Johannes Bückler

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Johannes Bückler (Miehlen, 1779Magonza, 21 novembre 1803) è stato un criminale tedesco. Soprannominato Schinderhannes, ha capeggiato una delle bande più attive della storia tedesca, autrice di un grande numero di reati tra cui furti, rapine ed estorsioni.

J. Bückler ritratto da K. H. Ernst (1803)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Johann and Anna Maria Bückler, Johannes viene accusato già a 15 anni di furto di pellame e, in seguito, anche di omicidio assieme ad alcuni complici (alcuni suoi ammiratori sostengono che queste accuse non siano sufficientemente provate a livello documentale). All'età di venti anni, comunque, Johannes è già implicato in innumerevoli reati.

Egli effettua le proprie scorribande soprattutto tra le due sponde del Reno, al confine tra la Francia e il Sacro Romano Impero: i suoi difensori sostengono, senza però presentare prove documentali, che la popolazione tedesca del lato occidentale, sotto oppressione francese, fosse favorevole alle razzìe di un fuorilegge di origine tedesca. In ogni caso egli spesso rivolge le proprie attenzioni soprattutto verso il patrimonio di cittadini ebrei e sempre in compagnia di diversi complici. Attorno all'anno 1800 la popolarità di Schinderhannes raggiunge il proprio apice, anche grazie al fatto che spesso egli organizza reati in gruppi eterogenei che cambiano costantemente. Sempre i suoi difensori affermano che a volte si facesse aiutare dai senzatetto per organizzare furti di sussistenza.

Nello stesso anno il Governo Generale francese intensifica l'azione finalizzata alla cattura di Bückler che, sotto lo pseudonimo di Jacob Ofenloch, sta avviando un'attività commerciale sulla sponda orientale del Reno dove conosce la sua unica amante, Juliana Blasius. Nel 1801, Bückler e i suoi compagni vanno a vivere nella torre diroccata di Simmern. Il 31 maggio 1802, a causa dell'inasprimento della sorveglianza francese, Bückler cerca di arruolarsi nell'esercito austriaco sotto l'ulteriore pseudonimo di Jakob Schweikart, ma viene riconosciuto da un ex complice, tradotto sotto il comando francese e, quindi, immediatamente imprigionato nella Torre di Legno di Magonza. Juliana Blasius viene accusata di essere sua complice. Schinderhannes - durante i sedici mesi successivi - opta per testimoniare contro cento propri ex complici. Molti di essi verranno condannati a morte proprio per le accuse del loro ex capo, che si comporta da "pentito" in termini moderni, vale a dire che vende i propri complici sperando di avere salva la vita.

Il 24 ottobre 1803 inizia il processo, che si conclude con la condanna a morte per ghigliottina comminata, nonostante la collaborazione, a Bückler stesso, e a diciannove suoi complici da lui accusati. L'esecuzione si tiene il 21 novembre 1803 alle porte di Magonza davanti a una folla che i suoi ammiratori affermano essere stata di trentamila persone, che a loro avviso volevano porgere l'ultimo saluto al "Robin Hood tedesco".[1]

Buckler fa parte di quella schiera di banditi che sono riusciti a creare un mito di loro stessi, ingraziandosi parti della popolazione con elargizioni, onde ottenere appoggi. Si tratta di tecniche volte a catturare il consenso utilizzate in Italia anche dalla mafia e dalla camorra. Anche queste organizzazioni criminali operano infatti come un vero contro-Stato, passando soldi, per esempio, alle famiglie dei carcerati. Il tipico padrino accumula potere ogni volta che elargisce un favore, o aiuta qualcuno, certo che, al momento opportuno, il favore gli sarà restituito. Questa strategia del consenso, volta ad ampliare il proprio potere, non è identificata da tutti come tale, e tuttora affascina spiriti romantici che non comprendono il fine di potere di questi comportamenti per cui si crea un mito positivo di questi personaggi delinquenziali e di queste organizzazioni criminali.

Bückler nel teatro e al cinema[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Bückler ha ispirato un lavoro teatrale del commediografo Carl Zuckmayer che, nel 1928, firmò anche la sceneggiatura di un film dal titolo Schinderhannes, diretto da Kurt Bernhardt (il futuro regista di Hollywood Curtis Bernhardt) e interpretato da Hans Stüwe e Lissy Arna. Ne venne fatto un remake nel 1958 diretto da Helmut Käutner con protagonisti Curd Jürgens e Maria Schell che, in Italia uscì con il titolo Lo scorticatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Who was 'Schinderhannes'?, p. 93, May 2011, BBC History Magazine, Nick Rennison

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