Jean Baptiste Carrier
Jean-Baptiste Carrier (Yolet, 16 marzo 1756 – Parigi, 16 dicembre 1794) è stato un politico francese.
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[modifica] Biografia
Figlio di Jean Carrier e di Margherita Puex, è il terzo figlio di questa famiglia composta da tre ragazze e di tre ragazzi. Sposa il 4 ottobre 1785 Françoise Laquairie. Nel 1784, Carrier, riesce ad ottenere il posto di procuratore ad Aurillac, ma il suo ufficio sarà eliminato nel 1789.
Nel 1792 fu eletto deputato alla Convenzione Nazionale del dipartimento di Cantal grazie alla vittoria degli estremisti. Era già noto come oratore e come uno dei membri più influenti del Club dei Cordeliers e dei Giacobini. Si oppose violentemente a Guillaume François Laennec, che fu tra i suoi accusatori per il processo contro il tribunale rivoluzionario di Nantes. Dopo l'occupazione delle Fiandre, fu nominato commissario dalla Convenzione alla fine del 1792. L'anno successivo, prese parte allo creazione dei tribunali rivoluzionari e vota per l'esecuzione del re Luigi XVI, fu uno dei primi a chiedere l'arresto del duca Filippo d'Orleans (1747-1793) e giocò anche un ruolo fondamentale per la caduta dei Girondini. Venne, infatti, inviato in missione in Normandia per reprimere, durante l'estate del 1793, i federalisti girondini.
Ma l'evento che lo rese celebre fu la sua partecipazione alle Guerre di Vandea, il 14 agosto 1793, la Convenzione lo inviò come rappresentante in missione a Nantes per reprimere l'insurrezione.
[modifica] Le "Noyades" di Nantes
Dopo la sua missione in Normandia ed ancora a Rennes, venne mandato a Nantes per fare cessare l'insurrezione vandeana usando anche i mezzi più estremi. Creò quindi un tribunale rivoluzionario e formò un corpo di uomini chiamato la "Compagnia Marat", composta dai sanculotti di Nantes e da altre persone (fra cui criminali di vario genere o schiavi provenienti dalle colonie francesi reclutati nel porto).
In seguito alla Battaglia di Nantes, i vandeani che vennero catturati insieme alle loro famiglie vennero portati nelle carceri della città che ben presto non riuscivano più a contenere i detenuti, che per le scarse condizioni igieniche ben presto divennero un pericolo per tutta la città, perché si ammalarono di tifo, con il rischio che l'epidemia si diffondesse anche fuori dalle prigioni.
Nonostante venissero fucilati o ghigliottinati centinaia di condannati al giorno, questo non riusciva a risolvere il problema del sovraffollamento, allora pensò ad un modo per giustiziare il più velocemente possibile i condannati, ed escogitò le cosiddette "Noyades" (in italiano "annegamenti"). I prigionieri venivano imbarcati con mani e piedi legati e una volta arrivati al centro della Loira le imbarcazioni venivano affondate dalla Compagnia Marat che aveva anche il compito di uccidere con le picche chi fosse riuscito a liberarsi. Non si sa con certezza quante persone morirono con questo supplizio, comunque non meno di 2.800 uomini, secondo la stima fornita dallo stesso Carrier in una lettera inviata ad un suo amico. Dopo quella lettera le condanne continuarono e la maggior parte degli storici affermano che con le Noyades sono morte quasi 4.800 persone.
Dei 13.000 prigionieri vandeani presenti a Nantes prima dell'arrivo di Carrier circa 3.000 rimasero agli arresti o furono rilasciati dopo il suo arresto, mentre degli altri 10.000 da 4.000 a 5.000 furono annegati, circa 2.000 fucilati e circa 3.000 morirono per il tifo o altre malattie.
Le tasse e le richieste ordinate da Carrier rovinarono il commercio della città e Francastel, Tréhouart e Prieur de La Marne, membro del Comitato di salute pubblica, denunciarono Carrier, invitandolo a dedicarsi solo alla repressione della rivolta vandeana.
[modifica] La condanna
La sua brutalità gli garantì una certa fama, si disse che il suo spirito fosse stato perturbato dagli orrori vissuti durante la monarchia e probabilmente il suo alcolismo aumentò la sua ferocia, che sembrava quindi come una sorta di vendetta verso quei vandeani che volevano ristabilire la monarchia.
La Convenzione scoperti gli orrori commessi da Carrier lo fece ritornare a Parigi, il 10 febbraio 1794. Invece di condannarlo verrà promosso segretario della Convenzione. Venne arrestato solo il 27 luglio 1794, perché prese parte all'attacco contro Robespierre, e venne quindi processato: questa volta dovette rispondere anche del massacro di Nantes, insieme con tutti gli altri membri del tribunale rivoluzionario. Carrier, grazie alla sua abilità oratoria, riuscì a difendersi bene, negando di avere alcuna responsabilità, perché si era limitato a eseguire gli ordini che gli erano stati impartiti dalla Convenzione.
Per salvarsi ogni membro del tribunale di Nantes accusava l'altro e Carrier non riuscì nel suo intento, così Carrier e tutti i suoi colleghi (esclusi tre persone che vennero però condannati ad alcuni mesi di reclusione) furono condannati a morte e Carrier fu ghigliottinato a Parigi il 16 dicembre.
[modifica] Bibliografia
- Gracchus Babeuf, La guerra della Vandea e il sistema di spopolamento. Milano, Effedieffe Edizioni, 1989. ISBN 88-85223-02-8.
- Jacques Dupâquier, Carrier. Procès d'un missionnaire de la Terreur et du Comité révolutionnaire de Nantes (16 octobre-16 décembre 1794), coll. Éditions des Étannets, Les grands procès de l'histoire, 1994
- Roger Dupuy, Nouvelle histoire de la France contemporaine. Tome II: La République jacobine, Seuil, Parigi, 2005. ISBN 2-02-039818-4.
- Reynald Secher, Il genocidio vandeano. Milano, Effedieffe Edizioni, 1991. ISBN 88-85223-03-6.
[modifica] Voci correlate
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