Jan Hendrik Schön

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Jan Hendrik Schön, a volte Schoen (1970), è un ex fisico tedesco. Salì velocemente alla ribalta dopo una serie di presunte scoperte rivoluzionarie che risultarono in seguito essere false.[1]

Prima della scoperta delle falsificazioni, Schön aveva ricevuto il Premio Otto-Klung-Weberbank per la fisica nel 2001, il Premio Braunschweig nel 2001 e il Premio Outstanding Young Investigator della Materials Research Society nel 2002, che gli furono in seguito ritirati.

Lo "scandalo Schön" provocò nella comunità scientifica un dibattito sul grado di responsabilità dei coautori e dei revisori degli articoli scientifici. Il nocciolo del dibattito era se il sistema della peer review, tradizionalmente inteso a trovare errori e determinare la rilevanza e l'originalità degli articoli, dovesse anche avere il compito di scoprire frodi intenzionali.

Indice

Ascesa alla gloria [modifica]

Il campo di ricerca di Schön era la fisica dello stato solido e la nanotecnologia. Ottenne il dottorato in fisica all'Università di Costanza nel 1997. Nello stesso anno fu assunto dai "Bell Labs", uno dei maggiori laboratori di ricerca privati, ricco di una riconosciuta storia di contributi scientifici e invenzioni. Nel 2001 fu notato che Schön pubblicava in media un articolo scientifico ogni otto giorni[2] Fra le innumerevoli scoperte annunciate da Schön in quegli anni, fece clamore l'invenzione del transistor molecolare. In un articolo apparso su Nature, egli dichiarò d'aver prodotto un transistor di dimensioni molecolari. Schön affermava di aver usato uno strato sottile di un composto organico, che, grazie a un fenomeno di auto-organizzazione, aveva la facoltà di agire come un transistor controllato da campi elettrici esterni.[3] Se confermato, un tale genere di transistor avrebbe rivoluzionato l'intera industria dell'elettronica, spostandola dalla tecnologia basata sul silicio a una costruita su materiali organici. Altrettanto stupefacente fu l'annuncio di aver reso superconduttiva una plastica.[4]

Sospetti [modifica]

Numerosi colleghi emisero dubbi a misura che il numero e la frequenza delle scoperte, annunciate e pubblicate, aumentava. La professoressa Lydia Sohn, allora all'Università di Princeton, notò che due esperimenti effettuati a temperature molto diverse, mostravano lo stesso rumore di fondo, in contraddizione con quanto atteso. Dopo essere stato avvertito dall'editore di Nature del problema, Schön dichiarò d'avere accidentalmente scambiato due grafici. Il professor Paul McEuen dell'Univerità di Cornell scoprì allora che lo stesso rumore di fondo appariva anche in un altro articolo, che si riferiva a un esperimento diverso. Ulteriori ricerche effettuate da McEuen, Sohn e altri fisici, fecero emergere numerosi esempi di dati duplicati nei lavori di Schön. Questo iniziò una serie di reazioni nel mondo della fisica che indusse rapidamente la Lucent Technologies (casa madre dei "Bell Lab"s) a istituire un'inchiesta formale.[5][6]

Nel maggio 2002 i "Bell Labs" nominarono un comitato d'inchiesta esterno, diretto dal professore Malcolm Beasley dell'Università di Stanford. Il comitato ottenne informazioni da tutti i coautori degli articoli di Schön, e intervistò i tre principali (Zhenan Bao, Bertram Batlogg e Christian Kloc). Vagliò in dettaglio i dati elettronici dei risultati presentati negli articoli incriminati. Alla richiesta del comitato di avere accesso ai dati originali, Schön affermò di non aver tenuto nessun archivio né un quaderno di laboratorio. Inoltre tutti i suoi campioni sperimentali risultarono danneggiati e inutilizzabili, rendendo impossibile una ripetizione degli esperimenti.

Nel settembre 2002, il comitato rese pubblico il suo rapporto.[5] Questo tratta in dettaglio 24 sospetti di manipolazione dei dati. Di 16 di essi il rapporto stabilisce con certezza la falsità: il comitato trovò le prove che gli stessi dati vennero usati in numerosi esperimenti, e che altri furono fabbricati usando delle funzioni matematiche.

Il rapporto stabilisce inoltre che tutte le manipolazioni illecite furono opera del solo Schön. Tutti i coautori, incluso il capo del gruppo e diretto superiore Bertram Batlogg, furono riconosciuti innocenti dal punto di vista formale. Delle riserve furono invece espresse sul piano professionale ed etico.[7]

Sanzioni e conseguenze [modifica]

Schön riconobbe che i dati erano scorretti in numerosi dei suoi articoli.[5] Egli sostenne che le sostituzioni dei dati erano avvenute in buona fede per delle sviste. Ammise di avere falsificato alcuni dati ma si giustificò dicendo d'averlo fatto per meglio mostrare fenomeni che aveva veramente osservato.

Alcuni ricercatori dell'Università Tecnologica di Delft e del Centro di Ricerca Thomas J. Watson hanno ripetuto gli esperimenti di Schön, senza ottenere gli stessi risultati.[2] Anche prima dell'emergere dello scandalo, diversi gruppi di ricerca avevano tentato di riprodurre, invano, i risultati spettacolari da lui annunciati.[6][8]

Nel giugno 2004 l'Università di Costanza pubblicamente annunciò il ritiro del grado di dottore a Schön per condotta disonorevole. Wolfgang Dieterich del Dipartimento di Fisica chiamò la faccenda «la maggiore frode scientifica degli ultimi 50 anni», affermando che «la credibilità della scienza era stata intaccata».

Schön fece ricorso, ma il 28 ottobre 2009 l'Università vinse la causa.[9]

Nell'Ottobre 2004 la Fondazione Tedesca per la Ricerca (DFG, Deutsche Forschungsgemeinschaft) annunciò delle sanzioni contro Schön. Gli fu tolto il diritto di voto nella DFG, e il diritto di servire nei comitati della DFG per un periodo di otto anni, oltre che di ottenere dei sussidi di ricerca.

Articoli ritirati [modifica]

Un gran numero di articoli di J. H. Schön furono ritirati. Il 31 ottobre 2002, la rivista Science ritirò otto articoli firmati da Schön:[10]

  • J. H. Schön, S. Berg, Ch. Kloc, B. Batlogg, Ambipolar pentacene field-effect transistors and inverters, Science 287, 1022 (2000)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, R. C. Haddon, B. Batlogg, A superconducting field-effect switch, Science 288, 656 (2000)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, B. Batlogg, Fractional quantum Hall effect in organic molecular semiconductors, Science 288, 2338 (2000)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, A. Dodabala-pur, B. Batlogg, An organic solid state injection laser, Science 289, 599 (2000)
  • J. H. Schön, A. Dodabalapur, Ch. Kloc, B. Batlogg, A light-emitting field-effect transistor, Science 290, 963 (2000)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, H. Y. Hwang, B. Batlogg, Josephson junctions with tunable weak links, Science 292, 252 (2001)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, B. Batlogg, High-temperature superconductivity in lattice-expanded C60, Science 293, 2432 (2001)
  • J. H. Schön, H. Meng, Z. Bao, Field-effect modulation of the conductance of single molecules, Science 294, 2138 (2001)

Il 20 dicembre 2002, la rivista Physical Review journals ritirò sei articoli firmati da Schön:[11]

  • J. H. Schön, Ch. Kloc, R. A. Laudise, and B. Batlogg, Electrical properties of single crystals of rigid rodlike conjugated molecules, Phys. Rev. B 58, 12952-12957 (1998)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, and B. Batlogg, Hole transport in pentacene single crystals, Phys. Rev. B 63, 245201 (2001)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, D. Fichou, and B. Batlogg, Conjugation length dependence of the charge transport in oligothiophene single crystals, Phys. Rev. B 64, 035209 (2001)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, and B. Batlogg, Mobile iodine dopants in organic semiconductors, Phys. Rev. B 61, 10803-10806
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, and B. Batlogg, Low-temperature transport in high-mobility polycrystalline pentacene field-effect transistors, Phys. Rev. B 63, 125304 (2001)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc, and B. Batlogg, Universal Crossover from Band to Hopping Conduction in Molecular Organic, Phys. Rev. Lett. 86, 3843-3846 (2001)

Il 5 marzo 2003,la rivista Nature ritirò sette articoli firmati da Schön:[12]

  • J. H. Schön, Ch. Kloc, E. Bucher and B. Batlogg. Efficient organic photovoltaic diodes based on doped pentacene. Nature 403, 408-410 (1999)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc and B. Batlogg. Superconductivity in molecular crystals induced by charge injection. Nature 406, 702-704 (2000)
  • J. H. Schön, Ch. Kloc and B. Batlogg. Superconductivity at 52 K in hole-doped C60. Nature 408, 549-552 (2000)
  • J. H. Schön, A. Dodabalapur, Z. Bao, C. Kloc, O. Schenker and B. Batlogg. Gate-induced superconductivity in a solution-processed organic polymer film. Nature 410, 189-192 (2001)
  • J. H. Schön, H. Meng and Z. Bao. Self-assembled monolayer organic field-effect transistors. Nature 413, 713-716 (2001)
  • J. H. Schön, C. Kloc, T. Siegrist, M. Steigerwald, C. Svensson and B. Batlogg. Superconductivity in single crystals of the fullerene C70. Nature 413, 831-833 (2001)
  • J. H. Schön, M. Dorget, F. C. Beuran, X. Z. Zu, E. Arushanov, C. D. Cavellin and M. Lagues. Superconductivity in CaCuO2 as a result of field-effect doping. Nature 414, 434-436 (2001)

Note [modifica]

  1. ^ Scandal Rocks Scientific Community, Deutsche Welle, 30 settembre 2002.
  2. ^ a b Agin, Dan (2007). Junk Science: An Overdue Indictment of Government, Industry, and Faith Groups That Twist Science for Their Own Gain. Macmillan. ISBN 978-0-312-37480-8
  3. ^ J. H. Schön, H. Meng, Z. Bao, Field-effect modulation of the conductance of single molecules, Science 294, 2138 (2001)
  4. ^ J. H. Schön, A. Dodabalapur, Z. Bao, C. Kloc, O. Schenker and B. Batlogg. Gate-induced superconductivity in a solution-processed organic polymer film. Nature 410, 189-192 (2001)
  5. ^ a b c Beasley, Malcolm R.; Supriyo Datta, Herwig Kogelnik, Herbert Kroemer (September 2002). "Report of the Investigation Committee on the possibility of Scientific Misconduct in the work of Hendrik Schon and Coauthors", Bell Labs.
  6. ^ a b Leonard Cassuto. Big trouble in the world of "Big Physics". Salon.com, 16 settembre 2002
  7. ^ Cargo-cult science redux, Michael R. Norman, Nature Physics 5, 451-452 (July 2009)
  8. ^ The rise and fall of a physics fraudster, physicsworld.com, 1 May 2009, also published in Physics World, 22(5), May 2009, page 24. Abridged and edited from Reich, E. S. Plastic Fantastic: How the Biggest Fraud in Physics Shook the Scientific World, Macmillan 2009, ISBN 978-0-230-22467-4.
  9. ^ Von Frank van Bebber. Uni Konstanz bleibt bei Aberkennung des Doktortitels. Spiegel Online, 28 ottobre 2009
  10. ^ Bao, Z., B. Batlogg, S. Berg, A. Dodabalapur, R. C. Haddon, H. Hwang, C. Kloc, H. Meng and J. H. Schön (2002). Retraction. Science 298 (5595): 961b-. DOI:10.1126/science.298.5595.961b.
  11. ^ Schön, J. H., Ch. Kloc, B. Batlogg (2002). Retraction: Hole transport in pentacene single crystals [Phys. Rev. B 63, 245201 (2001)]. Phys. Rev. B. 66: 249903. DOI:10.1103/PhysRevB.66.249903.
  12. ^ Schön, J. H., C. Kloc, E. Bucher and B. Batlogg (2003). Retraction: Efficient organic photovoltaic diodes based on doped pentacene. Nature 422 (6927): 93. DOI:10.1038/nature01468. PMID 12621444.

Bibliografia [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 14249230

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie