'anno successivo una figlia, Eleanor Isabella. Nel 1825, mentre si trovava in viaggio per un'altra spedizione, stavolta verso il Mare di Beaufort, al largo delle coste dell'Alaska - con la quale ebbe maggior fortuna della precedente, tanto da poter completare il rilievo di numerosi fiumi (Great Bear River, Mackenzie River e il Coppermine River) -, la moglie morì di tubercolosi. Nel 1828, nominato baronetto da Giorgio IV, si risposò con Jane Griffin, amica della sua prima moglie e con la quale condivideva la passione per i viaggi, e diede alle stampe il resoconto delle sue ultime esplorazioni, dandogli il titolo di Narrative of the a second expedition to the shores of the polar sea[2].

Le navi Erebus e Terror nel 1840

Dopo esser stato luogotenente governatore della Terra di Van Diemen dal 1836 al 1843, fu richiamato per la ricerca del mitico passaggio artico. Al comando di una spedizione composta da due navi (le stesse che avevano accompagnato le esplorazioni di James Clark Ross) e 129 uomini, partì da Londra il 19 maggio 1845. Le navi di Franklin vennero avvistate da una baleniera, per l'ultima volta, il successivo 26 luglio: si trovavano nella baia di Baffin.

In base ai rapporti delle spedizioni organizzate alla loro ricerca (anche grazie alla determinazione della moglie di Franklin) tra il 1848 e il 1859, che peraltro portarono al rinvenimento, presso degli eschimesi, di un resoconto del viaggio fino al 25 aprile 1848, si apprese che l'esploratore britannico e il suo equipaggio erano approdati nell'isola di Beechey, trascorrendovi l'inverno del 1845-'46. Le navi Erebus e Terror, che avevano poi tentato di riprendere la rotta, furono bloccate dai ghiacci, in particolare tra l'Isola Victoria e l'isola di Re Guglielmo. Qui trovarono pian piano la morte oltre venti fra marinai e ufficiali, compreso lo stesso Franklin; i sopravvissuti abbandonarono le navi soltanto nella primavera del 1848, perendo però durante il percorso intrapreso a piedi verso sud[3].

Ai viaggi di Franklin sono stati dedicati anche vari romanzi, tra cui La casa di ghiaccio o il cacciatore di Vincennes (del 1861) del gesuita Antonio Bresciani e La scoperta della lentezza (titolo originale Die Entdeckung der Langsamkeit), dello scrittore tedesco Sten Nadolny, che è stato pubblicato nel 1983[4] (in Italia, per la Garzanti, nel 1985). Il protagonista de Le avventure del capitano Hatteras, il celebre romanzo di Jules Verne, sembra forgiato proprio sulla figura dell'esploratore britannico, peraltro citato nel testo. John Franklin è anche uno dei protagonisti del romanzo storico La scomparsa dell'Erebus (The Terror, 2007), di Dan Simmons, dedicato alla spedizione del 1845 alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest. Citato nel romanzo Morsa di Ghiaccio di Clive Cussler

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. J. Franklin, Narrative of a journey to the shores of the Polar Sea in the years 1819-20-21-22, 2 voll., II ed., Murray, London 1824
  2. ^ J. Franklin, Narrative of the a second expedition to the shores of the polar sea in the years 1825, 1826 and 1827, Carey, Philadelphia 1828
  3. ^ Numerosa letteratura si è susseguita durante e dopo le ricerche della spedizione Franklin. Disponibili in rete, fra gli altri, i seguenti volumi: J. Richiardson, Arctic searching espedition, vol. II, London 1851; P.L. Simmons, Sir John Franklin and the Arctic regions, Buffalo 1852; E. Kent Kane, Arctic Explorations: The Second Grinnel Expedition in search of Sir John Franklin (1853-’54-’55), vol. II, Philadelphia 1856; J. Brown, The North-West Passage and the plans for the search of sir John Franklin, London 1860; C.F. Hall, Arctic Researches and the life among the esquimaux, New York 1865
  4. ^ L'epopea fallita di John Franklin, in «Corriere della Sera», 2 gennaio 2007, p. 21

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