James Douglas (condottiero)

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James Douglas, Signore di Douglas, noto anche con il nome di Black Douglas (128625 agosto 1330), è stato un condottiero scozzese, prese parte alla Guerre di indipendenza scozzesi.

Tomba di Sir James Douglas

La giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Figlio di William Douglas the Hardy, uno dei primi nobili a sostenere William Wallace, e che morì attorno al 1298 nella Torre di Londra[1]. Sua madre, Elizabeth Stewart, era figlia di Alexander Stewart (1214-1283), ella morì quando James aveva circa un anno o due essendo nato attorno al 1286. William si risposò l'anno seguente ed è da questo che si deduce che James sia nato prima del 1287, tuttavia la perdita di numerosi documenti coevi rende impossibile localizzare con precisione il mese o l'anno della sua nascita. Allo scoppio della Guerra di Indipendenza scozzese venne inviato ancora giovane in Francia per la sua salvaguardia e studiò a Parigi. Qui egli conobbe William Lamberton, vescovo di St Andrews, che lo prese sotto la sua tutela. Dopo aver fatto ritorno con Lamberton in Scozia nel 1306, trovò tutte le sue proprietà confiscate da re Edoardo I d'Inghilterra, il quale le aveva donate al nobile inglese Robert de Clifford. Nel tentativo di riavere le proprie terre pacificamente, Lamberton condusse James Douglas alla corte di Edoardo I, ma quando quest'ultimo seppe di chi fosse figlio James fu colto da un terribile attacco di collera e James venne cacciato dalla corte.[2].

James ora doveva fronteggiare una nuova vita in cui altro non era che una sorta di esiliato senza terre posto ai margini della società feudale e il rientrare in possesso delle proprietà paterne divenne una questione quasi imprescindibile che inevitabilmente avrebbe avuto impatto sulle sue alleanze politiche. Questo era per altro un momento drammatico per gli scozzesi, Robert Bruce aveva da poco assassinato il suo rivale John Comyn, III Signore di Badenoch in una chiesa di Dumfries e subito dopo Robert Bruce reclamò per se la corona di Scozia a dispetto dei diritti di Edoardo I. Per altro poche settimane dopo, il 25 marzo 1306 Robert divenne Roberto I di Scozia e fu proprio durante il suo viaggio diretto a Scone, luogo dove tradizionalmente si celebrava il rito di incoronazione dei sovrani scozzesi, che Bruce fece il suo incontro con il giovane Douglas, il quale offrì i suoi servigi al futuro re. Douglas condivise con Robert Bruce le sue prime sconfitte a Methven e Dalrigh, ma per entrambi i condottieri quelle sconfitte furono l'occasione per migliorare le loro strategie tattiche, optando per una azione di sortite piuttosto che di combattimenti in campo aperto.

Lo stemma di Sir James Douglas.

Contrariamente a quanto afferma la tradizione popolare, l'apporto militare dato da Douglas tra il 1307 ed il 1308 fu per la gran parte regionale e limitato al comprensorio dei suoi antichi possedimenti della nativa Douglasdale. Tuttavia ciò gli consentì di guadagnare ottima fama sia come condottiero che come soldato, così mentre Robert Bruce conduceva una campagna a nord contro i suoi nemici, Douglas approfittò della presenza della foresta di Selkirk per scagliare una serie di attacchi lampo contro gli inglesi. La più popolare di queste coraggiose sortite fu la conquista del castello di Douglas, appartenuto in precedenza alla sua famiglia, strappato agli inglesi con una azione di forza e di coraggio che restò nella memoria della tradizione popolare scozzese. Alcuni storici datano l'incidente alla Domenica delle palme del 1307, precisamente il 19 marzo[3], taluni sostengono che questa data potrebbe essere sbagliata perché allora Bruce e il suo piccolo esercito non si erano ancora stabiliti nella Scozia sud-occidentale e a questo proposito propongono la domenica delle palme del 1308 che cadeva il 17 aprile.

D'altro canto qualcuno afferma che ai tempi in cui James era laggiù gli scozzesi non si erano ancora stabiliti nel sud-ovest del paese e che lui fosse l'unico uomo di Bruce in tutta la zona, motivo per cui la data del 1307 potrebbe essere corretta. Con l'aiuto di Thomas Dickson, un contadino che era stato al servizio del padre, James rimase nascosto con i propri uomini fino alla mattina delle palme quando i soldati lasciarono la guarnigione per assiistere alla messa. Dopo aver raccolto altri uomini sul posto James entrò nella chiesa, alcuni soldati inglesi vennero uccisi ed altri furono presi prigionieri e portati al castello ora vuoto. Le provviste vennero ammassate tutte in cantina, i fiaschi di vino aperti senza riguardo e la lana venne bruciata e usata come combustibile poiché i prigionieri furono decapitati sulla pila di provviste cui venne poi dato fuoco, mentre i pozzi vennero avvelenati con sale e carcasse. I locali presto diedero all'intero episodio il nome di Douglas Larder (larder in inglese sta per dispensa), come esempio della brutalità della guerra esso voleva lasciare una durevole impressione, non da ultimo su coloro che sarebbero venuti a sostituire i colleghi periti. Altri attacchi vennero perpetrati da un uomo chiamato dagli inglesi The black Dowglas un uomo sinistro e assassino[3], sembra che James conoscesse quanto potente potesse essere la guerra psicologica , ben sapendo che la sola paura poteva fare molto più di un comandante capace.

Nell'agosto di quello stesso anno, Douglas si unì al suo alleato Bruce per un attacco congiunto ai clan dei MacDougall di Lorne, uomini della famiglia rivale del suo sovrano, ovvero i Comyn, colpevoli di avere partecipato attivamente due anni prima alla sconfitta dell'esercito di Bruce nella Battaglia di Dalrigh. Mentre essi attendevano un assalto presso lo stretto passo di Brander, Douglas scalò le montagne accerchiando il passo montano con un esercito di Highlander con i quali prese il nemico alle spalle rendendo la Battaglia del Passo di Brander una totale sconfitta per i suoi nemici. Subito dopo Douglas si portò a sud dove si unì all'esercito del fratello del suo sovrano, Edward Bruce, per partecipare all'assedio vittorioso del castello di Rutherglen, vicino Glasgow[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fraser, Sir William, The Douglas Book IV vols. Edinburgh 1885
  2. ^ Ross, David R., James the Good:The Black Douglas. Glasgow 2008.
  3. ^ a b Barbour, John, The Bruce, trans. A. A. H. Duncan, 1964
  4. ^ Scott, Ronald McNair, Robert the Bruce

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