James Giffen

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James Henry Giffen (Stockton, 1941) è un dirigente d'azienda statunitense.

Considerato un'autorità nel commercio tra USA e URSS[1], è fondatore e presidente della Mercator Corporation[2]. È il principale imputato per gli 80 milioni di dollari di corruzione dello scandalo Kazakhgate, la più grande indagine degli Stati Uniti mai fatta oltremare, in un caso di corruzione[3].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giffen ha avuto legami con l'URSS sin dal 1970. Dopo la laurea a scuola, ha lavorato per una società controllata Armco Steel, sviluppando un rapporto con il capo della Armco e futuro segretario statunitense al commercio C. William Verity Jr.[4] Durante la Guerra Fredda, Giffen è stato strumentale nella creazione di società americane di commercio multi-consorzio (le grandi imprese come RJR Nabisco, Chevron, Eastman Kodak, Johnson & Johnson e Archer Daniels Midland) e a negoziare l'ingresso nel mercato sovietico con i rappresentanti del presidente sovietico Mikhail Gorbachev.[5].

Nel 1940, Giffen sposò Lucile Threlfall, la figlia vedova più anziana del primo rivale del suo datore di lavoro, Richard Threlfall.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • The Legal and Practical Aspects of Trade with the Soviet Union, New York, 1969.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claudia H. Deutsch, Taking a team approach to Soviet Trade, The New York Times, July 31, 1988
  2. ^ Steve LeVine, Il petrolio e la gloria. La corsa al dominio e alle ricchezze della regione del Mar Caspio (il Sirente, Fagnano Alto, 2009)
  3. ^ Terry Macalister, "Swiss join oil bribery inquiry", The Guardian, May 7, 2003.
  4. ^ Ron Stodghill, "Oil, Cash and Corruption", The New York Times, November 5, 2006.
  5. ^ Louis Kraar, "Top US Companies Move Into Russia", Fortune, July 31, 1989
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