Jiahu

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Jiahu
賈湖
Flauto risalente a 9.000 anni fa, ritrovato nel sito di Jiahu
Flauto risalente a 9.000 anni fa, ritrovato nel sito di Jiahu
Civiltà Peiligang
Utilizzo insediamento
Epoca Neolitico
Localizzazione
Stato Cina Cina
Prefettura Luohe
Dimensioni
Superficie 55.000
Scavi
Data scoperta 1962
Archeologo Zhu Zhi
(EN) sito web

Jiahu (賈湖, pinyin: Jiǎhú) è un sito Neolitico situato nei pressi del Fiume Giallo, uno dei primi insediamenti della pianura centrale della Cina, nella contea di Wuyang, nella provincia di Henan. Gli archeologi considerano il sito uno dei più antichi esempi di Cultura di Peiligang.

L'insediamento si è formato tra il 7000 e il 5800 a.C., e successivamente abbandonato a causa di inondazioni. È circondato da un fossato e copre un'area di 55.000 m². Scoperto nel 1962 dall'archeologo Zhu Zhi, è stato oggetto solo recentemente di scavi intensivi, ma non è ancora del tutto esplorato.

Fasi[modifica | modifica sorgente]

Gli archeologi hanno suddiviso Jiahu in tre fasi temporali distinte.
La fase più antica copre un periodo compreso tra il 7000 ed il 6600 a.C., l'intermedia si situa tra il 6600 e il 6200 a.C., mentre l'ultima parte copre il periodo che va dal 6200 al 5800 a.C. Le ultime due fasi corrispondono alla cultura di Peiligang, mentre la fare più antica è esclusiva di Jiahu.

Coltivazioni[modifica | modifica sorgente]

Gli abitanti di Jiahu coltivavano il miglio e il riso. Mentre la coltivazione del miglio è in comune con la cultura di Peiligang, la coltivazione del riso presso Jiahu è unica, ed è una delle prime che si conoscano, la più antica nella storia nel nord della Cina.

Ritrovamenti[modifica | modifica sorgente]

A Jiahu sono state scoperti più di 300 sepolcri, contenenti diverse offerte votive tra cui ceramiche e persino gusci di testuggine. Una delle più importanti scoperte di questo sito consiste in alcuni flauti ricavati da un osso di una gru della Manciuria. Al periodo più antico risale il ritrovamento una coppia di flauti a scala tetratonica e pentatonica, mentre alla fase intermedia risalgono diversi flauti, compresa un'interessante coppia di flauti a scala esatonica. Uno di questi era spezzato, mentre gli altri sembravano la replica esatta del primo. Il secondo flauto presentava l'evidenza di un adattamento eseguito per far corrispondere il suono a quello del primo flauto. L'innovazione dell'ultimo periodo storico comprende l'uso della scala eptatonica.

Nel sito Jiahu sono stati trovati alcuni dei più antichi reperti di vasellame in ceramica del Neolitico cinese. Mediante opportune analisi chimiche è stata dimostrato che gli antichi abitanti del luogo utilizzavano un procedimento di saccarificazione dell'alcool dal riso, miele e biancospino.

Iscrizioni[modifica | modifica sorgente]

Scrittura di Jiahu.

A Jiau sono inoltre stati identificati undici segni, nove su guscio di tartaruga e due su osso, come possibile evidenza di una proto-scrittura. I segni risalgono probabilmente alla fase intermedia. Alcuni segni sono piuttosto simili ai più antichi simboli cinesi per occhio (目) e sole (日). Si sta valutando se questi segni possano corrispondere a quelli trovati negli ossi oracolari della dinastia Shang, data la notevole concordanza con i caratteri Shang.

Si potrebbe pertanto trattare di una scrittura avente soprattutto funzione divinatoria,[1] come quella degli ossi oracolari della cultura Shang.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Xueqin Li, Harbottle Garman, Juzhong Zhan et Changsui Wang, « The earliest writing? Sign use in the seventh millennium BC at Jiahu, Henan Province, China », Antiquity, 2003, vol. 77, n° 295, pp. 31-44.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Liu, Li. Il Neolitico Cinese: testimonianze da un passato remoto
  • Zhang, J., Xinghua Xiao, and Yun Kuen Lee, 2004, Musica primordiale. Analisi sui flauti in osso di Jiahu. Antiquity 78(302): 769-779.
  • Xueqin, L., Harbottle, G., Zhang, J. and Wang, C., 2003, Proto scrittura ? I segni utilizzati nel settimo millennio a.C. a Jiahu, Provincia di Henan, Cina Antiquity 77(295): 31-45.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]