Johann Cochlaeus

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Johann Cochlaeus

Johann Cochlaeus o italianizzato Giovanni Cocleo, pseudonimo di Johann Dobneck (Wendelstein, 1479Breslavia, 10 gennaio 1552) è stato un teologo e umanista tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una povera famiglia che viveva nei pressi di Norimberga. Il suo percorso di formazione culturale incominciò nella sua città natale sotto la guida dell'umanista Heinrich Grieninger, e proseguì all'Università di Colonia nel 1504. Tre anni dopo, già laureato, pubblicò sotto il nome di Wendelstein il suo primo lavoro, intitolato In musicam exhortatorium. Rientrato nel maggio del 1510 a Norimberga, divenne direttore scolastico per cinque anni prima di trasferirsi in Italia, dapprima a Bologna, poi a Ferrara dove conseguì il dottorato nel 1517, ed infine a Roma dove venne ordinato sacerdote.

Nel 1520 ricoprì il ruolo di decano della Facoltà teologica a Francoforte, dove rimase coinvolto nella polemica con il modello di pensiero religioso luterano che si andava diffondendo. Nel suo trattato Colloqium Cochlaei cum Luthero, Cochlaeus riportò la sua discussione con Lutero avvenuta il 24 aprile del 1521, incentrata sulle teorie luterane riguardanti la predestinazione, l'eucarestia e l'autorità della Bibbia.[1]

L'atmosfera sempre più pesante e difficile spinse Cochlaeus a lasciare Francoforte per trovare maggiore tranquillità a Magonza, e nel 1529 divenne cappellano di corte del duca di Sassonia, prima di assumere il ruolo di canonico a Dresda, a Meissen e infine, nel settembre 1539, a Breslavia dove morì.

L'attività letteraria di Cochlaeus si basò quasi completamente sulla polemica antiluterana, di cui fu uno dei maggiori esponenti.[2] Proprio come esperto di tematiche religiose e luterane, partecipò ai dibattiti svoltisi nella dieta di Worms nel 1521, a quella di Norimberga del 1524, e infine a quella di Ratisbona del 1546. Martin Lutero, per difendersi dalle critiche autorevoli di Cochlaeus, fu sollecitato a scrivere il libro Wider den gewappneten Mann Cochlaeus ("Contro il munito uomo Cochlaeus").

Per tutti i suoi scritti utilizzò la lingua latina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Arblaster, Gergely Juhász & Guido Latré (eds.), Tyndale’s Testament, Turnhout: Brepols, 2002, p. 150.
  2. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol.II, pp. 342-343.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Adversus cucullatum Minotaurum Wittenbergensem: De sacramentorum gratia iterum, 1523.
  • In obscuros viros qui decretorum volumen infami compendio..., 1530.
  • Commentaria de actis et scriptis Lutheri, 1549.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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