Jean-Claude Malgoire

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Jean-Claude Malgoire
Nazionalità Francia Francia
Genere Musica classica
Musica barocca
Musica contemporanea
Periodo di attività 1966 – in attività
Strumento oboe

Jean-Claude Malgoire (Avignone, 25 novembre 1940) è un oboista, direttore d'orchestra e musicologo francese, fondatore e direttore dell'ensemble La Grande Écurie et la Chambre du Roy.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Jean-Claude Malgoire inizia gli studi musicali al Conservatorio nella sua città natale. Si trasferisce poi al Conservatorio di Parigi, dove vince il primo premio per l'oboe e la musica da camera.

Comincia la carriera da strumentista, e nel 1966 con un gruppo di amici strumentisti fonda La Grande Écurie et la Chambre du Roy, uno tra i primi ensemble specializzato nell'interpretazione della musica barocca su strumenti d'epoca, di cui resterà sempre direttore.

Nel 1968 riceve il primo premio al Concorso internazionale di Ginevra.

Nel 1972 diviene solista dell'orchestra di musica contemporanea 2e2m Ensemble[1]. È notato dal direttore d'orchestra Charles Münch, che gli affida il ruolo di solista di corno inglese nell'Orchestre de Paris.

Oltre al suo lavoro come direttore d'orchestra con La Grande Écurie e La Chambre du Roy, suona nelle più importanti orchestre sinfoniche sotto la direzione, tra gli altri, di Seiji Ozawa e Herbert von Karajan.

Dal 1975, ha registrato molte opere, tra cui alcune anteprime mondiali, come il Rinaldo di Händel e l' Alceste di Lully. Nel 1992 ha ricevuto il riconoscimento Victoire de la Musique per il Motezuma di Antonio Vivaldi.

È Direttore Artistico del laboratorio di produzione musicale e teatrale L'Atelier Lyrique de Tourcoing, sin dalla sua fondazione nel 1981.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Jean-Claude Malgoire ha registrato numerosi dischi in qualità di direttore de La Grande Écurie et la Chambre du Roy.

Video[modifica | modifica sorgente]

  • 2004 - Antonio Salieri, Tarare, con Deutsche Händel-Solisten (Arthaus Musik)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito Radio Rai

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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