Jeeg robot d'acciaio

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Jeeg robot d'acciaio
manga
Secondo volume dell'edizione italiana del manga (Dynamic Italia)
Secondo volume dell'edizione italiana del manga (Dynamic Italia)
Titolo orig. 鋼鉄ジーグ
(Kōtetsu Jīgu)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Testi Go Nagai
Disegni Tatsuya Yasuda
Editore Kodansha
1ª edizione aprile 1975
Collanaed. Dynamic Manga n. 13
Tankōbon 2 (completa)
Editore it. Dynamic Italia
1ª edizione it. marzo/aprile 2002 – giugno/luglio 2002
Collanaed. it. Dynamic Manga n. 13
Periodicità it. bimestrale
Volumi it. 2 (completa)
Formato it. 12,5 × 17,5 cm
Rilegatura it. brossurato con sovracoperta
Lettura it. ribaltata rispetto all'ed. orig.
Testi it. Yuka
Target shōnen
Generi fantascienza, mecha
Jeeg robot, uomo d'acciaio
serie TV anime
Titolo originale
Titolo originale
Titolo orig. 鋼鉄ジーグ
(Kōtetsu Jīgu)
Autore Go Nagai
Regia
Sceneggiatura
Character design Kazuo Nakamura
Animazione
Dir. artistica Geki Katsumata
Studio
Musiche Chūmei Watanabe
Rete TV Asahi
1ª TV 5 ottobre 1975 – 29 agosto 1976
Episodi 46 (completa)
Durata ep. 30 min
Reti it. Televisioni locali, Canale 5, Italia 1
1ª TV it. 1979
Episodi it. 46 (completa)
Durata ep. it. 22 min
Doppiaggio it.
  • studio
  • direttore
Target shōnen
Genere mecha
Cronologia
  1. Jeeg robot, uomo d'acciaio
  2. Kotetsushin Jeeg

Jeeg robot, uomo d'acciaio (鋼鉄ジーグ Kōtetsu Jīgu?) è un anime televisivo di 46 episodi prodotto dalla Toei Animation nel 1975 su soggetto di Go Nagai. Nello stesso anno ne fu pubblicata anche una riduzione manga in collaborazione con Tatsuya Yasuda.

La serie è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 1979. Nel nostro paese ha riscosso un notevole successo, paragonabile solo a quello di altre grandi serie del genere, come UFO Robot Goldrake e le serie di Mazinga. Nel 2007 è uscito in Giappone l'anime, Kotetsushin Jeeg che riprende la trama del manga di Nagai e che vede un nuovo protagonista, insieme a diversi personaggi storici.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il professor Shiba, noto scienziato giapponese, durante una ricerca archeologica, scopre una antica campana di bronzo appartenuta all'antico popolo Yamatai, soggetto alla malvagia regina Himika. Una popolazione che ha sempre fatto come regola di vita la sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Il popolo Yamatai non si è estinto, si è ibernato nella roccia in attesa di ritornare in vita: solo la magica campana di bronzo gli permetterebbe di conquistare il mondo: per questo il professore decide di nascondere la campana e approfittando di un grave incidente di laboratorio in cui viene disgraziatamente coinvolto suo figlio Hiroshi, gli miniaturizza nel petto la campana, rendendolo invulnerabile.

Hiroshi cresce senza essere a conoscenza di tutto ciò; diventa un grande campione di Formula 1. Un giorno durante una corsa egli rimane vittima di un grave incidente automobilistico, dal quale rimane incredibilmente illeso: ma nulla gli lascia intuire la sua invulnerabilità. In quegli stessi istanti rinascono dalle rocce i guerrieri Aniwa, insieme al perfido ministro Ikima, che aggrediscono il professore ferendolo gravemente. Miwa, la sua giovane assistente, lo ritrova e lo riporta morente a casa della sua famiglia, dove morirà fra le braccia del figlio, ma non prima di avergli consegnato una strana collana e un paio di misteriosi guanti. Il professor Shiba ha però creato, prima di morire, un computer dove ha riversato tutta la sua conoscenza: ed è questa che rivela al figlio di potersi trasformare in un robot, Jeeg, il robot d'acciaio, destinato a difendere l'umanità dai perfidi mostri Haniwa.

Comincia così la lunga guerra che vede il giovane Hiroshi, ribelle e presuntuoso ma sicuramente coraggioso, combattere contro i guerrieri della malvagia regina Himica comandati dai ministri Ikima, Mimashi e Amaso. Inizialmente inconsapevole del segreto che porta nel suo petto, lotterà senza grande senso di umanità, ma poi, poco alla volta, prenderà coscienza della sua responsabilità e maturerà nello spirito e nel carattere. Nelle battaglie il padre sarà sempre vicino a Hiroshi, consigliandolo e aiutandolo direttamente o tramite la sua assistente Miwa (alla guida del suo velivolo il Big Shooter), o attraverso i suoi scienziati, collaboratori della Base Antiatomica, il laboratorio di ricerca da lui diretto in vita e ora gestito dal suo diretto aiutante, il prof. Dairi.

Arriva il giorno in cui la regina Himica scopre il segreto della campana di bronzo: riuscendo a radiografare dal petto di Hiroshi la campana, ne interpreta le iscrizioni riportate su di essa. Grazie ad esse invoca l'Imperatore del Drago, che si risveglierà dal sonno eterno, ma quest'ultimo, anziché venirle in aiuto, la ucciderà e la sostituirà sul trono.

Da allora, la guerra con Jeeg e gli umani si inasprisce: ma nello stesso tempo, lo stato d'animo dei ministri di Himica, ancora fedeli alla loro regina, crea malessere all'interno dell'impero Yamatai. Mimashi, coraggioso ministro di Himica, aizza il suo popolo contro il Signore del Drago, tentando una rivolta ma fallisce e rimane ucciso. Ikima e Amaso si assoggettano al Signore del Drago ma saranno sempre bistrattati da quest'ultimo, che presto li sostituirà con Flora, una giovane guerriera umana che si trova molto vicina al Signore del Drago, grata per averle ridato la vita quando da piccola era stata inavvertitamente uccisa durante una battaglia (nella quale i suoi genitori erano rimasti uccisi) mentre cercava di salvare un cucciolo di lupo.

Flora ha sangue umano nelle vene e non riesce a dimenticare il suo cuore umano. Hiroshi e Flora si incontrano e subito il giovane si accorge dello stato d'animo di Flora, al punto da cercare di convincerla a tornare sui suoi passi. Il Signore del Drago riesce sempre ad averla vinta sui sentimenti di Flora, in nome di quell'antica gratitudine. Ma un giorno Hiroshi viene rapito e portato nel regno Yamatai, in quell'occasione Flora capisce i suoi errori e tradisce il suo imperatore liberando Hiroshi. Ma il tradimento si paga con la morte e la giovane guerriera viene trucidata dallo stesso Imperatore.

La guerra non ha limiti ma l'impero Yamatai, dopo le varie sconfitte, va sempre più indebolendosi. Solo un attacco in massa può portare alla vittoria. Jeeg si difende strenuamente ma con difficoltà al punto di rischiare la disfatta. Il computer della base, il professor Shiba virtuale, si schianta contro l'astronave nemica uccidendone gli occupanti (compreso Ikima) e salva Jeeg da una grave sconfitta. Desideroso di vendicare il padre, Hiroshi riprende fiducia in sé, trovandosi faccia a faccia con il Signore del Drago. Una dura battaglia lo porta a vincere contro il suo acerrimo nemico.

La guerra è finita e Hiroshi è maturato e ha acquistato una grande sicurezza di sé, sarà sempre disposto a difendere la sua famiglia e il suo popolo, in nome della pace.

Le basi culturali riscontrabili nella serie, rimandano ovviamente alla storia e tradizione giapponese. Il potentato Yamatai fu una antica forma statale, un’organizzazione feudale sulla quale abbiamo pochissime informazioni pervenuteci dalla storiografia cinese. È un tuffo in un passato localizzato essenzialmente nelle isole nipponiche, così come le vicende sembrano essere rivolte ad un pubblico fortemente connotato nella provenienza e nell’estrazione culturale. Gli stessi nomi dei "ministri" della regina Himika (identificata con una Himiko, o Pimiko vissuta intorno probabilmente tra il secondo ed il terzo secolo d.C), vengono mutuati dai nomi di antiche province giapponesi. Infine la "campana di bronzo" è un riferimento ai manufatti del periodo Yajoi, in cui le dotaku erano campane rituali, utilizzate con finalità religiose. Tuttavia questi elementi non sono immediatamente riconoscibili dagli spettatori non giapponesi.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Eroi ed alleati[modifica | modifica sorgente]

  • Hiroshi Shiba - 25 anni, appassionato d'auto e giovanissimo Campione del Mondo di Formula 1, figlio del professor Shiba a cui è, almeno inizialmente, fortemente contrapposto: lo scienziato difatti ha deciso di concentrare tutte le proprie energie alla ricerca senza tener conto della famiglia. Ma poco alla volta verrà a conoscer le sue vere intenzioni.
    Ha la capacità di trasformarsi nella testa bionica di Jeeg, a seguito degli esperimenti scientifici compiuti da padre su di lui quand'egli era ancora molto piccolo. Lavora come meccanico in un negozio di riparazioni d'automobili.
  • Professor Shiba - Padre di Hiroshi. Scienziato ed archeologo di fama: è lui che ha trovato il reperto denominato "campana di bronzo". Fa in modo di trasferire la propria coscienza e memoria all'interno d'un computer (mostrando così per la prima volta in un cartone animato quello che oggi viene chiamato Mind uploading) alla base di Dairi. In questo modo, dopo essere stato ucciso, può continuare a comunicare (del tutto similmente a ciò che accade al padre di Daigo in Gordian). Si sacrificherà durante la battaglia finale contro l'Imperatore del Drago.
  • Miwa Uzuki - Il dottor Shiba se ne prese cura fin da quando divenne orfana e ne fece la sua assistente e collaboratrice fedele, è addetta a pilotare il Big Shooter e a sganciare i componenti necessari per portare a compimento la trasformazione di Hiroshi in Jeeg. Indossa un abito bianco con stivali e minigonna; il suo fermacapelli si abbassa trasformandosi in visiera al momento del decollo col Big Shooter quando ne preme le estremità. Il nome deriva da quello di una montagna sacra allo shintoismo.
  • Professor Dairi - A capo della base antiatomica, collega devoto e appassionato e successore di Shiba.
  • Kikue Shiba - Madre di Hiroshi e Mayumi, vedova del dottor Shiba.
  • Mayumi Shiba - Sorellina di Hiroshi, frequenta ancora l'asilo. Prova un forte e struggente attaccamento al fratello più grande.
  • Shorty - Ragazzino rimasto orfano ed accolto in casa Shiba; aiuta Hiroshi nei lavori di meccanica, in qualità di unico dipendente nello stesso garage. Gli fa inoltre da assistente durante le competizioni automobilistiche, ove funge da navigatore.
  • Don Myoseki - Il grande avversario un po' goffo di Hiroshi, sempre pronto a rivaleggiare con lui: assistito da Pancho è riuscito ad assemblare il Mechadon, con il quale pensa di sorpassare in capacità e valore lo stesso Jeeg. Rappresenta il personaggio più leggero e comico della serie, anche se a volte riesce a contribuire fattivamente divenendo un elemento molto utile in appoggio allo stesso Jeeg.
  • Pancho - Grasso aiutante tuttofare imbranato di Don, sempre affamato e costantemente col moccio al naso. Pilota ausiliario del Mechadon; estremamente pauroso, ha una forte simpatia per Miwa. In un episodio viene scambiato per il rampollo di un'illustre famiglia.
  • La talpa - La grande "nemica" di Don. Esce fuori dalla terra per prenderlo in giro ogni qual volta questi fallisce nei propri intenti.

Nemici[modifica | modifica sorgente]

  • Impero Yamatai - Leggendaria civiltà creata in un lontanissimo passato dal popolo Aniwa; risvegliatosi dalla roccia dopo un sonno millenario cerca di ritrovare il proprio potere perduto grazie alla campana di bronzo, il cui segreto è ora stato svelato dagli umani.
  • Regina Himica - Sovrana dell'arcaico e antichissimo popolo degli Aniwa ed ora regina del vasto regno sotterraneo; dopo il risveglio dal suo sonno millenario vuole ottenere nuovamente il dominio del Giappone a favore del proprio impero e contro gli umani, rovesciandone il potere costituito. Utilizza a tal scopo i soldati Aniwa trasformati in "mostri di roccia": ha difatti la straordinaria capacità di creare temibili mostri a partire dalla pietra fossile. Evocherà l'Imperatore del Drago, che tuttavia si sbarazzerà di lei.
  • Ikima - Con una folta capigliatura e la barba bionda, ha l'aspetto di un uomo di mezza età abbigliato con un lungo mantello. Specializzato nella messa a punto delle strategie più intellettuali, muore nel corso della battaglia finale a bordo dell'astronave madre. È il nome di un'antica provincia giapponese.
  • Mimashi - Dotato di corna, col volto solo per metà umano mentre l'altra metà rimane fossile, indossa una tunica bianca; fedelissimo alla regina Himica, viene fatto assassinare dall'imperatore dopo che aveva cercato d'opporvisi.
  • Amaso - Col volto di roccia e spunzoni di pietra al posto dei capelli, si dimostra alla fine l'unico vile fra i tre ministri di Himica. Muore nell'ultima puntata, scaraventato giù da un palazzo dal Big Shooter. Anche questo personaggio prende il nome di un'antica provincia giapponese.
  • Imperatore del Drago - Il massimo antagonista della serie: ha un drago sputafuoco attorno al collo e i capelli rossi color fiamma. Dopo aver ucciso Himica ne prende il posto sul trono, rivelandosi ben presto per Jeeg un nemico ancor più crudele di lei. È una figura di chiarissima ispirazione mitologica: il drago è presente in tutte le tradizioni orientali. Risponde positivamente all'invocazione di Himica, che nella sua celebre cantilena lo chiama "Negini" (Nāga è l'uomo serpente della mitologia vedica).[1]
  • Flora - Una bella donna dai capelli verdi e di umili origini che ha giurato fedeltà imperitura all'Imperatore del Drago: dopo esser stata uccisa da bambina per salvare un cucciolo di lupo è stata riportata in vita dall'Imperatore. Finirà per ribellarvisi quando scoprirà che è stato proprio lui a sterminare la sua famiglia; questo le costerà la vita. Morirà felice tra le braccia di Jeeg.
  • Soldati di Himica - Esseri che escono dalle viscere della terra, dotati di una maschera che ricopre loro il volto, vestiti di bianco ed armati di spada. Sono in tutto e per tutto simili alle statuette rinvenute in Giappone, con riferimento agli scavi archeologici che hanno riportato alla luce la cd. civiltà dei "tumuli".
  • Soldati dell'Imperatore - Esseri corazzati armati di esplosivi e dotati di scudo.

Armamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Big Shooter - Navicella pilotata da Miwa, è dotata di missili e può sganciare le ali quando ve ne sia bisogno. Il suo intervento risulta esser sempre indispensabile in quanto è da esso che vengono lanciati i pezzi che dovranno comporre interamente il corpo di Jeeg, dopo che Hiroshi s'è mutato nella sua testa. Oltre alle parti del corpo in acciaio di Jeeg contiene al suo interno anche i relativi pezzi di ricambio. La sua lunghezza è di circa 28 metri.
  • Jeeg - Grazie ai guanti consegnatigli dal padre Hiroshi, congiungendo le mani a pugno, può diventare la testa senziente del robot; completa poi la trasformazione unendosi magneticamente ai componenti che gli lancia Miwa dal Big Shooter. Una volta assemblato Jeeg è alto circa 11 metri e pesa oltre 12 tonnellate.
    Le armi da lui più spesso utilizzate sono: maglio e doppio maglio perforante, raggio protonico e super-neutroni dall'ombelico, raggi delta dal petto, raggi gamma dagli occhi e bazooka spaziale. Più avanti si doterà anche del modulo H-305 Antares che gli permette di tramutarsi in un centauro, dei missili perforanti, super-perforanti e scudi rotanti che s'installano al posto delle braccia, i componenti subacquei che gli permettono di combattere sott'acqua ed infine gli astro-componenti che lo fanno diventare una specie di nave spaziale.
  • Mechadon 1 - Un robot imbelle inserito a mo' di centauro in quella che dovrebbe essere un'auto da corsa.
  • Mechadon 2 - Robot antropomorfo paffuto con un cerotto sul naso ed armato di martello; Pancho vi si trova appeso al collo mentre Don lo guida dalla testa. Il Mechadon 2 può eseguire tre trasformazioni in stile Getter Robot.

Nomi negli altri paesi[modifica | modifica sorgente]

  • Giappone: Kōtetsu Jeeg
  • Spagna: El Vengador
  • Internazionale: Steel Jeeg

Episodi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Jeeg robot d'acciaio.
  1. Il risveglio dei mostri
  2. Il rapimento di Mayumi
  3. L'inganno di Mimashi
  4. Missili perforanti
  5. Macchie solari
  6. Formula 1
  7. Radioattività
  8. La sfida di Don
  9. La Principessa delle nevi
  10. S.O.S. Big Shooter
  11. Lotta senza quartiere
  12. Prigioniero di Himika
  13. Nessun compromesso
  14. All'ultimo istante
  15. Sangue blu
  16. Prigioniero di un sogno
  17. Mecadon 2
  18. Transfert di memoria
  19. Il cavaliere senza macchia e senza paura
  20. Costretto a battersi
  21. Trappola infernale
  22. Uragano
  23. Infame ricatto
  24. Epidemia
  25. Condizionamento telepatico
  26. Il segreto della campana di bronzo
  27. Odio implacabile
  28. Attacco suicida
  29. L'Imperatore delle Tenebre
  30. La scomparsa di Miwa
  31. Ad altissima quota
  32. Rivolta al centro della Terra
  33. Sabotaggio
  34. Attacco dall'oltretomba
  35. Situazione di stallo
  36. La rosa nera
  37. Missione senza ritorno
  38. L'ultima carica
  39. A qualsiasi costo
  40. Raggi Omega
  41. Il ritorno di Himika
  42. Tragico errore
  43. Preso in ostaggio
  44. Oltre la vita
  45. Fino all'ultimo respiro
  46. Verso la vittoria

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Nome italiano Nome originale Voce originale Voce italiana
Hiroshi Shiba Hiroshi Shiba (司馬宙?) Furuya Tohru (古谷徹?) Romano Malaspina
Miwa Uzuki Miwa Uzuki (卯月美和?) Yoshida Rihoko (吉田理保子?) Emanuela Rossi
Prof. Shiba Senjirou Shiba (司馬遷次郎?) Murase Masahiko (村瀬正彦?) Elio Zamuto
Prof. Dairi Dairi Hakase Guido De Salvi
Mayumi Mayumi Shiba (司馬まゆみ?) Takahashi Kazue (高橋和枝?) Francesca Guadagno
Shorty Chibi (チビ?) Yamada "Keaton" Shunji (山田俊司?) Riccardo Rossi
Don Don Myoseki Enzo Consoli
Pancho Pancho (パンチョ?) Kato Osamu (加藤修?) Vittorio Stagni
Kikue Shiba Kikue Shiba (司馬菊江?) Yamaguchi Nana (山口奈々?) Liliana Jovino
Himica Himica Joou (女王ヒミカ?) Takahashi Kazue (高橋和枝?) Anna Teresa Eugeni
Ikima Ikima (イキマ?) Ogata Kenichi (緒方賢一?) Aldo Barberito
Mario Milita
Mimashi Mimashi (ミマシ?) Kato Osamu (加藤修?) Diego Reggente
Il Signore del Drago Ryuuma Teiou (竜魔帝王?) Kato Osamu (加藤修?) Andrea Lala
Amaso Amaso (アマソ?) Yamada "Keaton" Shunji (山田俊司?) Renzo Stacchi
Flora Flora Shogun (フローラ将軍?) Yamaguchi Nana (山口奈々?) Alba Cardilli

(Fonti: Pagine su Jeeg robot d'acciaio dal sito encirobot[2] e scheda dei doppiatori dal sito "Il mondo dei doppiatori" di Antonio Genna[3])

La sigla italiana[modifica | modifica sorgente]

Esistono più sigle della versione italiana, con la partecipazione di differenti artisti. Una sigla tra le primissime fu cantata da Mal su una base riarrangiata della sigla iniziale originale giapponese scritta da Michiaki Watanabe; un'altra sigla fu realizzata e cantata da Roberto Fogù, in arte Fogus, utilizzando la base della sigla originale resa monofonica e migliorata con l'aggiunta di uno strumento, il minimoog, i cui suoni sono stati ideati e sovrapposti sulla base giapponese originale dal musicista Carlo Maria Cordio. Il brano fu pubblicato nel 1979 su 45 giri dall'etichetta discografica CLS ed ebbe uno scarso successo di vendita[4]; un'altra versione fu scritta da Olimpio Petrossi e interpretata dai Superobots che nonostante un arrangiamento assai differente e con un evidente errore nel testo ("...se dallo spazio arriverà una nemica civiltà" è infatti errato, poiché i nemici di Jeeg Robot provengono tutti dalle viscere della Terra, e infatti, nella più corretta versione, il testo, in quel punto, dice "...se dal passato arriverà una nemica civiltà") riscosse un maggior successo, e fu pubblicata dalla RCA Italiana sempre nel 1979 come Lato B del 45 giri de Il Grande Mazinger[5]. La reinterpretazione uscì qualche mese prima della versione antecedente vendendo un altissimo numero di copie, e così solo allora i produttori della CLS (Mariano Detto) fecero uscire il disco di Fogus; alcuni attribuiscono lo scarso successo della versione originale alla scelta di pubblicare, inspiegabilmente, sulla copertina del disco un'immagine del personaggio di Amaso[6] invece che di Jeeg, immagine presente invece sulla cover dei Superobots[6].

Per molti anni, ha circolato una leggenda metropolitana, secondo la quale l'interprete della sigla sarebbe stato un, ai tempi sconosciuto, Piero Pelù[7]. L'artista ha più volte smentito questa dicerìa, facendo notare che, all'epoca, aveva meno di 18 anni. A causa di questo tormentone, nel 2008, in occasione della registrazione dell'album Fenomeni, ha inciso una nuova versione della famosa sigla, che non è stata inclusa nell'album ma è disponibile in vendita sul web. Pelù a proposito dello scomparso Fogu ha dichiarato:

« Voglio girare un film su di lui, con quel suo timbro dannatamente soul e una vita tutta da raccontare... »

Titolo italiano[modifica | modifica sorgente]

Nella memoria collettiva degli spettatori italiani è rimasto il titolo Jeeg robot d'acciaio, ovvero la frase che ripeteva Hiroshi al momento di trasformarsi[8] adottato per le diverse edizioni del manga, mentre nella sigla iniziale della serie televisiva il titolo era indicato in Jeeg Robot - Uomo d'acciaio[9].

Jeeg il "robot d'acciaio" contro i mostri di roccia! - La più grande vittoria di Jeeg Robot[modifica | modifica sorgente]

Jeeg il "robot d'acciaio" contro i mostri di roccia! - La più grande vittoria di Jeeg Robot è un film di montaggio, della durata di 80 minuti, prodotto in Italia dalla Eole Financiere assemblando arbitrariamente svariati episodi della serie animata. Il film, che presenta la sigla italiana, uscì nei cinema il 17 novembre 1979, distribuito dalla Italian Pictures. Tra i pochi ad aver recensito il film c'è Paolo Mereghetti, che l'ha definito un'operazione "raffazzonata" con un montaggio "pessimo e ripetitivo", dandogli la valutazione minima.[10] Il film venne distribuito anche in VHS dalla CVD nel 1981 e nel 1982. Il 16 dicembre 2003 la Millennium Storm pubblicò la prima edizione DVD, mentre il 3 novembre 2006 la Stormovie pubblicò una nuova "collector's edition" con vari contenuti speciali e un libretto allegato. In DVD il film è stato distribuito col titolo Jeeg Robot contro i mostri di roccia.

I riferimenti storici[modifica | modifica sorgente]

Il robot Jeeg è stato ideato con criteri commerciali, in maniera da collegarlo alla vendita dei nuovi giocattoli assemblabili con magneti (quelli che in Italia diventano poi i Micronauti), prodotti dalla Mego e importati in Italia dalla GIG, ma la trama è stata pensata con un'attenzione non comune alla protostoria dell'antico Giappone, anche per gli standard degli anime che generalmente contengono molte tracce della cultura nazionale.
Come in molti anime fantascientifici e come, in generale, in molte delle produzioni di Go Nagai, anche Kotetsu Jeeg si ispira quindi alla storia antica. Se in Mazinga Z il punto di partenza era la leggenda degli automi dell'isola di Micene, e i nemici del Grande Mazinger sono gli abitanti stessi, redivivi, dell'antica Micene, trasformati in cyborgs o Mostri Guerrieri, in Jeeg è invece la preistoria giapponese lo spunto primario della storia.

Il periodo della storia del Giappone che va dal III secolo a.C. al III secolo d.C. vede svilupparsi la cosiddetta cultura Yayoi, periodo immediatamente precedente al periodo Yamato con il quale, con la nascita dell'impero, inizia di fatto in qualche modo la storia giapponese.
Della civiltà Yayoi, civiltà stanziale frutto dell'incontro tra l'antica cultura Jōmon locale e nuovi apporti continentali, sono numerosi i ritrovamenti di bronzo, come spade e campane. Ancora negli anni settanta devono aver avuto luogo molti ritrovamenti archeologici, e questi devono aver ispirato Nagai.

La regina Himica[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio sembra basato sulla figura della regina Himiko o Pimiko, (il nome originale della regina, in kanji (卑弥呼?), che si ritiene realmente esistita nel III secolo d.C. Il suo nome (nella forma cinese Beimihu) compare difatti nelle cronache cinesi della dinastia Wei (Wei Zhi), dove è descritta come la sovrana del popolo di Yamatai (in kanji (邪馬台国 Yamataikoku?, "Regno Yamatai") che, grazie alle sue arti magiche, si trovava costantemente «in diretto contatto con gli Dei».
Viveva - sempre secondo questa descrizione - in una grande abitazione separata dal popolo, attorniata da un elevato numero di servitori, che poi l'avrebbero (secondo le usanze dell'epoca) seguita nella tomba.

Si sarebbe pertanto trattato di una regina Sciamana, forse identificabile con una monarca protostorica della linea imperiale dello stato di Yamato (vissuta forse nel terzo secolo dopo Cristo), che diventerà in seguito l'Impero del Giappone. Numerosi reperti sono stati rinvenuti in kofun di illustri famiglie, quale quella degli Iwai che rivaleggiò con Yamato.

Il nome dell'impero della regina Himica è stato cambiato nel cartone animato, al pari di quello della sua regina, in Impero Jamatai (邪魔大王国 Jamatai Ōkoku?), sfruttando un gioco di omofonie per renderne più sinistro il nome.
Curiosamente nella versione italiana è ritornato ad essere Yamatai. Non ci è dato sapere se l'adattatore abbia svolto un buon lavoro di ricerca enciclopedica o se semplicemente abbia errato nel trascrivere la pronuncia della "J" secondo le regole della lingua italiana, invece che quelle della traslitterazione corretta, che si basa sull'inglese.

Questo è un fatto che si è ripetuto molte volte nel corso dell'adattamento di serie animate giapponesi, come nel caso di Koichi (il protagonista di Babil Junior) e di Chibiusa di Sailor Moon, pronunciati con la "C" dura, nonché Sakuragi, da Slam Dunk, che dovrebbe essere pronunciato "sacuraghi". Anche la j è stata a volte pronunciata all'italiana: ad esempio, in alcuni episodi di Moon Mask Rider, ninja è diventato "ninia", mentre in Ufo Baby il cognome di Kanata Saionji è diventato "Saionii".

Le statuette Aniwa[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 250 d.C. si sviluppa in Giappone l'usanza delle Kofun (古墳?), le cosiddette tombe a tumulo, pratica che continuò anche nel periodo Yamato, e fino al VI secolo.

Gli Aniwa (埴輪? ; letteralmente "cilindri d’argilla") erano statuette in argilla raffiguranti genericamente oggetti (entō haniwa) o animali e poi persone (keishō haniwa). I secondi dovevano svolgere una qualche funzione religiosa, seppure non chiarissima: forse testimoniavano la credenza in una reincarnazione o resurrezione, o forse avevano la funzione di proteggere il defunto presso cui eran poste. O, piuttosto, sostituivano simbolicamente - secondo l'usanza cinese - la famiglia di servitori che avrebbero dovuto aver l'obbligo di seguire il sovrano nel regno dei morti. Con il progredire della civiltà, infatti, erano queste ad essere seppellite insieme ai signori alla loro morte, al posto dei loro servitori reali.

Molte di queste statuette si ritrovano, in tutto e per tutto uguali, nel cartone animato. Tra queste, i più importanti nel cartone animato sono però gli Aniwa in forma di guerrieri, che costituiscono i guerrieri della regina nella prima parte dell'anime (nella seconda puntata dell'anime si vede l'origine di questi dalle antiche statuine).

A partire dal V secolo si trovano anche Aniwa composti da cavallo e cavaliere (sekijin sekiba). Secondo alcune teorie il cavallo sarebbe arrivato in Giappone proprio in questo periodo, ad opera di invasori stranieri. Difficile non leggervi un richiamo a questo nel momento in cui Jeeg (puntata n. 28) si unisce al cavallo magnetico Antares e assume le sembianze di un centauro.
Queste ultime, derivanti da un modello culturale cinese, erano infatti una stilizzazione dei soldati e dei servitori, e li rappresentavano.

Le campane di bronzo[modifica | modifica sorgente]

Di quel periodo storico sono numerosi proprio i ritrovamenti[i ritrovamenti avvenivano in quel periodo?] di antiche campane di bronzo (in giapponese dōtaku (銅鐸?), nel complesso se ne sono ritrovate più di 400: la campana di bronzo del prof. Shiba sarebbe una di queste, ma con alcune specifiche caratteristiche prodigiose.

C'è da dire che mentre in Europa tutte le campane sono in bronzo, in Corea invalse poi l'usanza cinese di farle in ferro. Le più antiche e sacre erano quindi in bronzo, ma fino al VII secolo d.C. in Giappone i metalli per produrle erano scarsi, ed il bronzo era dunque tanto prezioso da assumere i connotati della sacralità.

Queste campane avevano un'importanza rituale e c'è chi ritiene fossero collegate ai riti sciamanici di invocazione di divinità. La loro funzione religiosa si deduce dal loro progressivo crescere di dimensioni. Non necessariamente venivano suonate e venivano istoriate con animali sacri o - probabilmente - antenati divinizzati.

Yamata no Orochi[modifica | modifica sorgente]

Un riferimento all'antica mitologia giapponese è poi l'astronave dell'impero Yamatai.

Questa è infatti la versione fantascientifica di Orochi (八岐の大蛇 'Yamata no Orochi?), mostro della tradizione nipponica dalle otto teste di drago (simile all'Idra della mitologia greca).

La leggenda lo riporta come un mostro sanguinario che dominava la provincia di Izumo e richiedeva vergini in sacrificio. Con lui si scontra addirittura il dio Susanō appena giunto sulla Terra. Altre incarnazioni di Yamata no Orochi si ritrovano spesso nella cultura popolare giapponese.

Il ritorno di Jeeg[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è stato prodotto un sequel, di sole 13 puntate, intitolato Kotetsushin Jeeg, che presenta un Jeeg completamente rinnovato sia nello stile che nei colori: attraverso l'energia delle campane convogliate nei guanti, una moto colore rosso, guidata dal giovane studente Kenji Kusanagi, si trasforma nella testa del robot. La serie si colloca in una nuova continuity[non chiaro], presentando notevoli differenze con il vecchio cartone (per esempio la presenza in vita del padre di Hiroshi, Senjiro Shiba, e il ritorno di Himica, che non è morta come narrato nella prima serie; a tal proposito, la nuova serie ignora l'esistenza del Signore del Drago).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ N.A.Spinella "Fenomenologia dell'eroe di cartone", Ycp 2013, ISBN 9788891108500, pp. 62 e ss.
  2. ^ Pagine su "Jeeg robot d'acciaio" dal sito encirobot
  3. ^ Scheda su Jeeg robot d'acciaio dal sito "Il mondo dei doppiatori" di Antonio Genna
  4. ^ Jeeg Robot, Siglandia.
  5. ^ Cover di Jeeg Robot, Siglandia.
  6. ^ a b Scheda sigla, Enciclorobopedia.
  7. ^ La verità su Pelù e Jeeg in www.rockit.it. URL consultato il 3 ottobre 2009.
  8. ^ Trasformazione di Jeeg].
  9. ^ v. fotogramma sulla Enciclorobopedia.
  10. ^ Il Mereghetti: Dizionario dei film 2013, p. 2912

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • N.A.Spinella, "Fenomenologia dell'eroe di cartone:Jeeg, Mazinga ed altre meraviglie del sol levante", ed. Youcanprint, 2013. ISBN 9788891108500