James Edward Oglethorpe

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James Edward Oglethorpe

James Edward Oglethorpe (Londra, 22 dicembre 1696Cranham, 30 giugno 1785) fu il fondatore della colonia della Georgia.

Era figlio di Sir Theophilus Oglethorpe (1650 – 1702) di Westbrook Place, Godalming nella contea del Surrey.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrò nel Collegio di Corpus Christi ad Oxford nel 1714 ma lo lasciò nel medesimo anno per entrare nell'esercito del principe Eugenio di Savoia. Grazie ai buoni uffici di John Churchill, I duca di Marlborough, divenne aiutante di campo del principe e durante la Guerra austro-turca dal 1716 al 1718 si distinse nei combattimenti contro le truppe dell'Impero ottomano, particolarmente nell'assedio di Belgrado del 1717.

Dopo il suo rientro in Inghilterra fu eletto nelle liste dei Tories come deputato del Parlamento per Haslemere nel 1722. Egli propose la creazione di una colonia nell'America settentrionale che potessero ospitare i poveri debitori insolventi ed i protestanti perseguitati nel Continente. La colonia avrebbe dovuto essere costituita fra la Carolina del Sud e la Florida spagnola, allora facente parte dell'impero coloniale spagnolo.

Fondazione della Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Oglethorpe salpò con la nave Anne nel 1732 e giunse 88 giorni dopo a Charleston, sistemandosi nei pressi dell'attuale Savannah in Georgia, il 12 febbraio 1733.

Egli trattò con la tribù pellerossa locale dei Muscogee (Creek) per avere terre a disposizione ed eresse una serie di fortificazioni difensive, fra le quali Fort Federica, i cui resti sono a tutt'oggi visitabili.

Tornato in Inghilterra fece in modo che la schiavitù fosse bandita dalla Georgia. Ad Oglethorpe ed ai suoi colleghi soci fu assegnata un concessione regale per la provincia della Georgia fra il fiume Savannah e l'Altamaha.[1]

La Georgia era una zona-chiave che stava fra due colonie. Fu un'idea di Oglethorpe quella che i carcerati per debiti fossero liberati e mandati in Georgia. Sebbene si sia spesso ripetuto che la Gran Bretagna si sarebbe così liberata di elementi indesiderabili, erano proprio i "poveri preziosi" che Oglethorpe desiderava avere in Georgia. Alla fine però furono pochi quelli di costoro che si trasferirono colà, mentre fra i coloni si annoverarono scozzesi dotati di spirito pionieristico, poveri commercianti ed artigiani inglesi, profughi per motivi religiosi provenienti da Svizzera, Francia e Germania ed un certo numero di profughi ebrei. Le regole coloniali prevedevano l'accoglienza di persone professanti qualsiasi fede con la sola esclusione dei cattolici a causa della vicinanza dell'insediamento coloniale spagnolo della Florida, considerato ostile alla Gran Bretagna.

Il 21 febbraio 1734 Oglethorpe fondò la prima Loggia massonica nelle colonie britanniche, oggi nota come Loggia di Salomone No. 1, F. & A. M.

A causa del ruolo primario come cuscinetto militare fra i territori controllati dalla Gran Bretagna e quelli controllati dalla Spagna, il modello originale per la colonizzazione della Georgia escludeva l'impiego di lavoratori schiavi, nel timore che questi potessero indebolire dall'interno la colonia e fornire assistenza al nemico in Saint Augustine.

Tuttavia gli schiavi che fuggivano verso il sud anziché stabilirsi nei territori spagnoli trovavano asilo in Georgia, il che irritava le colonie vicine a nord. Il bando della schiavitù riduceva anche la forza-lavoro e ciò fu percepito come un limite alla crescita economica della Georgia. Molti coloni incominciarono ad opporsi ad Oglethorpe, vedendolo come un "dittatore a vita".

Molti coloni posero quindi gli occhi sulla Carolina del Sud come colonia meno limitativa a, speravano, di trovare insediamenti più redditizi. Nel 1750, dopo che Oglethorpe ebbe lasciato la colonia, il bando alla schiavitù fu rimosso e fu importato un gran numero di schiavi.

Nel 1735 Oglethorpe tornò in visita all'Inghilterra portando con sé una delegazione di indiani Cherokee che incontrarono re Giorgio II e la famiglia reale a Kensington Palace.[2] Egli fu accolto con grandi acclamazioni in patria sebbene non fosse considerato il benvenuto in molti ambienti.

Il duca di Newcastle, che conduceva la politica estera britannica, aveva tentato di limitare gli sforzi di Oglethorpe nelle colonie per timore di urtare la Spagna che il Newcastle desiderava, senza successo, di farne un alleato della Gran Bretagna. Infine il Newcastle desistette e divenne addirittura un sostenitore della colonia ammettendo che: «…sarebbe ora piuttosto difficile lasciare la Georgia.» La colonia fu una delle principali fonti di attrito che peggiorarono I rapporti anglo-spagnoli alla fine degli anni 1730.

Statua di James Oglethorpe ad Augusta

Direzione militare[modifica | modifica wikitesto]

Common, uno spazio aperto che egli stesso volle allorché fondò con altri la città nel 1735.[3]

Nel 1739, durante la Guerra anglo-spagnola dal 1739 al 1742, detta anche "guerra dell'orecchio di Jenkin", combattuta fra la Georgia britannica e la Florida spagnola come parte del conflitto più ampio della guerra di successione austriaca, Oglethorpe compì con successo numerose incursioni contro i forti spagnoli ma non ebbe successo nell'assedio di Saint Augustine. Nonostante questo insuccesso alcuni storici sostengono che le azioni di Oglethorpe ebbero l'effetto di porre sulla difensiva gli spagnoli per parecchi anni e che la sua decisione di non ordinare un assalto generale a Saint Augustine abbia risparmiato molte vite inglesi che, trattandosi in gran parte di abitanti della Georgia, la popolazione della colonia non avrebbe potuto permettersi di perdere.[senza fonte]

Durante il tentativo di invasione della Georgia da parte degli spagnoli, Oglethorpe li affrontò a Bloody Marsh sconfiggendoli e costringendoli al ritiro.

Ritorno in patria e la ribellione giacobita[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i suoi exploit in Georgia, Oglethorpe rientrò a Londra nel 1743 e ascese costantemente di grado nell'esercito britannico. Erano i giorni del Young Pretender e delle incursioni delle truppe giacobite dalla Scozia nell'Inghilterra settentrionale. Oglethorpe era impegnato nel costituire unità militari di Rangers che avrebbero dovuto essere imbarcati ed inviati in Georgia per la difesa antispagnola della colonia. Egli pose immediatamente queste truppe a disposizione del Duca di Cumberland, impegnato nella repressione della rivolta.[4]

Oglethorpe e le sue truppe si unirono a quelle del Duca di Cumberland a Preston e tentarono di bloccarne il ritiro in Scozia. Egli condusse una scaramuccia a Shap Fell in Cumbria, ma fu costretto a sganciarsi a causa del cattivo tempo, cercando rifugio per la notte, durante la quale i giacobiti riuscirono a ritirarsi ed a fuggire. A causa di ciò Oglethorpe fu portato dinnanzi ad una corte marziale con l'accusa di non aver perseguito gli invasori con maggior accanimento.[4] Egli fu assolto ma non gli fu più affidato alcun comando.

Ritiro e morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1785 Oglethorpe fece visita a John Adams, il primo ambasciatore plenipotenziario degli Stati Uniti in Gran Bretagna, poco dopo il suo arrivo a Londra.

Oglethorpe morì lo stesso anno e fu sepolto al centro della chiesa parrocchiale di Ognissanti presso Cranham Hall. La moglie Elizabeth Wright sopravvisse per alcuni anni ed alla sua morte fu sepolta accanto a lui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Avalon Project : Charter of Georgia : 1732
  2. ^ Veronica Baker-Smith p.74
  3. ^ Edward J. Cashin, Glimpses of Oglethorpe in Boswell's Life of Johnson, dal Georgia Historical Quarterly, volume 88, n. 3, Ed. Georgia Historical Society, pag. 398–405
  4. ^ a b Veronica Baker-Smith, op. cit. pag. 132

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Veronica Baker-Smith, Royal Discord: The Family of George II, Athena Press, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 24839761 LCCN: n50034057