Jean Claude Hippolyte Méhée de La Touche

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Jean Claude Hippolyte Méhée de La Touche (Meaux, 1760Parigi, 1826) è stato un diplomatico e scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Jean Claude Hippolyte Méhée de la Touche (Meaux, 1760 - Parigi, 1826), diplomatico e scrittore francese, era una spia dell'Ancien Regime, spia al servizio dello Zar di Russia, e poi agente controrivoluzionario nel periodo della Rivoluzione.

Jean-Claude-Hippolyte Méhée de La Touche (1762-1826) era figlio di un chirurgo a Meaux. Destinato a succedere al padre, ciò nonostante ha lasciato la sua casa per Parigi quando aveva 12 anni, finendo nella prigione di Bicêtre. È stato rilasciato alla incoronazione di Luigi XVI nel 1774, ma nel 1776, dopo la morte dei suoi genitori, Méhée fu di nuovo imprigionato nella Bicêtre. Scappò quando fu inviato a Brest per servire sulla flotta francese. Ritorna a Parigi dopo la Rivoluzione e viene inviato a San Pietroburgo come spia sotto il nome Chevalier de La Touche da Honoré Gabriel Riqueti, conte di Mirabeau e Gilbert du Motier, marchese de Lafayette. Fu presto scoperto ed espulso dalla Russia nel marzo 1791. Il suo prossimo appuntamento, come spia, era in Polonia, dove ha fondato la Gazette de Varsovie, un giornale scritto in francese a Varsavia. Ancora una volta il suo ruolo di spia viene scoperto, e viene così bandito dalla Polonia.[1]

Tornato a Parigi, è diventato un membro dei Cordiglieri e del club dei Giacobini nel 1792. Ha preso parte l'attacco al Palazzo delle Tuileries il 10 agosto 1792. Quella sera stessa viene nominato Segretario della Commune di Parigi. Ha organizzato i massacri di settembre all'inizio del mese successivo, insieme con Sulpice Huguenin e Jean-Lambert Tallien. Dopo il 9 Termidoro anno II (27 luglio 1794) (la caduta di Robespierre), conduce una campagna contro i Giacobini attraverso una serie di pamphlet. Méhée de La Touche poi divenne segretario di Jean-Lambert Tallien, e nel novembre 1795 è stato nominato primo segretario al Ministero della Guerra del Direttorio francese. Poco dopo ha ricoperto la stessa funzione presso il Dipartimento degli esteri sotto Charles-François Delacroix. Si è dimesso nell'aprile 1796, e divenne direttore del Journal des Hommes Libres. Nel 1797, dopo il Colpo di Stato del 18 fruttidoro, viene condannato all'esilio in Caienna, insieme a Jean-Charles Pichegru, François-Marie, marchese di Barthélemy e tredici altri.[1]

Sfugge alla giustizia, e dopo pochi mesi viene graziato. Nel 1799, Napoleone Bonaparte lo manda al carcere alla Torre del Tempio di Parigi, ma viene nuovamente rilasciato nel 1801. Fa uscire la rivista settimanale filosofica e atea L'Antidote nel 1802. Viene nuovamente arrestato e bandito a Digione e poi a Oléron. Fugge da lì e diviene una spia francese in Inghilterra per riferire sugli emigrati francesi che si oppongono a Napoleone.[1] Ha operato come un contro-rivoluzionario, e convinto i monarchici (realisti francesi) in Inghilterra che la Francia era in attesa di rovesciare Bonaparte.[2] Diventato agente doppiogiochista, si trova implicato nella cospirazione dell'anno XII (1804) di Georges Cadoudal. Nel 1804 de La Touche ha rivelato la trama e l'appoggio ricevuto dal diplomatico inglese Sir Francis Drake, all'epoca ministro alla Dieta Perpetua di Regensburg.

Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 non era più gradito in Francia[3], ed è fuggito prima in Svizzera e poi a Bruxelles, dove nel 1817 ha lavorato come redattore di Le Vrai Liberal. Li viene fermato, ma riesce a fuggire di nuovo il giorno successivo.[4] Si trasferì poi a Königsberg, fino a quando gli fu permesso di ritornare in Francia nel 1819. Nel 1823 viveva a Parigi,[5] dove morì in povertà nel 1826.[6]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Mehée de La Touche fu un prolifico scrittore di pamphlet, saggi, articoli, lettere e libri. Gran parte della sua produzione è apparsa su riviste e giornali che ha creato o ne è stato redattore. Uno dei primi opuscoli usciti per opera sua è stato La Queue de Robespierre (La Coda di Robespierre) nel 1793, stampato in 70,000 copie. E 'stato seguito da: Suite à la Queue de Robespierre, Rendez-moi ma Queue, e Defends la Queue. Questi pamphlets sono stati molto seguiti, e altre persone ne hanno pubblicato di simili, come la canzone La Queue, le Tête et le Front de Robespierre dello scrittore satirico Louis Ange Pitou.[7][8]

I suoi libri comprendono:

  • 1792: Histoire de la prétendue révolution de la Pologne, ripubblicato nel 1798.
  • 1801: Antidote, ou l'Année philosophique littéraire, 2 volumi
  • 1804: Alliance des Jacobins de France avec le ministère anglais
  • 1807: Mémoires particuliers extraits de la correspondance d'un voyageur avec feu Mr. Caron de Beaumarchais Sur la Pologne, la Lithuanie, la Russie Blanche, Pétersbourg, Moscow, la Crimée, etc. etc., pubblicato ad Amburgo, quando vi risiedette.
  • 1814: Mémoire sur procès, Parigi
  • 1814: Lettre à M. l'Abbé de Montesquiou
  • 1814: Denonciation au roi des actes et procédés par lesquels les ministères de S. M. ont violé la constitution, tre edizioni
  • 1818: C'est lui, mais pas de lui, Brussels, reprinted as Mémoires de Napoleon Bonaparte, Parigi, 1821
  • 1821: Touquetiana, Paris
  • 1823: Extrait des Mémoires inédits sur la Révolution Française, Parigi, 2 edizioni
  • 1823: Deux Pièces importantes à joindre aux mémoires et documents historiques sur la révolution française, Parigi

Ha aggiunto anche alcuni saggi di suo pugno alla sua traduzione di alcuni racconti di fiabe di Gottlieb Konrad Pfeffel, pubblicati a Parigi nel 1815.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Mehée de La Touche, the French spy in The revolutionary Plutarch: exhibiting the most distinguished characters, literary, military, and political, in the recent annals of the French Republic, the greater part from the original information of a gentleman resident at Paris, Volume 3, 5ª ed., John Murray, 1806, pp. 329–374. URL consultato il 7 giugno 2011.
  2. ^ J. Christopher Herold, The Age of Napoleon, Houghton Mifflin Harcourt, 2002, p. 159. ISBN 978-0-618-15461-6. URL consultato il 7 giugno 2011.
  3. ^ Il governo reale redige il 24 luglio 1815 un'ordinanza contenente tra l'altro un elenco 57 personalità traditori della monarchia; gli ufficiali da giudicarsi dal Consiglio di guerra e gli altri proscritti dalle Camere, nell'ambito della reazione del Terrore bianco.
  4. ^ Robert Stewart Castlereagh, Memoirs and correspondence of Viscount Castlereagh, H. Colburn, 1853, p. 357. URL consultato il 7 giugno 2011.
  5. ^ (FR) J. Norvins, Arnault, Antoine-Vincent and others, Nouvelle biographie des contemporains, ou Dictionnaire historique et raisonné de tous les hommes qui, depuis la Révolution française, ont acquis de la célébrité..., Librairie historique, 1824, p. 168. URL consultato il 7 giugno 2011.
  6. ^ (FR) Rabbe, Sainte-Preuve, Biographie universelle et portative des contemporains, 1836, p. 554. URL consultato il 7 giugno 2011.
  7. ^ Antoine De Baecque, Glory and terror: seven deaths under the French Revolution, Routledge, 2001, p. 243. ISBN 978-0-415-92616-4. URL consultato il 7 giugno 2011.
  8. ^ François Gendron, The gilded youth of Thermidor, McGill-Queen's Press, 1993, p. 16. ISBN 978-0-7735-0902-3. URL consultato il 7 giugno 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]