Jean-Pierre Barillet-Deschamps

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Jean-Pierre Barillet-Deschamps (18241873) è stato un architetto, giardiniere e paesaggista francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un operaio giardiniere, divenne nel 1841 specialista di giardinaggio, formato alla scuola di capogiardinieri di «La Paternelle» a Mettray[1].

Divenne un ottimo orticoltore e proprietario di serre a Bordeaux, mostrando grandi capacità di organizzazione e anche commerciali[2]. La sua attività lo mise in evidenza presso Haussmann, che era all'epoca prefetto della Gironda e molto attivo in opere di riforestazione e riassetto del territorio, sicché quando questi divenne prefetto di Parigi lo chiamò a far parte del gruppo di tecnici di cui si stava circondando e lo nominò, sotto la supervisione dell'ingegnere Jean-Charles Alphand, primo giardiniere e capo del servizio giardini[3] della città.

A Parigi Barillet-Deschamps ridisegnò il bois de Boulogne e il bois de Vincennes. Si devono alla sua opera anche l'impianto dei Giardini del Lussemburgo, il riordino del Parc Monceau, l'impianto del parc des Buttes Chaumont e il Parc Montsouris.
Nel suo metodo di lavoro non abbandonò gli insegnamenti sansimonisti della scuola di Mettray - ferrea organizzazione del lavoro, attenzione e diffusione delle innovazioni tecniche, una scuola per preparare i giovani giardinieri di Parigi.

Professionista ormai notissimo, promosse il mestiere di giardiniere alla professione di architetto paesaggista, e in questa veste creò un'impresa specializzata e un vivaio.
Fu attivo in molte città, in Francia e all'estero:

Lavorò anche in Belgio e in Prussia. Nel 1870 fu chiamato al Cairo dal Khedivè d'Egitto, che con l'occasione dell'apertura del Canale di Suez desiderava mostrare al mondo un Egitto europeo. Qui contrasse la malattia polmonare che lo portò alla tomba prima di compiere i cinquant'anni.

Il giardino di Barillet-Deschamps si ispirava al giardino inglese, ed era caratterizzato da prati dislivellati, viali e laghetti dalle forme sinuose. La ricchezza e l'esotismo della decorazione vegetale e dell'arredo ben rappresentavano la modernità e la prosperità del Secondo Impero.
Gli fu rimproverata la ripetitività dello stile, fu accusato di eclettismo e di non tener conto dello spirito dei luoghi e delle particolarità locali. Tuttavia la sua opera, utilizzata in provincia e all'estero come modello di parco urbano a volte da seguire e altre volte da respingere, caratterizzò l'arte del giardino del XIX secolo, e lasciò la propria impronta anche sul XX.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Paternelle, a Mettray, fu la prima colonia agricola e penitenziaria francese, fondata nel 1840 e destinata a riabilitare giovani delinquenti. Lo stabilimento penale, concepito e diretto da Frédéric-Auguste Demetz, non era recintato ed era composto, oltre che da refettorio e dormitori, da una cappella, officine, stalle, vasti campi coltivati e anche una cava di pietra. Il motto di Demetz era "migliorare l'uomo grazie alla terra e la terra grazie all'uomo". L'impianto funzionò fino al 1939. È ricordato da Jean Genet, che ne fu ospite, nel romanzo Il miracolo della rosa, del 1946.
  2. ^ Oltre a praticare, per le sue piante esotiche, prezzi più bassi della concorrenza, Deschamps organizzava anche promozioni che a noi sembrano assai moderne: vendite per corrispondenza di serre complete che poi l'acquirente avrebbe montato da sé, visite a pagamento alle proprie serre, come fossero state giardini da diporto, esposizioni riservate a professionisti.
  3. ^ Per l'esattezza, chef du Service des Promenades et Plantations de la Ville de Paris

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Luisa Limido, L’Art des jardins sous le Second Empire. Jean-Pierre Barillet-Deschamps (1824-1873).
    Recensito in Bollettino telematico di filosofia politica
  • (EN) Luisa Limido, «The Squares Created by Jean-Pierre Barillet-Deschamps in Turin. A Study Based on the Correspondance Between the French Landscape Architect and the Mayor of the City in the Years Between 1860 and 1864», Journal of Garden History, vol. 17, n° 2, avril-juin 1997, London, Washington DC, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 120785990 LCCN: n2001062075

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