James Salter (scrittore)

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« In James Salter ogni frase è intima e discreta: l'effetto finale è di esattezza elegante, una cifra di scrittura che, tristemente, ora non usa più, difficilissima da imitare »
(John Irving[1])

James Salter, nato James Horowitz (New York City, 10 giugno 1925), è uno scrittore e sceneggiatore statunitense.

Studiò all'Accademia Militare degli Stati Uniti, a West Point, e nel 1945 entrò nell'Air Force, dove prestò servizio per dodici anni tra il Pacifico, l'Europa, gli Stati Uniti d'America e la Corea.

Nel 1956 pubblicò (con lo pseudonimo di James Salter) il suo primo romanzo, The Hunters, basato sulla sua esperienza nella Guerra di Corea e da cui fu poi tratto un film diretto da Dick Powell. L'anno dopo decise di congedarsi dall'esercito per dedicarsi completamente alla scrittura. Lo pseudonimo divenne poi anche legalmente il suo nome.

Il suo romanzo più noto, Un gioco e un passatempo (A Sport and a Passtime), è del 1967. Il corpus delle sue opere non è molto vasto: oltre ai due romanzi citati, conta altri tre romanzi, due raccolte di racconti (una delle quali, Dusk and Other Stories, gli è valso il Premio PEN/Faulkner nel 1989), un libro di memorie ed alcune sceneggiature.

La sua scrittura, infatti, è caratterizzata da un estremo, continuo processo di revisione del testo alla ricerca della parola adatta, "un processo mimetico in cui vado alla ricerca di me stesso", come scrive lui stesso[1].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • The Hunters (romanzo, 1957; nel 1958 Salter stesso curò la sceneggiatura della trasposizione cinematografica I cacciatori)
  • The Arm of Flesh (romanzo, 1961; ripubblicato col titolo Cassada, 2000)
  • A Sport and a Pastime (Un gioco e un passatempo - romanzo, 1967)
  • Downhill Racer (Gli spericolati - sceneggiatura, 1969)
  • The Appointment (La virtù sdraiata - sceneggiatura, 1969)
  • Three (Noi tre soltanto - sceneggiatura, 1969; Salter diresse anche il film nella sua unica esperienza da regista)
  • Light Years (romanzo, 1975)
  • Solo Faces (romanzo, 1979)
  • Threshold (A cuore aperto - sceneggiatura, 1981)
  • Dusk and Other Stories (racconti, 1988; PEN/Faulkner Award 1989)
  • Still Such (poesie, 1988)
  • Burning the Days (memorie, 1997)
  • Gods of Tin (memorie, 2004; selezione da The Hunters, Cassada, e Burning the Days)
  • Last Night (racconti, 2005)
  • There and Then: The Travel Writing of James Salter (saggio, 2005)
  • Life Is Meals: A Food Lover's Book of Days (2006)
    • My Lord You" and "Palm Court" (2006)
    • Memorable Days: The Selected Letters of James Salter and Robert Phelps (2010)
    • All That Is (novel, 2013) (Tutto quel che è la vita 2014 -Guanda)
    • Collected Stories (2013)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Stefania Vitulli, James Salter il grande, 24sette, 03-04-2006. URL consultato il 14-10-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 14776425 LCCN: n78094026