Jerusalem e Dopesmoker

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dopesmoker
Artista Sleep
Tipo album Studio
Pubblicazione 1999 (Jerusalem)
2003 (Dopesmoker)
Durata 52 min : 08 s (Jerusalem)
73 min : 07 s (Dopesmoker)
Genere Stoner rock
Doom metal
Etichetta Rise Above/The Music Cartel (Jerusalem)
Tee Pee (Dopesmoker)
Produttore Billy Anderson, Sleep
Registrazione Record Two Studio a Comptche in California, nel 1996
Sleep - cronologia
Album precedente
(1992)
Album successivo

Jerusalem e Dopesmoker sono gli ultimi album in studio della band americana Sleep, pubblicati rispettivamente nel 1999 e nel 2003. La musica per questi album fu composta in un periodo di quattro anni in cui la band lavorò per creare un solo brano della durata di circa un'ora. L'album fu finanziato dall'etichetta London Records, che alla fine delle registrazioni si dichiarò scontenta del prodotto finale e si rifiutò di pubblicarlo. L'album fu pubblicato successivamente in diverse versioni e da diverse etichette. Tutte le versioni furono accolte molto positivamente dalla critica, e l'album è ormai considerato una pietra miliare per i generi stoner metal e doom metal.

Concepimento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le recensioni positive da parte della stampa specializzata per l'album Sleep's Holy Mountain, pubblicato nel 1993 dalla Earache Records, l'etichettà annunciò che la band avrebbe pubblicato un nuovo album.[1][2][3] Gli Sleep avevano terminato il tour europeo con i Cathedral e quello americano con gli Hawkwind, quando decisero di iniziare a comporre del nuovo materiale.[1][4] L'album sarebbe consistito in un brano unico della durata di un'ora.[4] Il brano venne sviluppato e provato durante i sound check, nelle stanze di motel e nelle case di amici.[5] Matt Pike disse che il processo di scrittura fu lungo e che lavorarono su di esso per circa quattro anni. Parallelamente, il gruppo lavorò su altri pezzi di durata minore, ma non li registrò mai.[4] Al Cisneros dichiarò che il consumo di cannabis fu un fattore importante nel processo di scrittura, tanto da riflettersi abbondantemente nel testo del brano.[5] Durante i concerti la band eseguì il brano con il nome di "Dopesmoker". Durante le sessioni di prova dopo il tour, però, iniziarono a riferirsi alla canzone con il nome "Jerusalem", visto che la storia narrata sarebbe stata ambientata nei deserti mediorientali.[6]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 gli Sleep erano pronti a registrare l'album, ma le registrazioni vere e proprie non iniziarono prima del 1996, a causa di alcune dispute legali con la Earache Records.[5] Sia la London Records che la Elektra Records erano interessate a offrire un nuovo contratto al gruppo. La scelta degli Sleep ricadde sulla London Records per la promessa di completa libertà artistica e maggior supporto finanziario. Dato che l'etichetta non aveva sotto contratto nessuna band metal, il gruppo pensava che avrebbe ricevuto un trattamento di favore.[4][7] La situazione economica dei membri della band era tutt'altro che rosea, e la maggior parte dei soldi ricevuti dall'etichetta furono utilizzati per saldare i loro debiti.[4]

Il brano fu registrato al Record Two Studio a Comptche, in California, dal produttore Billy Anderson.[8] Durante le registrazioni, il brano prese forma in modo differente da come la band l'aveva inizialmente concepito, con tempi sempre più lenti.[8] Le registrazioni furono difficoltose, per via del fatto che i musicisti dovevano memorizzare grandi porzioni della canzone. Inoltre, la registrazione fu suddivisa in tre sezioni, per adeguarsi alla durata di 22 minuti delle bobine magnetiche. Secondo Matt Pike fu divertente, ma anche una delle cose più difficili della sua vita.[7] Dopo un mese in studio, gli Sleep tornarono a casa per esercitarsi e fare pratica, prima di ritornare per un altro mese. Pike dichiarò che alla fine delle registrazioni si ritrovarono con due o tre versioni differenti del brano.[6]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo qualche settimana dalla firma del contratto con la London Records, i membri della divisione A&R dell'etichetta che avevano negoziato con gli Sleep furono trasferiti e rimpiazzati.[4] Dopo l'invio dell'album completo alla London Records, l'etichetta disse al gruppo che non lo avrebbe pubblicato nel formato attuale.[9] L'etichetta quindi fece remixare il materiale da David Sardy, ma nonostante questo fu riluttante a dare l'album alle stampe.[10] La band inizialmente decise di bloccare la pubblicazione di una qualsiasi versione modificata del brano, creando di conseguenza una condizione di stallo tra loro e l'etichetta.[3] I membri del gruppo erano indecisi se accettare o meno il rilascio dell'album. Cisneros era contro la pubblicazione, mentre Pike riteneva che dopo tutto il duro lavoro fatto per registrarlo, era meglio pubblicare la versione modificata dell'album che non pubblicarlo affatto.[11]

Ad oggi sono state pubblicate quattro versioni dell'album: un disco promozionale della London Records, un bootleg con copertina disegnata da Arik Roper, un album della Rise Above/Music Cartel Records e un album della Tee Pee Records.[12] La versione pubblicata dalla Rise Above/Music Cartel Records nel 1999 sotto il nome di Jerusalem era non autorizzata.[1][3] Jerusalem ha una durata di 52 minuti ed è una singola composizione divisa in sei parti con lo stesso titolo.[13] La versione dell'album intitolata Dopesmoker fu pubblicata il 22 aprile 2003 dalla Tee Pee Records su compact disc e vinile, per una durata di 63 minuti.[2][14] Cisneros si ritenne soddisfatto della versione del 2003 di Dopesmoker, affermando che è la versione più fedele alla registrazione originale.[12] Alcune parti del brano sono state utilizzate nella colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch. Jarmusch si considera un fan degli Sleep e li cita, assieme agli Earth e ai Sunn O))), come influenti per la creazione del film.[15]

Ristampa[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2012, la Southern Lord Records annunciò una ristampa dell'album, sostenendo che la nuova versione avrebbe avuto un audio più chiaro e potente.[16] La grafica della ristampa fu curata dall'artista Arik Roper. Il nuovo mastering fu eseguito da Brad Boatright (il chitarrista dei From Ashes Rise), a partire dai nastri delle registrazioni originali. Inoltre è stata aggiunta come traccia bonus una versione dal vivo della canzone Holy Mountain, registrata all'I-Beam di San Francisco nel 1994.[17] Questa versione dell'album raggiunse la posizione numero 14 della classifica Top Heatseekers.[18]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic (Jerusalem) 4/5 stelle[13]
AllMusic (Dopesmoker) 4.5/5 stelle[14]
Consequence of Sound 3.5/5 stelle[19]
Decibel (favorable)[20]
Exclaim! (favorable)[21]
Mojo 5/5 stelle[22]
Pitchfork (8.5/10)[23]
Spin (favorable)[24]
Stylus Magazine (favorable)[25]

Sia Dopesmoker che le precedenti versioni dell'album ricevettero recensioni positive dalla stampa specializzata. Nell'uscita del dicembre 2000 della rivista Spin, l'album venne definito una pietra di paragone per il genere stoner.[24] Su CMJ New Music Monthly si affermò che il brano non annoia nonostante la monotonia, grazie all'imprevedibilità della band.[26] Sul database online AllMusic sono recensite entrambe le versioni principali con voti molto positivi, suggerendo agli estimatori del genere anche l'ascolto di Jerusalem, nonostante Dopesmoker sia considerata la versione definitiva.[13] Nel 2006, la rivista Decibel incluse l'album nella loro hall of fame dei "capolavori del metal estremo".[20]

L'album continuò a ricevere critiche positive dopo la pubblicazione di Dopesmoker. La rivista inglese Mojo diede all'album un giudizio di cinque stelle su cinque, definendolo un punto di riferimento rispetto al quale ogni opera di stoner rock si sarebbe dovuta confrontare.[22] Exclaim! elogiò Dopesmoker, giudicandolo superiore a Jerusalem.[21] Stewart Voegtlin di Stylus Magazine fece notare che il rifiuto da parte della London Records di condividere la visione che il gruppo aveva dell'album, portò all'effettivo scioglimento degli Sleep (con la conseguente formazione degli High on Fire da parte di Matt Pike e degli Om da parte di Al Cisneros e Chris Hakius).[25]

Anche la ristampa del 2012 da parte della Southern Lord Records fu giudicata in maniera positiva. Su Metacritic raggiunse un punteggio di 94/100, sulla base di 9 recensioni.[27] Su Exclaim! si affermò che questa versione è più pulita e potente, con chitarre più "pesanti" e presenti, che rinvigoriscono il brano.[28] Pitchfork Media assegnò all'album un voto di 8.5 su 10, elencandolo tra le "migliori ristampe recenti".[23] Austin Trunick di Consequence of Sound diede a Dopesmoker tre stelle e mezzo su cinque, evidenziando che si tratta di un disco che può essere apprezzato in pieno solo dagli appassionati del genere.[19]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce sono state composte dagli Sleep.[13][14][29]

Jerusalem
  1. "Jerusalem" – 9:26
  2. "Jerusalem" – 8:26
  3. "Jerusalem" – 9:01
  4. "Jerusalem" – 10:28
  5. "Jerusalem" – 5:45
  6. "Jerusalem" – 9:03
Dopesmoker (Versione Tee Pee Records del 2003)
  1. "Dopesmoker" – 63:31
  2. "Sonic Titan (live)" – 9:36
Dopesmoker (Ristampa Southern Lord Records del 2012)
  1. "Dopesmoker" – 63:31
  2. "Holy Mountain (live)" – 11:54
  3. "Sonic Titan (live)" – 9:36 Presente solo nella versione in vinile

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Jerusalem
  • Sleep – produzione
  • Philp Hayward – tecnico assistente
  • Doug Henderson – tecnico assistente
  • Fred Kervorkian – editing
  • Adam Muñoz – tecnico assistente
Dopesmoker (Versione Tee Pee Records del 2003)
  • Sleep – produzione, note di copertina
  • Billy Anderson – produzione, ingegnere del suono
  • Mark Keaton – mastering
  • Arik Roper – grafica
Dopesmoker (Ristampa Southern Lord Records del 2012)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Earache Staff, Sleep in Earache. URL consultato il 19-05-2008 (archiviato dall'url originale il December 7, 2007).
  2. ^ a b Tee Pee Staff, Tee Pee Records - Bands in Tee Pee Records. URL consultato il 19-05-2008.
  3. ^ a b c Rivadavia, Eduardo, allmusic ((( Sleep > Biography ))) in AllMusic. URL consultato il 19-05-2008.
  4. ^ a b c d e f Bennett, 2009. p.294
  5. ^ a b c Bennett, 2009. p.295
  6. ^ a b Bennett, 2009. p.297
  7. ^ a b Bennett, 2009. p.293
  8. ^ a b Bennett, 2009. p.296
  9. ^ Bennett, 2009. p.298
  10. ^ Bennett, 2009. p.299
  11. ^ Bennett, 2009. p.301
  12. ^ a b Bennett, 2009. p.300
  13. ^ a b c d Deming, Mark, Jerusalem: Overview in AllMusic. URL consultato il 18-09-2011.
  14. ^ a b c Rivadavia, Eduardo, allmusic ((( Dopesmoker > Overview ))) in AllMusic. URL consultato il 18-09-2011.
  15. ^ Jim Jarmusch unedited in The Wire, novembre 2009. URL consultato il 02-10-2010.
  16. ^ Southern Lord to Unleash Dopesmoker Deluxe Reissue, March 9, 2012. URL consultato il 09-03-2012.
  17. ^ Deluxe Reissue of Sleep's 'Dopesmoker' Due in May, March 30, 2012. URL consultato il 30-09-2012.
  18. ^ Dopesmoker - Sleep in Billboard. URL consultato il 21-05-2012.
  19. ^ a b Trunick, Austin, Album Review: Sleep - Dopesmoker in Consequence of Sound, 11 maggio 2012. URL consultato il 30-05-2012.
  20. ^ a b Bennett, 2009. p.292
  21. ^ a b Ayers, Chris, Aggressive Tendencies Metal & Hardcore reviews:Sleep - Dopesmoker in Exclaim!, settembre 2003. URL consultato il 03-09-2009.
  22. ^ a b Mojo, ottobre 2003, p. p.111.
    «5 stars out of 5 - '...A benchmark by which all that dares call itself stoner rock must surely be judged...’».
  23. ^ a b Currin, Grayson, Sleep: Dopesmoker in Pitchfork Media, 15-05-2012. URL consultato il 30-05-2012.
  24. ^ a b Joe Gross, Racket to Bits: Indie Metal: Your Source for Precious Alloys in Spin, vol. 16, nº 12, SPIN Media LLC, dicembre 2000, p. 140, ISSN 0886-3032. URL consultato l'08-09-2010.
  25. ^ a b Into the Void: Stylus Magazine's Beginner's Guide to Metal - Article - Stylus Magazine in Stylus Magazine, 9 gennaio 2006. URL consultato l'08-09-2010.
  26. ^ Ian Christe, Metal in CMJ New Music Monthly, vol. 52, CMJ Network, Inc., dicembre 1997, p. 64, ISSN 1074-6978. URL consultato il 02-10-2010.
  27. ^ Dopesmoker (Reissue) - Sleep, Metacritic. URL consultato il 15-08-2012.
  28. ^ Falzon, Denise, Sleep - Dopesmoker in Exclaim!, 15-05-2012. URL consultato il 30-05-2012.
  29. ^ Raggett, Ned, Dopesmoker (CD - Southern Lord Records #LORD 158) in AllMusic. URL consultato il 01-06-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]