James Gibbs

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James Gibbs, assieme ad un fantasma della sua Radcliffe Camera, Andrea Soldi, 1750 circa.

James Gibbs (Aberdeen, 23 dicembre 1682Londra, 5 agosto 1754) è stato un architetto e teorico dell'architettura scozzese. Nato in Scozia, si è formato come architetto a Roma, poi ha lavorato soprattutto in Inghilterra, diventando uno dei più influenti architetti della Gran Bretagna. Le sue opere più importanti sono la Chiesa di Saint Martin-in-the-Fields, a Londra, e la Radcliffe Camera dell'Università di Oxford.

Gibbs molto privatamente era cattolico romano e conservatore, e non era quindi parte del movimento palladiano, diffuso nell'architettura inglese di quel periodo. Il Palladiani erano in gran parte progressisti, guidata da Lord Burlington e Colen Campbell, un collega scozzese che ha sviluppato una rivalità con Gibbs.

Anche la formazione professionale italiana di Gibbs attraverso il maestro barocco Carlo Fontana, lo impostò in modo univoco lontano dalla scuola palladiana[1]. Tuttavia, pur essendo fuori moda, ha avuto diversi committenti e mecenati conservatori, e divenne molto influente attraverso le sue opere pubblicate, che divennero popolari come libri di riferimento per l'architettura.

Il suo stile architettonico contiene elementi palladiani, così come forme di barocco italiano e Inigo Jones (1573-1652), ma è stato più fortemente influenzato dal lavoro di Christopher Wren (1632-1723), che fu uno dei primi sostenitori di Gibbs. Nel complesso, Gibbs ha formato il suo stile indipendententemente dalle mode correnti. Lo storico dell'architettura John Summerson descrive il suo lavoro come il compimento delle idee architettoniche di Wren, che non furono sviluppati completamente nei propri edifici[2]. Nonostante l'influenza dei suoi libri, Gibbs ha avuto poco effetto sulla direzione successiva dell'architettura britannica, che ha visto la nascita del Neoclassicismo poco dopo la sua morte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Howard Colvin, A Biographical Dictionary of British Architects, 1600-1840, 3rd ed. 1995, s.v. "Gibbs, James".
  2. ^ Summerson, pp.330, 333

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Friedman, Terry (1984) James Gibbs. Yale University Press. ISBN 0-300-03172-6
  • Little, Bryan (1955) James Gibbs 1682–1754. Batsford Books.
  • Summerson, John (1993) Architecture in the United Kingdom, 1530-1830 9th edition. Yale University Press. ISBN 978-0-300-05886-4

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