Jean Le Meingre

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« In altis habito »
(Motto di Jean Le Meingre)

Stemma di Boucicault
D'argent à l'aigle éployée de gueules becquée et membrée d'azur

Jean Le Meingre detto Boucicault II[1] (in francese arcaico: Jehan le Meingre; Tours1364 – Yorkshire21 giugno 1421) è stato un militare, diplomatico, politico e cavaliere crociato francese.

Combattente sopraffino, particolarmente conosciuto per la sua abilità nell'arte bellica, era figlio del Maresciallo di Francia Jean Le Meingre detto Boucicault I (morto a Dijon il 15 marzo 1367) e come il padre fu chiamato anch'egli a ricoprire quella carica.

L'investitura - con la consegna del bastone da Maresciallo di Francia da parte di re Carlo VI di Francia - avvenne nel giorno di Natale del 1391 nella basilica di Saint-Martin, a Tours, sua città natale.

Gran Conestabile dell'Impero a Costantinopoli, presente nelle colonie genovesi d'oltremare, dal 1° novembre 1401 al 1409 ricoprì la carica di governatore della Repubblica di Genova. L'incarico gli venne assegnato per volontà dello stesso Carlo VI dopo che una lunga campagna militare aveva portato la Francia ad ottenere una sorta di protettorato sulla Repubblica ligure.

Diplomatico di alterne fortune (la sua caduta fu dovuta ad una guerra contro la casa viscontea di Milano favorita da una rivolta di popolo) è considerato dagli storici uno dei più valorosi cavalieri medioevali.

Indice

[modifica] Biografia

In gioventù Boucicault era stato paggio d'onore di re Carlo VI e ancora in giovane età fu addestrato alle armi sotto la guida del condottiero Bertrand du Guesclin. Si distinse subito in numerose battaglie in Normandia (quando aveva appena quattordici anni) e nelle Fiandre (a sedici[2]).

Fu in Prussia nel 1382, proprio alla vigilia della battaglia di Roosebecke (nella quale combatté al fianco del sovrano) che Luigi II Duca di Bourbon lo nominò cavaliere per meriti sul campo. Combatté sul suolo prussiano al fianco dell'Ordine Teutonico fino al 1385 partecipando nei due anni successivi a diversi combattimenti in Spagna.

Le Meingre divenne uomo di fiducia di re Carlo VI e fu dopo un viaggio in Terrasanta che divenne un sostenitore delle crociate. Partecipò nel 1396 alla crociata franco-ungherese contro l'Impero Ottomano e fu fatto prigioniero nella battaglia di Nicopoli: rimasto per diverso tempo prigioniero nelle mani del sultano, fu liberato solo grazie al riscatto pagato dal signore genovese di Lesbo.

Tre anni dopo, nel 1399, alla guida di una propria armata fu inviato assieme a Giovanni senza paura, futuro duca di Borgogna, in aiuto all'imperatore Manuele II di Bisanzio assediato dai Turchi. Boucicault costrinse il nemico a lasciare le posizioni davanti a Costantinopoli.

[modifica] Governatorato a Genova

Al rientro in Francia contava di essere assegnato a qualche nuova missione nell'Europa orientale; invece gli venne notificato che sarebbe diventato governatore della Repubblica di Genova, dal 1396 passata sotto il protettorato francese. Nominato dai francesi, che all'epoca esercitavano una sorta di protettorato sulla Repubblica ligure, al governo della Superba, si pose come mediatore insieme ai Genovesi nella contesa tra papa Gregorio XII e l'antipapa Benedetto XIII.

Durante il suo mandato fece emanare la raccolta di leggi nota come Liber Magnus ed una nuova Costituzione e nel 1403, sancì la nascita del Banco di San Giorgio. Ma il suo compito principale rimase quello di garantire e consolidare il controllo da parte dei Genovesi del mar Mediterraneo.

Veduta di Genova nel XV secolo
Veduta di Genova nel XV secolo

Tra le imprese militari di cui è stato protagonista e che la storia ha tramandato ci fu anche la fallimentare spedizione del 1404 contro i Mamelucchi attuata con l'appoggio dei Lusignano del Regno di Cipro, dei francesi e dei Cavalieri di Rodi.

Fra il 1403 ed il 1404 ingaggiò anche una guerra contro la Serenissima Repubblica di Venezia per il controllo di Cipro; l'esito del conflitto fu controverso e la vittoria finale venne rivendicata nel 1406 da entrambi gli schieramenti. Una pace formale giunse tuttavia nel 1409.

La caduta di Boucicault fu determinata sostanzialmente da un complotto e in conseguenza della guerra ingaggiata contro il casato dei Visconti. Contro di lui, infatti, si formò una coalizione formata dai milanesi, dal Marchesato di Monferrato e dagli esuli ghibellini di Genova. La popolazione, spaventata dalla forza dei nemici, si ribellò e fece cessare il dominio francese sulla città. Le Meingre non poté che ritirarsi di buon grado in Linguadoca, regione della quale divenne - unitamente alla Cayenne - governatore.

Scrisse, a proposito della gestione del potere nella Repubblica di Genova:

« I tiranni sono levati al potere a voce di popolo e per sua volontà ma senza alcuna giustificazione legale. Infatti di solito avviene che quando un gruppo politico prevale sull'altro, allora quelli che ne fanno parte, inorgogliti dal successo, si mettono a gridare: –Viva il tale! Viva il Tale! Muoia il tal altro. E quindi eleggono uno tra essi e uccidono, se non riesce a fuggire, chi prima comandava.[3] »

[modifica] La battaglia di Azincourt

La sua carriera di militare, tuttavia, non ebbe termine qui. Al rientro in Francia rimase coinvolto nella disputa fra Borgogna e Orléans e combatté nella battaglia di Azincourt (1415, guerra dei Cent'anni, che consentì a Enrico V di insediarsi sul trono d'Inghilterra), nella quale cadde prigioniero degli inglesi. E durante la prigionìa in suolo britannico, precisamente nello Yorkshire, trovò la morte sei anni dopo senza che nessuno offrisse alcunché per avere il suo riscatto.[2]

Fu poi sepolto nella cappella di famiglia all'interno della basilica di Saint-Martin de Tours.
Un epitaffio lo ricorda nelle sue più alte cariche:

« Grand Connétable de l'Empereur et de l'Empire de Constantinople »

Sulla vita di Boucicault - ricordato per le sue qualità di cavaliere dominatore di tenzoni e tornei e fondatore dell'Ordine della Dama Bianca (il cui scopo era quello di difendere le moglie e le figlie dei cavalieri lontani da casa perché impegnati in campagne all'estero) - molte sono le informazioni disponibili anche se spesso alcune di esse controverse, come ad esempio l'esatta data di nascita. Alcuni particolari biografici sono addirittura mancanti (come la località dell'Inghilterra in cui ebbero fine i suoi giorni). In ogni caso, ciò che si sa di lui fu egli stesso a scriverlo o scritto sotto il suo diretto controllo.

La sua vita e le sue imprese belliche sono state narrate tuttavia anche da un anonimo e riportate in un libro intitolato Livre des faits du bon messire Jean le Meingre dit Boucicaut (conosciuto anche come Vie de Jean Boucicaut), pubblicato a Parigi nel 1620 dall'editore Godefroy[4].

[modifica] Note

  1. ^ Il soprannome di Boucicault è spesso reso dagli storici in forme diverse, talune in forma italianizzata. Se ne indicano qui le principali: Boucicaut, Boucicout, Bucicalto, Bucicaldo ma anche Buccichalto, come appare in un testo del 1404 (vedi Istitutodatini.it). Alla figura di questo personaggio storico, la cui data di nascita è controversa - essendo indicata alternativamente nel 1364 e nel 1366 - ha dedicato una particolare attenzione il giornalista e scrittore Paolo Lingua nel suo libro Breve storia dei Genovesi pubblicato da Laterza nel 2001 (ISBN 8842072885).
  2. ^ a b Fonte: Arsbellica.it.
  3. ^ Fonte: Wikiquote: Genova
  4. ^ Fonte: citato in La France en Orient: expeditions du marechal Boucicaut, di Delaville le Roulx, Parigi, 1886 - 1991encyclopedia.org.

[modifica] Bibliografia

  • G. Benvenuti, Le Repubbliche Marinare
  • B. W. Tuchman, Uno Specchio Lontano
  • Paolo Lingua, Breve storia dei Genovesi, Editori Laterza, 2001, ISBN 8842072885
  • Denis Lalande, Jean II Le Meingre, dit Boucicaut (1366-1421, étude d'une biographie héroïque, Éditions Droz, 1988
  • Dictionnaire des Maréchaux de France du Moyen Age à nos Jours, Perrin, 2000

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