Jan Zábrana

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Jan Zábrana (Humpolec, 4 giugno 1931Praga, 3 settembre 1984) è stato uno scrittore e traduttore ceco.

I suoi genitori, insegnanti, subirono la persecuzione politica del regime comunista in seguito alla rivoluzione del 1948: sua madre, membro del parlamento regionale, fu arrestata e condannata a 20 anni di prigione; e così anche suo padre, sindaco di Humpolec prima del colpo comunista. Tutte le proprietà degli Zábrana vennero confiscate quando Jan aveva diciannove anni. Dal momento che l’accesso agli studi universitari era negato ai non comunisti provò, senza successo, ad entrare in una scuola cattolica per seminaristi.

Negli anni Cinquanta Jan lavorò in una fabbrica siderurgica e scrisse poesie e racconti (pubblicati solo dopo la caduta del regime nel 1989 nel libro Sedm povídek). Dal 1954 lavorò nel campo della traduzione tanto da divenire uno dei migliori traduttori cechi del XX secolo. I suoi interessi erano principalmente focalizzati su autori russi e americani, tra i quali Aksjonov, Bunin, Cvetajeva, Mandelstam, Pasternak, Babel, e Platonov tra i primi e Allen Ginsberg, Graham Greene, Sylvia Plath, Ferlinghetti, Ezra Pound, e Gregory Corso per i secondi.

Zábrana fu anche autore di saggi (pubblicati solo dopo il 1989). Per tutta la durata degli anni Cinquanata, Settanta e Ottanta Zábrana fu un autore censurato; mentre nel corso degli anni Sessanta riuscì a pubblicare una parte dei suoi libri di poesia: černé ikony (1965), Lynč (1968) e Stránky z deníku (1968), tre storie poliziesche (con Josef Škvorecký), e un racconto per bambini. Durante le persecuzioni degli anni Settanta e Ottanta lavorò a diverse poesie e ai suoi diari, scritti tra il 1970 e il 1984, anno della sua morte, pubblicati nel 1992 sotto il titolo Celý život. Da questo libro di oltre 2.000 pagine Patrik Ourednik ha tratto una selezione pubblicata in Italia con il titolo Tutta una vita (:duepunti, 2009). Controllo di autorità VIAF: 71448238 LCCN: n84184266