Jiajing

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Jiajing
Ritratto ufficiale dell'Imperatore
Ritratto ufficiale dell'Imperatore
Imperatore
In carica 27 maggio 1521 – 23 gennaio 1567
Incoronazione 28 gennaio 1522
Successore Imperatore Longqing
Nome completo Qintian Lüdao Yingyi
Shengshen Xuanwen Guangwu
Hongren Daxiao Su
欽天履道英毅聖神宣文廣武洪仁
大孝肅皇帝
Nascita Hubei, 16 settembre 1507
Morte Pechino, 23 gennaio 1567
Dinastia Ming
Padre Zhu Yuyuan

L'imperatore Jiajing (o Chia-ching, 嘉靖, nome templare: Shizong 世宗; 16 settembre 150723 gennaio 1567) è stato Imperatore di Cina dal 1521 al 1567, fu l'undicesimo imperatore della dinastia Ming.

Nacque con il nome di Zhu Houcong 朱厚熜, e fu cugino dell'imperatore Zhengde.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Come nipote dell'imperatore Hongzhi, Jiaqing non era in linea diretta di successione al trono. Tuttavia, nel 1521, il trono divenne vacante con la morte del figlio dell'imperatore Hongzhi, l'imperatore Zhengde, che non lasciò eredi. Il quattordicenne Jiajing fu scelto per diventare imperatore e il suo feudo venne spostato da suo padre a Pechino.

Come imperatore[modifica | modifica sorgente]

Era usanza che un imperatore che non avesse un discendente diretto ne dovesse adottare uno dalla stessa famiglia, per mantenere una linea ininterrotta. Così fu proposta l'adozione di Zhu Houcong da parte dell'imperatore Zhengde, ma resistette, preferendo dare il titolo di imperatore al padre, così da diventarne il diretto successore. Una volta divenuto imperatore, Jiajing fece bandire o giustiziare molti dei suoi oppositori.[1] Tra i quali il grande poeta Ming Yang Shen.

L'imperatore Jiajing era conosciuto per essere un imperatore crudele ed esaltato; egli decise anche di vivere in un vero e proprio isolamento dentro la Città Proibita a Pechino. Ignorando gli affari di stato, Jiajing assunse individui incapaci come Zhang Cong e Yan Song, a cui mise in mano gli affari dello stato. A quel tempo Yan Song e suo figlio Yan Shifan,[2] dirigevano l'intero governo, un'amministrazione che venne addirittura chiamata "Primo e Secondo". I servitori leali come Hai Rui e Yang Xusheng criticarono e punirono Yan Song e suo figlio, ma vennero completamente ignorati dall'imperatore. Hai Rui e altri ministri vennero licenziati o giustiziati. Dal 1539 Jiajing abbandonò anche la pratica di ricevere i suoi ministri; poi per 25 anni rifiutò di apparire in pubblico, scegliendo di riferire la propria volontà attraverso funzionari e/o eunuchi, solo Yan Song, qualche manciata di eunuchi, e pochi sacerdoti taoisti ebbero la possibilità di vedere Jiajing. Questo ha portato nel governo Ming, ad una corruzione diffusa.

La spietatezza di Jiajing fece nascere un complotto interno, organizzato delle sue stesse concubine per assassinarlo mentre dormiva nell'ottobre del 1542. Un gruppo di ragazze del palazzo che ne aveva avuto abbastanza di Jiajing e della sua crudeltà decise di mettere insieme una banda per uccidere l'imperatore. Portantosi nel palazzo, una ragazza cercò di strangolare l'imperatore con un nastro per capelli, mentre le altre ragazze gli bloccavano braccia e gambe, ma fece un errore fatale nel fare un nodo attorno al collo dell'imperatore che non si strinse. Nel frattempo alcune giovani ragazze andarono nel panico e una corse dall'imperatrice: la trama venne scoperta. Tutte le ragazze coinvolte, tra le quali la concubina preferita dall'imperatore, furono sommariamente giustiziate per ordine dell'imperatrice.

La dinastia Ming aveva goduto di un lungo periodo di pace, ma nel 1542 il leader mongolo Altan Khan ha cominciò ad attaccare la Cina lungo la frontiera settentrionale, e nel 1550 raggiunse la periferia di Pechino. L'impero, con la concessione di diritti speciali, riuscì a sedare la sua brama di potere. L'impero ebbe anche a che fare con i pirati giapponesi lungo la costa sud-orientale, l'intervento del generale Qi Jiguang fu determinante per sconfiggere questi pirati.

A partire dal 1550 Pechino venne rinforzata con l'aggiunta della Città esterna.

Uno dei terremoti più catastrofici di tutti i tempi, il Terremoto dello Shaanxi, che uccise più di 800.000 persone, avvenne nel 1556, durante il regno dell'imperatore Jiajing.

Perseguimenti taoisti[modifica | modifica sorgente]

Un vaso di porcellana con pesci, dal periodo del regno Jiajing.

Jiajing fu un devoto seguace del Taoismo tentando di sopprimere il buddismo. Dopo l'attentato del 1542, Jiajing diede eccessiva attenzione al taoismo ignorando le sue funzioni imperiali: fece costruire il Tempio del Sole, il Tempio della Terra e Tempio della Luna e fece ampliare il Tempio del cielo. Con il passare degli anni, la sua devozione per il taoismo creò un grande deficit finanziario e anche dissenso in tutto il paese. In particolare nei suoi ultimi anni, Jiajing trascorreva molto tempo nello studio dell'alchimia nella speranza di trovare farmaci per prolungare la sua vita. Avrebbe con la forza impegnato giovani ragazze e ragazzi in attività sessuali, nella speranza di prendere potenza insieme al consumo di elisir. Inviò sacerdoti taoisti a raccogliere minerali rari provenienti da tutto il paese per creare elisir, tra cui elisir contenenti mercurio, che a dosi elevate è altamente tossico.

Eredità e morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1567, dopo 45 anni sul trono imperiale (il secondo più lungo della dinastia Ming), imperatore Jiajing morì, probabilmente a causa di un'overdose di mercurio. Gli successe il figlio, l'imperatore Longqing. Anche se la sua regola sulla successione era di stabilità, la negligenza di Jiajing nei suoi compiti ufficiali determinò il declino della dinastia, a partire dalla fine del XVI secolo. Il suo stile di governo sarebbe stato emulato in seguito da suo nipote, durante il XVII secolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Invasion of the great green algae monster, Salon.com, 25 June 2007
  2. ^ che ebbe il potere solo per l'influenza politica di suo padre
Predecessore Imperatore della Cina Successore China Qing Dynasty Flag 1889.svg
Zhengde 27 maggio 1521 – 23 gennaio 1567 Longqing

Controllo di autorità VIAF: 74654125 LCCN: nr90023092

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie